La strategia di Manley per Fca è applicare la lezione di Marchionne

La strategia di Manley per Fca è applicare la lezione di Marchionne

Manley ha dichiarato che la casa automobilistica è una "house of brands". E grazie ai marchi riuscirà a superare la competizione dell'era digitale. Che era il piano tutto finanziario del suo predecessore.

29 Aprile 2019 08.52

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La strategia di Fca per sopravvivere alla rivoluzione tecnologica? Applicare la lezione di Sergio Marchionne, cioè far valere i propri marchi, il valore immateriale. Il messaggio arrivato dall'amministratore delegato Mike Manley che ha rilasciato una intervista con giunta con il direttore finanziario Richard Palmer a Bloomberg è in sostanza questa.

FCA COME "HOUSE OF BRANDS"

«Fiat Chrysler Automobiles è una house of brands, una casa di marchi, e questo le permetterà di essere uno dei pochi costruttori tradizionali in grado di sopravvivere alla rivoluzione tecnologica che sta attraversando il settore auto. Ne sono certo, al cento per cento», ha detto Manley intervistato. in occasione dell'uscita del libro 'Sergio Marchionne' di Tommaso Ebhardt, edito da Sperling & Kupfer. E proprio Marchionne aveva iniziato a scorporare i vari marchi per quotare le diverse società e aumentarne il singolo valore finanziario.

FIAT COME ESEMPIO: LA 500 AL RECORD STORICO

«Non abbiamo nessun brand che rischia di finire nella categoria dei marchi non distintivi, nessuno. Neanche il marchio Fiat. Il miglior esempio è la 500: al suo decimo anno sul mercato ha raggiunto il suo massimo storico di vendite. E potrei continuare con Wrangler per Jeep e così via. I nostri brand hanno dimostrato che riusciranno a sopravvivere», ha spiegato. Manley. L'amministratore delegato di Fca sottolinea l'eredità lasciata da Sergio Marchionne, all'interno e all'esterno del gruppo. «Al mondo ha mostrato che puoi avere un punto di vista diverso, puoi essere schietto su una serie di temi importanti, non conformarti allo status quo e allo stesso tempo essere un amministratore delegato di grandissimo successo. Molti ceo che guarderanno a Sergio dall'esterno non potranno che riconoscere il coraggio che ha avuto nel compiere le sue scelte e prenderlo come un punto di riferimento per il proprio mandato. C'è sicuramente anche un'eredità enorme che lascia alla nostra organizzazione. Ha infuso una serie di valori che sono ancora al centro di Fiat Chrysler».

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