Riace, il Viminale nega il trasferimento obbligatorio dei migranti

14 Ottobre 2018 18.28
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Nessun trasferimento obbligatorio di migranti da Riace ma solo su base volontaria. Questa la precisazione arrivata nella sera di domenica 14 ottobre dal Viminale. Il ministero dell'Interno spiega che lo spostamento degli immigrati è un meccanismo che scatta non appena quando un progetto Sprar finisce o viene revocato. Quando questo accade, i migranti hanno due opzioni: restare dove sono (e non beneficiare più del sistema di accoglienza), oppure possono andare in altri progetti Sprar nelle vicinanze sulla base delle disponibilità dei centri.

Il modello Riace passa in mano a Comune e Regione

La proposta di nuova destinazione non può quindi essere formalizzata dal ministero dell'Interno ma dagli operatori del progetto. Questo però non impedisce che gli enti territoriali possano avviare differenti interventi di assistenza. La palle passa in mano ora al Comune di Riace che ha 60 giorni di tempo per fornire la documentazione finanziaria sui migranti che beneficiavano dell’accoglienza, sia che queste persone decidano di essere trasferite sia che restino nel territorio comunale.

L’Anpi si schiera coi migranti

Il destino dei profughi ha portato sul piede di guerra anche l'Anpi. «Non girate lo sguardo da un’altra parte. Fermate Salvini. Almeno per decenza, in una terra bella e difficile come la Calabria, ricordategli che è utile perseguire mafia e ’ndrangheta. Non un uomo onesto come Mimmo Lucano», ha detto Carla Nespolo, presidente dell’Associazione nazionale partigiani. Il messaggio era rivolto a Luigi Di Maio e agli eletti del M5s. Una richiesta accorata per far sentire la voce del dissenso e dell'umanità su quella che inizialmente pareva la decisione del Viminale di attuare uno sgombero forzato.

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