Cosa ha detto il ministro Tria in audizione sul Def

Cosa ha detto il ministro Tria in audizione sul Def

Il titolare dell'Economia ha definito la stima per il 2019 «equilibrata»: «Il governo non ha peccato di ottimismo». E sull'Iva: «L'aumento è confermato, per ora».

17 Aprile 2019 06.57

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Il ministro dell'Economia Giovanni Tria ha confermato l'aumento dell'Iva, in attesa di «misure alternative».

Il 17 aprile, in audizione sul Documento di economia e finanza (Def) davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, il titolare dell'Economia ha detto che «la legislazione vigente in materia fiscale è confermata in attesa di definire, nei prossimi mesi, misure alternative», che «è inutile pensare si possano definire oggi». «Lo scenario tendenziale (del Def, ndr) incorpora gli incrementi dell'imposta e delle accise dal 2020-2021», ha detto il ministro, «l'aumento Iva è a legislazione vigente e questo Def non cambia questa legislazione, lascia aperto a quello che verrà deciso in seguito al dibattito politico e alle analisi di compatibilità che si stanno portando avanti». Quindi, Tria ha difeso le stime del governo in materia di crescita, spiegando che i dati dei primi due mesi dell'anno sono «incoraggianti, la produzione ha invertito il trend negativo» e questi elementi «lasciano ritenere che la previsione per il 2019 sia equilibrata». Tria ha detto che il Def «conferma i pilastri dell'azione governativa: rafforzare l'inclusione e ridurre il gap di crescita» con gli altri Paesi europei «e il rapporto debito-Pil».

RILANCIO DEGLI INVESTIMENTI PUBBLICI E SOSTEGNO ALLE IMPRESE PER L'INNOVAZIONE

«La strategia che si intende perseguire», ha detto Tria, vede «il rilancio degli investimenti pubblici come fattore fondamentale», insieme al sostegno alle imprese per l'innovazione tecnologica. «La revisione al ribasso delle stime di crescita risulta pienamente coerente con l'evoluzione della situazione economica generale, a dicembre era all'1% al di sotto dell'1,2% della Ue», ha detto Tria, sostenendo che questo «consente di sottolineare che il governo non ha affatto peccato di ottimismo» e che «le revisioni si sono rese progressivamente necessarie scontando l'andamento della seconda metà del 2018, inferiore ad attese che avevamo chiaramente indicato come rischi di previsione».

FLAT TAX IN MANOVRA E MENO TASSE PER IL CETO MEDIO

Tria ha poi dichiarato che «la legge di bilancio del prossimo anno continuerà, nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica definiti nel Def, il processo di riforma della flat tax e di generare semplificazione nel sistema per alleviare il carico fiscale nei confronti del ceto medio». Il ministro, infine, ha detto che «a livello europeo non siamo in recessione, probabilmente non lo siamo in Italia dopo la recessione tecnica dell'ultimo trimestre dello scorso anno, ma c'è un forte rallentamento significativo, con previsioni ottimistiche» per la seconda parte dell'anno.

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