La Mare Jonio ha chiesto un porto sicuro per sbarcare migranti

La Mare Jonio ha chiesto un porto sicuro per sbarcare migranti

La nave ha portato a Lampedusa 30 persone soccorse in mare. È stata sequestrata e l'equipaggio è indagato, come atto dovuto, per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

10 Maggio 2019 06.28

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Sono arrivati a Lampedusa i 30 migranti soccorsi il 9 maggio al largo della Libia dalla nave Mare Jonio. Dopo la soluzione cui ha provveduto Palazzo Chigi per sgonfiare l'ultimo scontro tra Viminale e Difesa con l'apertura del porto di Augusta ai 36 profughi salvati in mare dalla Marina militare, un nuovo gruppo di naufrghi ha trovato accoglienza nel nostro Paese. E tuttavia la Mare Jonio è stata sequestrata dalla Guardia di Finanza e i componenti dell'equipaggio, compreso il comandante, sono indagati per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Un atto dovuto dopo la segnalazione delle Fiamme Gialle, che avrebbero riscontrato alcune irregolarità a bordo. La procura di Agrigento adesso dovrà valutare la sussistenza di eventuali profili di reato.

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CONTE: «I MIGRANTI IN SICUREZZA, NON LI AFFOGHIAMO IN MARE»

Il primo ministro Giuseppe Conte ha commentato: «Circa la vicenda della nave Mare Jonio ci siamo sentiti con Matteo Salvini e siamo d'accordo sul sequestro, la nave era stata già diffidata, ora si faranno le verifiche. C'è di mezzo l'autorità giudiziaria e non entro nel merito. I migranti a bordo verranno fatti scendere e messi in sicurezza, ci mancherebbe, mica li mettiamo nelle patrie galere, o li affoghiamo in mare…».

LA RICHIESTA DI UN PORTO SICURO

La nave guidata dalla Ong Mediterranea – Save Humans aveva lanciato sui social una richiesta ufficiale di accoglienza la mattina del 10 maggio. «Chiediamo ingresso in porto sicuro dove sbarcare uomini, donne incinte e bambina a bordo. #MareJonio», aveva scritto su twitter la Ong. L'imbarcazione nel momento dell'appello si trovava a 12 miglia di distanza dall'isola di Lampedusa, dove è stata anche sottoposta ai controlli della guardia di finanza. A bordo della nave ci sono anche due donne incinta e cinque minori. Su twitter l'organizzazione non governativa ha postato un video della nave in movimento scortata da una motovedetta della Guardia di Finanza. «Partita in questo momento Mare Jonio per fare ingresso al porto di Lampedusa per completare operazioni di salvataggio con lo sbarco dei naufraghi nel porto sicuro, come prevede la legge», ha scritto attorno alle undici del 10 maggio Mediterranea.

FORZA ITALIA: «FERMARE LA NAVE UNA VOLTA PER TUTTE»

Dopo l'attracco della Mare Jonio a Lampedusa, il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri ha detto che la nave «va fermata una volta per tutte» perché «non svolge un'opera di soccorso umanitario, ma promuove l'attività dei trafficanti di clandestini. Approfittando anche del caos e del disordine, questo attivismo finisce per incoraggiare i trafficanti di persone, la cui turpe attività va stroncata. Pertanto c'è da augurarsi che ci sia determinazione a tutti i livelli, non soltanto di governo ma anche della magistratura, per impedire che questa attività prosegua».

IL MEDICO BARTOLO: «I NAUFRAGHI SONO IN BUONE CONDIZIONI»

Il medico di Lampedusa Pietro Bartolo, candidato col Pd alle prossime Europee, si trova a Firenze per un evento elettorale con il sindaco Dario Nardella, ma ha spiegato di aver mandato un altro medico a visitare i naufraghi: «Non stanno male, anche perché sono stati accolti e subito rifocillati, subito curati dall'equipaggio della Mare Jonio, perché sono attrezzati per far questo». Il sequestro della Mare Jonio «mi sembra una cosa assurda, veramente assurda. Sequestrare una nave perché ha salvato delle persone fra cui c'era anche una bambina di un anno e mezzo, secondo quanto mi diceva il mio medico che è andata a visitarla».

DI MAIO SPERA CHE LA MARE JONIO «SI ARRENDA»

Opposta la lettura del leader M5s Luigi Di Maio: «Le decisioni prese come sempre sono di tutto il governo. La cosa positiva è che la Mare Jonio è stata sequestrata un'altra volta, spero si arrenda e smetta di girare nel Mediterraneo». Nel frattempo si affaccia una nuova polemica sui rimpatri. Salvini ha detto che sono stati raggiunti «buoni risultati per quanto di competenza del ministero dell'Interno», ma che serve «un vero e proprio salto di qualità nella politica estera italiana nella sua collegialità, investendo profili di natura economica-commerciale e di politica estera tout court, che travalicano le competenze del mio dicastero». Immediata la reazione dei pentastellati: «Salvini scrive a Conte per chiedergli un salto di qualità sui rimpatri? Ma per favore, sono di sua competenza, non faccia lo gnorri. Il fatto che abbia scritto a Conte e Moavero è come una dichiarazione di fallimento. Si prenda anche lui le sue responsabilità. Non aveva detto che avrebbe rimpatriato 600 mila migranti in un mese?».

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