Milano, il carabiniere: «Mattarella non è il mio Presidente, non lo riconosco»

Redazione
29/01/2024

Dopo la dichiarazione choc di un militare in servizio al presidio per il cessate il fuoco in Palestina che si è tenuto sabato 27 gennaio, l'Arma ha avviato un procedimento disciplinare. Sarà trasferito a un incarico non operativo.

Milano, il carabiniere: «Mattarella non è il mio Presidente, non lo riconosco»

Sabato 27 gennaio durante il presidio per il cessate il fuoco in Palestina che si è tenuto a Milano è andato in scena uno scambio surreale tra un carabiniere in servizio e in tenuta antisommossa e Franca Caffa, militante di 94 anni presente al corteo. Riferendosi alle parole del Capo dello Stato che ha invitato Israele a non negare il diritto dei palestinesi ad avere uno Stato, Caffa ha interrogato il carabiniere. «Il vostro presidente cosa ha detto? Il presidente Mattarella…». Lui senza batter ciglio ha risposto: «Con tutto il rispetto, signora, non è il mio presidente». E ha aggiunto «Io non l’ho votato, non l’ho scelto, non lo riconosco». La scena è stata ripresa dalle telecamere di Local Team.

Il Capo dello Stato è garante della Costituzione e ha anche il comando delle Forze armate

Al netto che il capo dello Stato in Italia (ancora) non si vota direttamente ma è eletto dal parlamento in seduta comune, va anche ricordato che il giuramento degli appartenenti alle Forze armate recita: «Giuro d’essere fedele alla Repubblica Italiana, di osservarne la Costituzione e le leggi e di adempiere con disciplina ed onore a tutti i doveri del mio stato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni». E il garante della Costituzione, colui che tra le altre cose ha il comando delle Forze armate e presiede il Consiglio supremo di Difesa (come afferma l’articolo 87 della Costituzione) è proprio quel presidente che dice di non riconoscere.

Il Comando generale dell’Arma trasferirà il militare a un incarico non operativo

Lunedì, dopo la diffusione del video, il Comando generale dell’Arma dei carabinieri ha fatto sapere che il militare verrà trasferito. «È stata già informata l’Autorità Giudiziaria Ordinaria e quella Militare, e nei confronti del militare, con immediatezza, saranno tempestivamente adottati tutti i provvedimenti necessari, sia di natura disciplinare sia d’impiego, trasferendolo in incarico non operativo», si legge in un comunicato. Non solo. La procura di Milano sta valutando se aprire un fascicolo. Al momento è ipotizzabile il reato di offesa all’onore o al prestigio del presidente della Repubblica.