Milano, in centinaia in piazza per la Palestina nonostante il rinvio dei cortei

Redazione
27/01/2024

Circa 500 persone si sono ritrovate in piazzale Loreto, dove l'associazione Palestinesi in Italia, che ha accolto la decisione del Viminale, terrà una conferenza stampa. «Domenica 28 gennaio dobbiamo riunirci per protestare contro la sanzione imposta dal Ministero dell'Interno. Non accettiamo accuse infondate di antisemitismo», scrivono sui social.

Milano, in centinaia in piazza per la Palestina nonostante il rinvio dei cortei

Sono circa 500 le persone in piazzale Loreto a Milano, punto di partenza del corteo in solidarietà alla Palestina che si svolge ogni sabato da quattro mesi, e che oggi è stato scelto dall’associazione Palestinesi in Italia come luogo dove tenere la conferenza stampa per spiegare le motivazioni del rinvio del corteo a domenica 28 gennaio, come deciso dal Viminale. In piazzale Loreto, presidiato da diverse camionette di carabinieri e polizia, ci sono sia i cittadini palestinesi e non che solidarizzano con la decisione dell’associazione Palestinesi di Italia di accettare il rinvio preposto dal Viminale, sia delle persone che intendono comunque manifestare. Da un punto di vista tecnico la manifestazione non è autorizzata e per questo i carabinieri stanno attualmente fermando il corteo alla partenza in via Padova. Lo scrive il Corriere di Milano.

Il gruppo Giovani palestinesi: «Il Giorno della Memoria si svuota di significato se non si guarda al presente e al futuro»

L’associazione Palestinesi in Italia, in una storia su Instagram, ha dichiarato: «Domenica 28 gennaio, dobbiamo riunirci in massa per protestare contro la sanzione imposta dal Ministero dell’Interno, rappresentato dal signor Piantedosi. Non possiamo permettere che questa ingiustizia passi inosservata. La nostra presenza numerosa deve dimostrare che l’Italia è solidale con la Palestina e che non accettiamo accuse infondate di antisemitismo». «Il divieto di oggi ha aggiunto un’ulteriore motivazione per essere in piazza, oggi non protestiamo solo contro il genocidio in atto ma contro la repressione delle lotte. Per questo oggi è cruciale essere in Piazza», ha invece spiegato Layla del gruppo Giovani palestinesi. «Il Giorno della Memoria si svuota di significato, non ha senso se non si guarda al presente e al futuro», sottolinea ancora Layla.