Mille (euro) e una notte

Gea Scancarello
25/01/2011

Quante ore di lavoro equivalgono a una serata Bunga bunga.

«Lavorare stanca», scriveva Cesare Pavese. Ditelo a lei: Iris, 19 anni, professione non pervenuta.
«Se non m’aiuta lui, chi mi aiuta?», si lamentava al telefono con un amico qualche tempo fa. «Nessuno verrà a bussare alla mia porta a dirmi: «Tieni Iris vieni a fare sto lavoro qua. Io non c’ho voglia di andare a cercarmi un lavoro così, vado a fare una cosa da 1.000 euro? Neanche da 1.000 euro, perché poi coi titoli di studio che ho, se ne guadagno 800, son già tanti!».
Crudele consapevolezza. E beata capacità di adattamento. Schifata dallo stipendio mediocre dell’apprendista parrucchiera, stando alle intercettazioni rese note nei giorni scorsi, Iris ha ripiegato sulla specializzazione nel cosiddetto bunga bunga. Che secondo i pubblici ministeri milanesi ad Arcore pagava quanto un master in business administration. Nelle serate più ricche, nine flowers: 9 mila euro, al listino di Milano. Un migliaio all’ora, contando di restare a corte dal tramonto all’alba.

Ecco chi batte Iris

Di fronte alla crude verità dei numeri, non resta che inchinarsi. Pur senza aver studiato, la ragazza evidentemente sa fare di conto. In Italia, meglio di lei, va veramente a pochi. Il tetto dei 1.000 euro all’ora è sfondato da un numero esiguo di fuoriclasse: del pallone o dell’industria. In entrambi i casi, dotati di un talento non comune.
IL SUPERDIRIGENTE. Sergio Marchionne, l’amministratore delegato di Fiat, è uno dei fortunati. Nel 2009, stando alle segnalazioni, si è portato a casa 38,3 milioni, tra stipendio e stock option.
Prendendo per vere le dichiarazioni in cui afferma di lavorare più o meno 15 ore al giorno, 365 giorni all’anno, il mega manager incassa circa 7 mila euro all’ora.
La paga di Iris in confronto sembra robetta. Ma certo, lui si gode assai meno la vita. E tanta parte ne ha passata tra libri, scuole, università e uffici.
IL GOLEADOR MILIONARIO. Libri, invece, Antonio Cassano non ne ha visti spesso. Eppure, a guadagni, gli va comunque meglio della professionista del bunga bunga.
Per tirare calci al pallone, benedetto da un piede fatato che mitiga anche le peggiori intemperanze caratteriali, il Milan quest’anno gli dà 2 milioni e 800 mila euro. Se si considerano 11 mesi di lavoro, con sei giorni di impegno settimanale e altrettante ore di allenamento quotidiano, viene fuori che il buon Antò si mette in tasca più o meno 1.600 euro all’ora.

Ai delinquenti va uno zero in meno

Nemmeno a fare il malvivente si guadagna così bene. Il boss pentito Raffaele Scala, già esponente di spicco del clan dei Faiano, re dei Quartieri spagnoli di Napoli, ha raccontato in un’intervista il proprio listino prezzi, e gli emolumenti riconosciuti ai sottoposti.
IL CAPO CLAN. «A fare una stima ridotta», ha detto, «guadagnavo 60, 70 mila euro al mese. Ma c’erano tantissime spese, li consumavo tutti». Se lavorare stanca, la delinquenza costa.
Eppure, nonostante fughe, rimborsi alle vedove di camorra e bunker da costruire per fuggire agli sbirri, a Scala restavano in tasca circa 2 mila euro al giorno. Tolte le otto di sonno necessarie al riposo del guerriero, un incasso netto di 125 euro all’ora: una miseria se si contano i rischi professionali.
MANOVALANZA SPICCIA. Ma Scala non era altrettanto generoso con i suoi. Un giovane spacciatore, impegnato otto ore al dì agli angoli delle piazze, prende, citiamo, «100 o 150 euro al giorno, più un po’ di cocaina».
Per non parlare dell’ultimo anello della catena di comando, l’esattore del racket. Il tuttofare della camorra, per così dire: quello cui tocca la maggior parte della fatica, grossi rischi e poche soddisfazioni economiche. Lo stipendio mensile, sempre a sentire il boss Scala, è di un paio di migliaia di euro: poco più di un centinaio al giorno, calcolando che il fine settimana non si lavora.

Bunga bunga, o 64 giorni di lavoro ininterrotti

Resta il fatto che il manovale della camorra prende più o meno il doppio di quello impiegato in una fabbrica regolare. Con il contratto nazionale ancora in vigore, un operaio metalmeccanico come quelli stipendiati da Marchionne, quarto livello, riceve circa 1.250 euro mensili, per 40 ore settimanali.
Non va meglio alla commessa: 1.210 netti ogni mese, per sei giorni alla settimana e poco meno di sette ore di fatica quotidiana. Risultato: una paga netta da 5,7 euro l’ora. Per mettersi in tasca l’incasso di una serata bunga bunga ci voglio 1.578 ore di lavoro. Oppure 64 giorni consecutivi senza mai muoversi dalla propria postazione.
A MONTECITORIO, RICCHI E RIPOSATI. Così tanti giorni di lavoro il parlamentare medio non li totalizza invece neppure nel corso di un intero anno, se si contano i mesi di chiusura estiva, la pausa natalizie e tutti gli stop imposti da esigenze del caso, per esempio quella di non fare cadere il governo.
Ciononostante, l’attività è remunerativa: circa 20 mila euro al mese sono assicurati. Includono una quota da versare ai portaborse e qualche altra minuzia, ma garantiscono comunque di mettersi in tasca quasi 1.400 euro al dì, dando per buoni 15 giorni di lavoro. Che rischiano di essere sovrastimati. Niente a che vedere con Marchionne, Cassano e Iris, ma comunque un’ottima alternativa alla catena di montaggio.
IL LUSSO DI DARE PIACERE. A chi non si riconosce in nessuna di queste aspirazioni, non resta che puntare sul corpo. Ma, è doveroso precisare, nine flowers non sono per tutti. Chi vende i propri servigi per strada, non ottiene tanto: il tariffario parla di 80 euro l’ora.
Le cose cambiano quando i clienti sono facoltosi uomini in tarda età con ville dotate di saloni alla Mille e una notte.
In quelle circostanze, i 9 mila possono arrivare anche solo per un grazioso travestimento da infermiera (guarda la gallery Sotto il camice niente). E se proprio va male, stando alle intercettazioni, la più veloce delle prestazioni orali rende 300 euro: con una a sera in un mese ci si compra una spider.