Minetti, velina ingrata

Redazione
27/01/2011

Dai balletti di Colorado Cafè ai ferri da igienista, fino alla poltrona in Consiglio regionale della Lombardia, grazie alla sua...

Minetti, velina ingrata

Dai balletti di Colorado Cafè ai ferri da igienista, fino alla poltrona in Consiglio regionale della Lombardia, grazie alla sua amicizia con il Cavaliere. In tante ci farebbero la firma, invece Nicole Minetti, 25enne al centro dell’affaire Ruby, sputa nel piatto.
Nelle intercettazioni, inviate in un plico di 227 pagine dalla procura di Milano alla giunta per le autorizzazioni della Camera (leggi i contenuti dei nuovi atti sul Rubygate), l’ex valletta si è detta furiosa con Silvio Berlusconi: «È un pezzo di m..», ha sbottato durante una conversazione con Clotilde Strada. «Se vuole vedermi mi chiama lui, ma se vado, ci vado con gli avvocati (…). Non me ne fotte un c… se lui è il presidente del Consiglio, cioè, è un vecchio e basta. A me non me ne frega niente, non mi faccio prendere per il c…. Si sta comportando da pezzo di m… pur di salvare il suo c… flaccido».
«SILVIO CI HA ROVINATE». Sempre secondo le intercettazioni, le ragazze coinvolte nello scandalo se la sono presa, ingrate, con il presidente del Consiglio: «Mi ha rovinato la vita. È un vecchio…», si sono lamentate al telefono. Ben consapevole di poter finire sui giornali, Barbara Faggioli ha affermato: «So che mi stanno ascoltando ma queste cose le dico lo stesso…».
Minetti, al telefono proprio con Faggioli, stando alle carte inviate a Roma, ha affermato: «Io do le dimissioni. Sta roba ti rovina la vita, ti rovina i rapporti, ti logora. Devi avere un pelo sullo stomaco. Ma a me cioè non me ne frega niente. Io voglio sposarmi, fidanzarmi, avere dei bambini, una casa». E ancora: «Litigare tutti i giorni con tutti, metterla nel culo a quello che ha fiducia in te. La politica è un casino. Cade lui cadiamo noi».

Minetti: «Ruby ci sta sputtanando»

Nella stessa conversazione intercettata con la Faggioli, la Minetti ha espresso tutta la sua frustrazione per essere stata ‘scaricata’ dal premier: «A lui fa comodo mettere te e me in Parlamento perché dice ‘bene me le sono levate dai coglioni, lo stipendio lo paga lo Stato’». Al telefono con la showgirl domenicana Marysthell Polanco, poi, Nicole si è anche scagliata contro Ruby, rea di aver parlato: «Stasera saremo poche. Lui ha detto che è successo un casino perché ‘sta stronza di Ruby ha detto delle cose e ci sta sputtanando».
In un sms alla Faggioli, l’ex valletta ha rincarato la dose: «Quando si cagherà adosso per Ruby chiamerà e si ricorderà di noi. Adesso fa finta di non ricevere chiamate». Con Maristelle, la consigliera regionale del Pdl si è anche lamentata su una raccolta di firme organizzata per «cacciarla via».
«SOLO UNO SFOGO». Altro che ingratitudine. Frasi pronunciate di pancia, affermazioni frutto di «un momento di forte rabbia», ha replicato Minetti, indagata per induzione e favoreggiamento della prostituzione anche minorile, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera e pubblicata nell’edizione del 27 gennaio: «Non mi ricordo di aver detto cose di quel genere e se l’ho fatto era solo lo sfogo. Uno dei tanti che ho da quando è cominciato tutto questo» (leggi l’estratto dell‘intervista a Nicole Minetti).
A proposito dell’invito a comparire, notificato nella stessa giornata, per il 1 febbraio, Nicole ha spiegato di averlo preso «come conseguenza naturale di quello che è accaduto fino a ora. Non è stato un fulmine a ciel sereno dopo l’invito al presidente Berlusconi». La donna ha inoltre affermato che «ci deve essere un riscontro oggettivo tra queste cose e ciò che è accaduto, e non credo ci possa essere. Non ci sto a fare la figura della maîtresse da quattro soldi. Chiunque mi conosce sa come sono fatta».
COMMOSSA DAVANTI ALLA TIVÙ. Minetti ha raccontato di essersi commossa quando ha visto la registrazione dell’Infedele in cui il premier ha preso le sue difese (leggi l’articolo sull’intervento telefonico di Berlusconi all’Infedele) e ha aggiunto che avrebbe voluto ringraziarlo, ma «questo non è il momento migliore» per sentirsi.
«Nulla da dichiarare. È tutto scandaloso», è stato invece il commento di Berlusconi sull’argomento. Il suo avvocato Niccolò Ghedini ha aggiunto: «Da quello che mi dicono, perché io non ho ancora potuto vedere le carte, si tratta solo di gossip, di telefonate tra ragazze».

