Ministri, vescovi, capi di polizia e militari, sinistra riluttante: nel disastro Ong siete tutti colpevoli

Peppino Caldarola
14/08/2017

Gli sbarchi dei migranti sembrano essere diminuiti e Minniti può esultare. Ma l'unico vero risultato è che, mentre lasciamo morire le persone in mare o nelle carceri libiche, questo Paese è diventato il simbolo dello schieramento anti-umanitario.

Ministri, vescovi, capi di polizia e militari, sinistra riluttante: nel disastro Ong siete tutti colpevoli

Le Ong stanno lasciando il Mediterraneo. La battaglia navale, per ora, l’ha vinta Minniti. Gli sbarchi sembrano diminuiti, resta da capire quanti soldi siano stati dati ai caporioni del traffico di esseri umani (come è accaduto per tutti i sequestri) per star buoni qualche settimana. Non dovrebbero essere contenti di questo risultato i vescovi misericordiosi se hanno in mente le migliaia di derelitti che giacciono nei lager libici maltrattati e senza cibo. Non dovrebbero essere contenti quelli di sinistra, oggi sbeffeggiati da Libero, che hanno rinunciato a una battaglia umanitaria. Penso anche alle nuove formazioni a sinistra del Pd e ai suoi leader riluttanti.

I DUBBI SUI NOSTRI APPARATI DI SICUREZZA. Paradossalmente non dovrebbero essere contenti il capo della polizia, il comandate generale dell’arma dei carabinieri, lo Stato Maggiore della Marina militare, tutte le agenzie di intelligence. Le regole di Minniti hanno messo in luce che il loro ministro li considera del tutto incapaci, starei per dire delle “pippe”, visto che voleva affidare l’azione di contrasto in mare e il riconoscimento dell’ultimo anello della rete del traffico (gli scafisti a ragazzi di ogni nazione ritenendo che i propri apparati di forza fossero (o siano) del tutto incapaci di fare il loro dovere.

IL MINISTERO DELLA DIFESA HA SFIDUCIA NEI SUOI UOMINI. Non riesco a capire come possano il capo della polizia, il comandante in capo dei carabinieri, lo Stato Maggiore della Difesa, gli uomini dell’intelligence accettare che il ministro dell’Interno li consideri del tutto all’oscuro della filiera di comando del traffico di esseri umani così da coordinare con i libici l’arresto sul terreno, e non in mare, degli scafisti e dei loro capi, ovvero di tutta l’organizzazione. Mai ministro dell’Interno aveva così pubblicamente mostrato sfiducia verso chi risponde al suo comando o al comando del ministero della Difesa.

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Questa non è un’osservazione paradossale. Qui siamo in un passaggio delicato. Se per battere gli scafisti e fermare il traffico degli esseri umani servono qualche poliziotto sulle navi Ong e l’aiuto dei soccorritori dobbiamo cambiare i vertici di tutti i nostri apparati di forza. O cambiare ministro. Oggi sono tutti contenti che le Ong si siano ritirate. Invece è una vera disgrazia. Lo è per quei poveracci che loro soccorrevano, lo è per l’immagine dell’Italia. Siamo il Paese simbolo dello schieramento anti-umanitario, quel Paese che preferisce probabilmente trattare in via riservata una pausa con i capi del traffico umano piuttosto che impostare una seria politica di immigrazione guidata, associata a uno sforzo internazionale di aiuti.

LA LEZIONE NON IMPARATA DEL CASO MARÒ. Siamo anche un Paese in cui la memoria è molto labile. Poliziotti sulle navi Ong? Ma non ci sono bastati i due marò? Abbiamo dimenticato la storia tristissima di Massimiliano Latorre, poi colpito da ictus, e di Salvatore Girone, che il 15 febbraio del 2012 erano sulla petroliera Enrica Lexie per proteggerla dai pirati quando partirono dei colpi che uccisero, al largo delle coste del Kerala, alcuni pescatori. I nostri marò vennero arrestati e la loro storia è ancora impressa fra le ferite del nostro Paese. Le regole di Minniti con la pretesa di poliziotti sulle navi delle Ong avrebbero moltiplicato il caso dei marò. Non ci basta mai fare stupidaggini.

L'UMANITÀ SVENDUTA IN CAMBIO DI DUE VOTI. Oggi è quasi Ferragosto e il nostro ministro, un tempo esponente di un movimento di giustizia e di umanità, festeggerà il successo ottenuto sui pacifisti. Il capo della polizia, il comandante in capo dei carabinieri, lo Stato Maggiore della Marina, l’intelligence dovranno riflettere sulla caduta tragica di immagine che hanno avuto, pressoché irrecuperabile. I migranti moriranno come mosche nelle carceri libiche, mentre i loro carcerieri stanno per decidere quanti, a loro piacimento, potranno ripartire. Buon Ferragosto a tutti, anche ai vescovi misericordiosi. Buon Ferragosto anche a quella sinistra che, se conta poco, lo deve anche alla propria irresolutezza e al fatto che ha rinunciato, per un pugno di voti, a fare una battaglia umanitaria. Not in my name.