La nave Mare Jonio fa rotta sull'Italia e il Viminale chiude i porti

La nave Mare Jonio fa rotta sull’Italia e il Viminale chiude i porti

18 Marzo 2019 18.20
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La nave Mare Jonio dell'Organizzazione non governativa Mediterranea è alla fonda a un miglio e mezzo da Lampedusa dopo avere soccorso 49 migranti, tra cui 12 minori, davanti alle coste libiche. L'imbarcazione, che non ha l'autorizzazione allo sbarco, è circondata da tre motovedette, due della Guardia di finanza e una della Guardia costiera. Il 18 marzo Mediterranea aveva chiesto alle autorità italiane un «porto sicuro», prima di fare rotta verso Lampedusa. La nave aveva «incrociato un gommone in avaria che stava affondando con una cinquantina di persone. Li stiamo già soccorrendo. La cosiddetta Guardia costiera libica arrivata in un secondo momento, si sta dirigendo verso di noi». La Ong, il cui motto è "saving humans", ha come capomissione Luca Casarini, tra i dirigenti del partito Sinistra italiana. «Stiamo facendo rotta verso Nord per evitare il maltempo», aveva detto, «ci dirigiamo verso l'Italia dove chiederemo il porto sicuro per sbarcare queste persone scappate dai campi di concentramento libici». «Non c'è stata alcuna tensione con la motovedetta libica, sono arrivati quando il nostro soccorso era già in corso», aveva aggiunto Casarini. «Le condizioni dei migranti sono in linea di massima buone».

«La maggior parte di loro sono disidratati e soffrono il mare, ma da un primo esame del medico di bordo sembra che le loro condizioni non destino particolari preoccupazioni», ha spiegato Casarini. Quanto alle fasi del salvataggio, da bordo ribadiscono che non c'è stato alcun problema con i libici. «Quando siamo arrivati in zona eravamo soli e abbiamo iniziato a soccorrere le persone, il gommone era in difficoltà e stava imbarcando acqua», ha detto Casarini. «La motovedetta libica è arrivata quando le operazioni di soccorso erano già in atto, ci hanno chiesto come mai fossimo in quella zona e abbiamo risposto loro che durante la navigazione ci siamo imbattuti nel gommone. A quel punto hanno lasciato che terminassimo il soccorso»

LA NUOVA DIRETTIVA CONTRO LE ONG

Peccato che dal Viminale nel frattempo spieghino che è i n arrivo una direttiva per «stoppare definitivamente le azioni illegali delle ong». Lo fa sapere il Viminale, informando che il documento ribadirà le procedure dopo salvataggi in mare. La priorità, rileva, «rimane la tutela delle vite, ma subito dopo è necessario agire sotto il coordinamento dell'autorità nazionale territorialmente competente, secondo le regole internazionali della ricerca e del soccorso in mare». Qualsiasi comportamento difforme, 'puo' essere letto come un'azione premeditata per trasportare in Italia immigrati clandestini e favorire il traffico di esseri umani». Chi soccorre «migranti irregolari» in acque non di responsabilità italiana, senza che Roma abbia coordinato l'intervento ed entra poi in acque territoriali italiane lede il «buon ordine e la sicurezza dello Stato italiano», è scritto nella direttiva del ministro dell'interno Matteo Salvini in una direttiva inviata in serata ai capi di polizia, carabinieri, guardia di finanza, capitaneria di porto, Marina e Stato Maggiore della difesa invitandoli ad attenersi «scrupolosamente» al provvedimento per prevenire «anche a tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica dello Stato italiani, l'ingresso illegale di immigrati sul territorio nazionale».

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