I taccuini dei soldi: «Presto 4 milioni da Silvio»

Tra le rivelazioni contenute nel secondo fascicolo scottante, è spuntato anche un prezioso taccuino di Ruby, sequestrato dagli agenti alla 18enne durante la perquisizione dello scorso 14 gennaio nella casa del fidanzato di Genova, con sopra la contabilità dei regali e dei soldi ricevuti anche da papi Silvio.
Tra gli appunti di Karima, sono state giudicate molto interessanti per i magistrati le annotazioni «diamanti», «170 mila conservati da Spinelli» e, last but not least, «4 milioni e mezzo da Silvio Berlusconi che ricevo tra due mesi» (leggi il pdf della lista completa del taccuino di Ruby e degli sms inviati dalla Minetti).
L’AGENDA DI IRIS. All’attenzione degli investigatori anche alcune notazioni dell’agenda di Iris Berardi, nelle quali il premier viene citato esplicitamente e con una certa frequenza, in date affiancate ad alcune cifre:  «Febbaio 6 andare da papi», «febb 26 andare da nicole», «Febra 27 andare da papa», «7 marzo Papi 2000», «13 marzo papi 2000», «5 aprile 2000 euro», «17 aprile papi 2000», «25 aprile 2000», «22 maggio papi», «Silvio 39335xxxx», «5 giugno papi 2000».

Iris, 17enne ad Arcore e tutta quella cocaina

Iris, dunque. Pagamenti di (o da parte di) Berlusconi, è l’ipotesi più plausibile per gli inquirenti, che sarebbero stati diretti anche alla brasiliana, diventata maggiorenne il 21 novembre 2009.
Prima di allora, dai controlli dei suoi tabulati telefonici, la ragazza, che aveva iniziato a prostituirsi 17enne, poco dopo essere arrivata a Milano, risulterebbe essere stata due volte nelle ville del presidente: il 21 novembre del 2009 a Villa Certosa (leggi la notizia sulle visite di Iris Berardi).  Nel 2010, sempre il suo cellulare è indicato una trentina di volte ad Arcore. In entrambe le serate Berlusconi sarebbe però stato assente per impegni di lavoro.
LA DANZATRICE DEL VENTRE. Dove, in occasione di una delle innumerevoli feste al bunga bunga, ha raccontato di essere «rimasta inorridita» un’altra new entry delle nuove carte: la danzatrice del ventre Maria Makdoum, anche lei invitata, nel luglio 2010, alla villa di Berlusconi, su presentazione dell’indaffaratissimo Lele Mora: «Nel giugno del 2010 Lele Mora mi chiede se sono interessata a partecipare a una serata ad Arcore (…) e se voglio far parte del suo harem. Mi trasferisco a casa sua da giugno ad agosto. Vado ad Arcore in luglio. Prima di entrare nella villa, da una stradina laterale si affiancano alla nostra auto un’autovettura con il lampeggiante delle auto di Stato. Ognuna di noi si è seduta per la cena dove voleva. Finita la cena, il presidente disse: ‘E ora facciamo il bunga bunga’ e spiegò che cosa era, cioè era una cosa sessuale», ha raccontato la ragazza, di origine araba, ai magistrati, alquanto scandalizzata.
FEDE E SILVIO AL BUNGA BUNGA. Scesi al piano sotterraneo, adibito alla pratica, o gioco erotico che si voglia chiamare, «le gemelle De Vivo si spogliano, sono in mutande e reggiseno. Il presidente le tocca e loro lo toccano nelle parti intime. Si avvicinano anche a Emilio Fede che le tocca il seno e altre parti intime», ha proseguito Maria nella descrizione hot.
«Poi una ragazza brasiliana con perizoma balla il samba in modo molto hard. Anche le altre ragazze a quel punto ballano scuotendo il seno, mostrando il fondo schiena. Tutte si avvicinano al presidente che le tocca nelle loro parti intime. Lo confesso», sarebbe riportato negli atti, «se avessi saputo prima quello che si faceva alla villa non sarei andata».
I 12 CHILI DI ‘NEVE’. Senza tralasciare lo scivoloso capitolo della cocaina, ad aggravare ulteriormente il quadro della accuse verso Berlusconi: oltre 12 chili di ‘neve’, secondo le indiscrezioni riportate dall’Espresso e dal Fatto Quotidiano, sequestrati lo scorso agosto nella casa del compagno di Marysthell, starlette frequentatrice delle feste di Arcore, e nello stesso appartamento della show-girl, a Milano due, uno dei locali a libro paga del premier: quasi tre chili di polvere bianca, trovati nella sua cantina, in via Olgettina 65.
Beffa delle beffe, al momento dell’arresto, il fidanzato di Marysthell, che è stato poi condannato a otto anni per droga con rito abbreviato, si trovava su un’auto prestata alla Polanco dalla Minetti. L’ennesima grana per Nicole, protagonista anche di una storia di droga: «Una cosa pesante, ma com’è possibile!», si è sfogata al telefono con un’amica. Ancora una volta arrabbiatissima.