L’incontro Salvini-Orban fra proteste e politiche anti-migranti

28 Agosto 2018 15.20
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La scintilla sovranista è scoccata. E l'asse in vista delle elezioni europee del 2019 è stato rinsaldato. Verso un futuro unitario targato "Lega delle Leghe". Anche se adesso è ancora presto. Il premier ungherese Viktor Orban ha incontrato a Milano il ministro dell'Interno italiano Matteo Salvini, esaltandolo: «Lui è il mio eroe, è un mio compagno di destino. Sono un grande estimatore». Simpatia nata nei banchi del parlamento di Strasburgo: «Quando tutti ci attaccavano, Matteo ci difese. Noi non dimentichiamo».

«ABBIAMO DIMOSTRATO CHE I CONFINI POSSONO ESSERE DIFESI»

La venerazione è dovuta principalmente ai (bruschi) modi usati con i migranti: «Nessuno dei politici si è assunto il compito di fermare i profughi via mare, né in Portagallo, né in Spagna né in Francia. Salvini è il primo politico nel Mediterraneo che si è assunto questa responsabilità», ha detto Orban. «L'Ungheria viene attaccata dall'Europa perché noi abbiamo dimostrato che i confini possono essere difesi. L'Ungheria è la prova del fatto che i migranti in terraferma possono essere fermati e qui arriva la missione di Salvini. Lui dovrebbe dimostrare che questi migranti possono essere fermati anche via mare». Quella stessa Ungheria che ha contribuito ad affossare l'intesa sulla modifica del piano operativo sui porti di sbarco dei migranti soccorsi dalle navi di EunavForMed Sophia.

«HO CHIESTO IL PERMESSO AL MIO AMICO BERLUSCONI»

Orban ha confessato che «in Italia come amico ho Silvio Berlusconi, gli ho chiesto il permesso di incontrare Salvini questa volta. Gli ho domandato: "Appoggi il fatto che io incontri Salvini?". Lui mi ha risposto: "Certo"». Il primo ministro magiaro, con cravatta verde Lega per l'occasione, ha pranzato al ristorante Hosteria della Musica, in Brera. Il menù? Gnocco fritto con salumi, tartare di fassona e olive di Paternò per antipasto. A seguire ossobuco con risotto allo zafferano.

«DA SALVINI DIPENDE LA SICUREZZA DELL'EUROPA»

Nella conferenza stampa dopo il vertice Orban ha spiegato che «dal successo di Salvini dipende la sicurezza dell'Unione: lo invitiamo a non indietreggiare. Per la difesa dei confini diamo tutto il nostro aiuto possibile», ha aggiunto. Con Salvini «ci siamo trovato d'accordo sul punto più importante, che è l'immigrazione. L'Ungheria ha dimostrato che può essere fermata. Dicevano che era impossibile, ma l'Ungheria ha dimostrato che è possibile sia sul piano giuridico sia su quello fisico».

Cosa ha mangiato Orban a Milano

Tipico menu milanese per il primo ministro ungherese Viktor Orban, che ha pranzato al ristorante Hosteria della Musica di Brera con ossobuco di vitello e risotto allo zafferano, accompagnato da vino piemontese. Un pasto nel cuore della città, prima dell’ incontro con il ministro dell’Interno Matteo Salvini .

STOCCATA A MACRON: «APRA VENTIMIGLIA»

Salvini dal canto suo ha annunciato: «Siamo vicini a una svolta storica per il futuro dell'Europa. Oggi comincia un percorso di incontri, ce ne saranno tanti altri. Io e Viktor, ognuno nel proprio campo, stiamo lavorando per un'alleanza che escluda i socialisti. La sinistra non può decidere chi devo incontrare o no. Sono sorpreso della loro sorpresa, poi non possono sorprendersi se la gente non li vota più», ha aggiunto. Poi una stoccata alla Francia: «Ovviamente cambiare i trattati Ue, non solo sull'immigrazione, è impegno del governo. Chiediamo collaborazione anche a Macron, che passa il suo tempo a dare lezioni a governi stranieri, dia l'esempio aprendo Ventimiglia. Se lui dà il buono esempio, poi lo possiamo chiedere anche ai Paesi Visegrad».

IN MIGLIAIA IN PIAZZA CONTRO IL FACCIA A FACCIA

In segno di protesta la Milano a favore dell'accoglienza e dell'integrazione si è riunita in piazza San Babila per opporsi al vertice Salvini-Orban. La manifestazione "Europa senza muri" è stata organizzata dalle stesse realtà che hanno promosso la grande tavolata per l'integrazione che si è tenuta in città a giugno 2018. Al corteo hanno aderito anche partiti politici, come il Partito democratico, Liberi e Uguali e Possibile (leggi l'intervista a Pippo Civati sul futuro dell'opposizione), l'Anpi, i sindacati a partire dalla Cgil, centri sociali, collettivi studenteschi, oltre ai Sentinelli di Milano, che sono fra gli organizzatori.

Pippo Civati sull’incontro Salvini-Orban e sul futuro della sinistra

DOMANDA. Finora però l’opposizione si è mostrata timida, diciamo… RISPOSTA. Dal punto di vista della dialettica politica, il caso della Diciotti ha creato la prima occasione perché una opposizione si manifestasse non tanto nell’attività dei politici, ma con una mobilitazione che è partita prima da poche persone, i famosi “quattro gatti” con cui la destra ci prende in giro, e poi è cresciuta.

La piazza è stata presidiata dalle forze dell'ordine e l'accesso a corso Monforte, dove si trova la sede della prefettura, è stato bloccato da camionette della polizia e da agenti in tenuta anti sommossa. In piazza c'erano anche i ragazzi della "St Ambroeus Fc", la prima squadra composta da rifugiati iscritta alla Figc, che ha messo in scena un allenamento per opporsi alla riapertura dell'ex Cie di via Corelli.

MARTINA (PD): «COSÌ SI TORNA ALL'EUROPA DEGLI ANNI 30»

Il segretario del Partito democratico Maurizio Martina ha commentato così il faccia a faccia: «Il nostro compito è costruire insieme a tante forze progressiste, civiche, democratiche ed europeiste l'alternativa a chi vuole riportare l'Europa agli Anni 30. Il nostro futuro non è nell'estremismo nazionalista. Il nostro futuro è nella pace e nella cooperazione fra i popoli europei perché solo così ci sarà vera sovranità per i cittadini». L'ex presidente della Camera, Laura Boldrini, era presente alla manifestazione: «No al nazionalismo e sì a una dimensione aperta», per questo «è importante essere in questa piazza, ricca di persone che non ci stanno a questo connubio tra Salvini e Orban e che non credono che la soluzione sia il sovranismo, una dimensione che farebbe solo male al nostro Paese e che ci ricaccerebbe indietro nel tempo e non darebbe un futuro ai nostri figli». Un assordante silenzio invece è arrivato dal Movimento 5 stelle.

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