Cosa sappiamo dei migranti sfruttati nei concerti da Vasco ai Rolling Stones

28 Gennaio 2019 09.48
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La sicurezza dei grandi eventi? La garantivano richiedenti asilo appena sbarcati dalla Libia, sottopagati e impreparati che venivano sfruttati attraverso falsi decreti prefettizi in concerti come quelli dei Rolling Stones, Depeche Mode e Vasco Rossi. I carabinieri di Reggio Emilia hanno arrestato quattro persone, fra Emilia e Lombardia, con le accuse di intermediazione illecita, sfruttamento del lavoro, false attestazione a pubblico ufficiale e falso materiale in autorizzazioni amministrative. I dettagli dell'operazione saranno resi noti nella conferenza stampa che i Carabinieri di Reggio Emilia, insieme al pm Valentina Salvi che ha coordinato le indagini, terranno alle 11,45 al Comando provinciale.

PAGATI 6 EURO L'ORA PER TURNI ANCHE DI 15 ORE CONSECUTIVE

I profughi venivano pagati 6 euro l'ora e costretti a lavorare anche 15 ore consecutive. Spesso, poi, non veniva nemmeno corrisposta la paga, offrendo loro un secondo servizio per recuperare la prima somma. Il blitz dell'operazione 'Security Danger' è stato portato avanti con il nucleo carabinieri ispettorato del lavoro, su richiesta del sostituto procuratore Valentina Salvi; si contestano i reati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro e false attestazione a pubblico ufficiale. Sono ancora in corso perquisizioni domiciliari e societarie. Nei guai, al momento, sono finiti un 38enne modenese e un 63enne abitante a Bologna, titolari di due importanti società di sicurezza operanti sul territorio nazionale, a cui è stato interdetto l'esercizio di attività imprenditoriali, nonché di due pregiudicati campani con base nel reggiano, il 30enne Damiano Leone e la madre 50enne Franca Ceglia finiti in carcere. Nel corso delle indagini i carabinieri reggiani hanno monitorato numerosi grandi eventi nel 2017, tra i quali il concerto dei Guns'N Roses di Imola del 10 giugno, dei Depeche Mode di Milano del 28 giugno, di Vasco Rossi di Modena dell'1 luglio, di David Guetta di Padova del 28 luglio e dei Rolling Stones di Lucca del 23 settembre 2017.

«SE FOSSI STATO UN TERRORISTA, AVREI POTUTO FARE QUALSIASI COSA»

Le testimonianze dei richiedenti asilo sono imbarazzanti per il sistema di sicurezza nazionale: «Sono arrivato in Italia nel giugno 2016», ha dichiarato agli inquirenti uno dei richiedenti asilo, «dopo essere stato salvato in mare da una nave, durante il mio viaggio, su uno dei tanti barconi, proveniente dalla Libia. A Modena, da quando abbiamo cominciato il lavoro a quando lo abbiamo terminato nessuno, né di alcuna società né delle forze dell'ordine, mi ha mai chiesto alcun documento, né ha fatto alcun controllo sul mio cartellino: nessun filtraggio, nessun metal detector, nessun controllo sul contenuto delle mie tasche o delle cose che portavo con me. Io sono una brava persona ma mi sembrò strana l'assenza di controllo: se fossi stato un terrorista avrei potuto fare qualsiasi cosa».

IL M5S: «BUSINESS IGNOBILE»

«Grazie ai Carabinieri e alla procura di Reggio Emilia per l'operazione 'Security danger' portata a termine. È stato sgominato l'ignobile business realizzato anche ai danni di profughi richiedenti asilo da parte di 4 persone: attraverso falsi decreti prefettizi impiegavano queste persone per gestire la sicurezza in grandi eventi, tra cui concerti di star internazionali». Così in una nota la senatrice emiliana del Movimento 5 Stelle Maria Laura Mantovani. «Un comportamento irresponsabile che colpiva la dignità degli sfruttati e metteva a serio rischio l'incolumità di migliaia di persone. Gli addetti impiegati alla sicurezza infatti erano del tutto impreparati a svolgere queste mansioni, oltre che sottopagati in nero», prosegue, «inoltre, dalle prime notizie, emerge che tra gli sfruttati ci sarebbero stati anche dei pregiudicati. Sulla sicurezza di tutti i cittadini e sul controllo del territorio non dobbiamo avere alcuna incertezza, operazioni come questa danno fiducia nelle istituzioni».

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