Milano, feste in sordina e tra le polemiche: senza concerto di Capodanno e con i bauli in Galleria

Michele Monina
08/12/2023

Niente musica in Piazza Duomo per San Silvestro. Niente albero Svarowski, sostituito da una pila di valigie Gucci. E niente Mattarella alla Prima della Scala. Senza contare il problema sicurezza. Pare proprio che quest'anno il glamour della fu Capitale morale abbia lasciato il posto al buio di Gotham City.

Milano, feste in sordina e tra le polemiche: senza concerto di Capodanno e con i bauli in Galleria

Anche quest’anno non ci sarà alcun concerto in piazza Duomo a Milano il 31 dicembre. Non ci sarà alcun concerto in alcuna piazza di Milano, nel caso vi steste chiedendo se la notizia in questione riguardi solo un cambio di location. L’ultimo concertone meneghino di San Silvestro risale al 2020. Nel 2021 l’appuntamento fu annullato causa Covid. Niente piazza nemmeno nel 2022, mentre nel 2023 il sindaco Beppe Sala dirottò i fondi destinati alle feste sulle luminarie. Ora che siamo alle porte del 2024 le migliaia e migliaia, sicuramente sopra le svariate decine di migliaia, di persone che avevano intenzione di festeggiare in piazza per assistere allo spettacolo di cantanti di fama nazionale gentilmente offerti dal Comune – non tutti possono permettersi veglioni o eventi privati – dovranno cambiare programma. Perché, ci fa sapere sempre Sala, sono tempi difficili e quei soldi – 1 milione di euro – è meglio investirli nel welfare.

Milano, feste in sordina e tra le polemiche: senza concerto di Capodanno e con i bauli in Galleria
Beppe Sala (Imagoeconomica).

La guerra degli alberi di Natale e i bauli di Gallerie Vittorio Emanuele

Tra l’altro, nel 2021, piazza Duomo fu teatro di scorribande di varia natura e diverso grado di violenza, con uno stupro di gruppo consumato sotto gli occhi di tutti. Meglio evitare dunque occasioni di tentazione per i Joker in città, si sarà detto il primo cittadino, preferendo concentrarsi sulla tradizionale accensione dell’abete in piazza dedicato alle prossime Olimpiadi Invernali 2026 – non esattamente una prova esaltante per Milano, Cortina e l’Italia tutta visti i ritardi e l’ormai leggendaria querelle sulla pista da bob – o commentando il cruciale avvicendamento in Galleria Vittorio Emanuele tra Swarowski e Gucci, sempre sul fronte albero. I bauli della maison non sono piaciuti, tanto che c’è chi li ha paragonati al deposito bagagli di Linate. «Effettivamente può sembrare un po’ strano», ha ammesso Sala in occasione dell’inaugurazione dell’installazione il 4 dicembre scorso. «Ma abbiamo chiesto a Gucci di fare qualcosa per la città, nello spirito milanese e ambrosiano di attenzione agli altri e solidarietà». E in effetti il gruppo ha investito un milione di euro per “accendere” a festa alcune vie periferiche e illuminare tre scuole di Corvetto, nel quadrante sud della città. Eppure questa solidarietà non è andata giù ai milanesi che rimpiangono i cristalli pendenti e le lucine gioiello. C’è però da dire che campagne di indignazione social su questi argomenti sono assai più gestibili che eventuali bollettini di guerra, e poco importa se qualche migliaio di persone dovrà passare il 31 sera in casa, guardando Amadeus in televisione, esattamente come gli altri 365 giorni dell’anno. Se molti milanesi non hanno il pane, allora che mangino il panettone di Peck.

 

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Una Prima della Scala sottotono e le polemiche per Pucci Ambrogino d’oro

Nuove polemiche che si sommano a quelle che già hanno caratterizzato questo dicembre milanese. Iniziamo dalle istituzioni: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella non ha presenziato alla Prima della Scala, segno che è stato letto da molti come un disinteresse del capo dello Stato nei confronti della città che da sempre si rivende come la locomotiva economica del Paese. Lo stesso vale per la premier Giorgia Meloni. A questo è seguita la bagarre, poi rientrata, per i posti sul Palco Reale con Sala pronto ad accomodarsi in platea con Liliana Segre pur di non passare le quasi quattro ore del Don Carlo al fianco di Ignazio La Russa e Matteo Salvini. Nelle medesime ore, suppergiù, la massima onorificenza meneghina – l’Ambrogino d’oro – è stata consegnata al comico di destra, per sua stessa ammissione, Andrea Pucci, a più riprese accusato sui soliti social di sessismo e omofobia per certe sue battute non esattamente comiche e anche piuttosto fuoriluogo, tanto da essersi scusato durante la cerimonia. Lo scorso novembre, quando furono resi noti i premiati,  Sala si sfogò duramente parlando di «clientelismo». «A volte si dà il premio a chi attacca la Giunta. Ogni anno vengono proposte persone che fanno comodo a una parte politica», attaccò il sindaco.

Pucci e l'Ambrogino d'oro, l'assurda premiazione del politicamente scorretto e lo sbandamento di Sala
Andrea Pucci con Attilio Fontana (Imagoeconomica).

Milano ultima città in Italia per sicurezza: siamo veramente nella Gotham City

Queste però sono questioni di lana caprina, buone per far caciara o dichiarazioni al fulmicotone a beneficio del microfono o di telecamera. Diversa è la faccenda della classifica del Sole 24 Ore sulla qualità della vita nelle città italiane. Milano si è confermata all’ottavo posto, seppur negli anni la sia vista addirittura in vetta, ma ci sono almeno un paio di aspetti particolarmente inquietanti, quelli sì usati a mo di randello dalle opposizioni per bastonare una amministrazione che comunque già ha avuto modo di generare malumori e antipatie anche nel proprio elettorato. La cosiddetta Capitale morale si è piazzata al 41esimo posto per sostenibilità e all’ultima posizione  – 107esima su 107 città  – per Giustizia e sicurezza. La similitudine con la Gotham City che il super prefetto Gabrielli aveva evocato al suo arrivo in città, autogol piuttosto marchiano, non è dunque così campata in aria. E rende ancor più credibile l’ormai famoso video di lancio del ritorno dei Club Dogo con il primo cittadino nei panni di se stesso.