Minaccia iraniana

Redazione
03/02/2011

da Londra Alessandro Carlini Non manca molto. L’Iran potrebbe arrivare alla bomba atomica in un tempo breve: uno, due anni...

Minaccia iraniana

da Londra
Alessandro Carlini

Non manca molto. L’Iran potrebbe arrivare alla bomba atomica
in un tempo breve: uno, due anni al massimo. Dipende da quale
strada gli scienziati del regime di Teheran vogliano
intraprendere.
Ad avere lanciato l’allarme è stato l’International
institute for strategic studies (Iiss) di Londra, che il 3
febbraio ha presentato un rapporto sugli ultimi sviluppi della
ricerca nucleare iraniana.
L’ARRICCHIMENTO DI URANIO. «L’evidenza
mostra oltre ogni ragionevole dubbio che Teheran sta cercando di
mettersi nelle condizioni di produrre armi nucleari», ha
sottolineato Mark Fitzpatrick, analista dell’istituto autore
del rapporto. Questo, mentre il presidente Mahmoud Ahmadinejad
continua ad assicurare la comunità internazionale circa la
natura pacifica dell’arricchimento di uranio.
Secondo l’Iiss, per ottenere la bomba è sufficiente che
l’impianto di Natanz, a sud di Teheran, faccia lavorare a
pieno regime le sue 4 mila centrifughe. Un allarme condiviso
anche dal ministro della Difesa britannico, Liam Fox, che nei
giorni scorsi ha sollevato un polverone affermando che l’Iran
potrebbe arrivare all’atomica entro l’anno prossimo.

Centri di arricchimento schedati

Dal rapporto è emerso anche dell’intreccio di spie e di
sabotaggi nel mercato nero delle armi nucleari. Probabilmente,
stando alle ricerche portate avanti dall’istituto britannico
sarebbe addirittura stato messo in vendita, probabilmente da
parte dei servizi segreti di qualche potenza internazionale,
materiale difettoso che ha danneggiato le centrifughe
iraniane.
LA MAPPA DEI CENTRI. L’Iiss ha presentato
anche una mappa con i maggiori centri di ricerca sparsi in tutto
il Paese: si va dal reattore nucleare sperimentale di Teheran ai
centri di arricchimento (Natanz, Fordow, Lashkar Ab’ad), fino
alle miniere di uranio (Saghand e Gchine). Si tratta, hanno
spiegato più volte gli esperti, di potenziali bersagli di un
raid che l’aviazione israeliana avrebbe preparato da anni,
temendo che la minaccia di Ahmadinejad di «cancellare lo Stato
ebraico dalle mappe» venga mantenuta.
DIALOGO AL PALO. Del resto, ha confermato lo
stesso Fitzpatrick: «Non c’è dubbio, il mondo non è pronto
a convivere con un Iran dotato con la bomba atomica». E quello
che più preoccupa è il punto di stallo dei colloqui fra Teheran
e il gruppo di 5+1 (Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e
Germania).