Migranti sgomberati, a Roma manifestano i movimenti per la casa

Redazione
26/08/2017

Il capo della polizia, Franco Gabrielli, ha detto che gli scontri di piazza Indipendenza a Roma si potevano evitare. E...

Migranti sgomberati, a Roma manifestano i movimenti per la casa

Il capo della polizia, Franco Gabrielli, ha detto che gli scontri di piazza Indipendenza a Roma si potevano evitare. E mentre infuria la polemica politica sullo sgombero del palazzo occupato in via Curtatone, il 26 agosto nella Capitale è andata in scena la manifestazione organizzata dai movimenti per la casa, che hanno sostenuto la protesta dei migranti. Il corteo è partito nel pomeriggio, intorno alle ore 16, ed è stato super sorvegliato dalle forze dell'ordine, nel timore di ulteriori violenze. Non ci sono stati incidenti.

[mupvideo idp=”5552916074001″ vid=””]

I manifestanti si sono mossi da piazza Esquilino fino a piazza Madonna di Loreto, nel centro storico. Al corteo c'erano anche i rifugiati sgomberati da via Curtatone, quattro dei quali sono stati arrestati, tra loro due donne. In testa lo striscione: «Chi lotta per la casa non ha confini». La Questura aveva deciso di predisporre varchi d'accesso con controlli delle forze dell'ordine, transenne, divieto di portare aste, bottiglie di vetro e altri oggetti atti a offendere. Erano attese circa 5 mila persone, ma in strada erano poco più di mille. Dal primo pomeriggio sono stati rimossi i veicoli in sosta e i bidoni della spazzatura lungo il percorso.

I varchi presidiati erano stati giudicati dagli organizzatori della manifestazione una provocazione: «È necessario che le istituzioni aprano un tavolo per trovare una soluzione, non si può affrontare un problema sociale con l'ordine pubblico». Intanto, il funzionario di polizia che ha incitato a «spaccare un braccio a chi tira qualcosa» è sotto indagine da parte della Questura.

GABRIELLI PROMETTE: «NIENTE SCONTI». «La frase pronunciata in piazza è grave, quindi avrà delle conseguenze», ha detto Gabrielli, «abbiamo avviato le nostre procedure interne e non ci saranno sconti». Gabrielli però aggiunge: «La gravità di quello che è successo in piazza non può diventare un alibi per coprire altre responsabilità, altrettanto gravi. E non della polizia».

LA CARICA CONTRO GLI OPERAI THYSSENKRUPP. Il funzionario "incriminato" è lo stesso che nell'ottobre 2014, sempre a piazza Indipendenza, fece caricare gli operai della ThyssenKrupp. La circostanza emergerebbe da una comparazione tra il video girato durante lo sgombero e quello di tre anni fa girato dalla trasmissione televisiva Gazebo. Lo stesso funzionario, il 29 ottobre 2014, di fronte ai lavoratori della fabbrica di Terni che intendevano raggiungere la zona dei ministeri imboccando via Solferino, presidiata dalla polizia, ordinò di caricare. Quattro manifestanti rimasero feriti, contusi quattro poliziotti. L'allora segretario della Fiom, Maurizio Landini, era nelle prime file del corteo: «Siamo con voi, che cazzo state facendo?», disse ai poliziotti. La Questura all'epoca giustificò la carica di contenimento con la motivazione che i manifestanti intendevano occupare la vicina stazione Termini. Stavolta invece ha aperto un'indagine interna.

IPOTESI RACKET IN VIA CURTATONE. A indagare è anche la procura di Roma, che ha aperto un'inchiesta su quanto avveniva all'interno del palazzo occupato in via Curtatone. In particolare i magistrati intendono fare luce sulle modalità dell'occupazione, dopo che nello stabile sono state rinvenute delle ricevute informali, forse di "affitti" pagati che farebbero ipotizzare l'esistenza di un racket. Trovato anche un pc usato per confezionare dei badge da distribuire agli occupanti.

[mupvideo idp=”5552905835001″ vid=””]