Minuto per minuto

Redazione
14/12/2010

Il 14 dicembre è la giornata decisiva per il futuro del governo Berlusconi. Alle 9 iniziano le dichiarazioni di voto...

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Il 14 dicembre è la giornata decisiva per il futuro del governo Berlusconi.
Alle 9 iniziano le dichiarazioni di voto sulla fiducia al governo nell’aula di Palazzo Madama. Analoga agenda alle 10.30 per la Camera con le dichiarazioni per la sfiducia, vero nodo cruciale per la tenuta del governo.
La votazione al Senato dovrebbe iniziare alle 10.30 con la pronuncia del voto sotto il banco di presidenza e concludersi un’ora dopo, mentre a Montecitorio la prima chiama «chiama» inizierà sulle 11.30 per concludersi  alle 13.
La votazione avverrà per voto palese : i parlamentari saranno chiamati uno alla volta e dovranno annunciare il loro voto.
Anche se alla Camera le mozioni di sfiducia presentate sono due, una del Partito democratico e Italia del Valori e una congiunta di Futuro e libertà Api e Udc, ci sarà una sola votazione.
Più lineare la mozione di fiducia presentata al Senato, che dovrebbe passare a larga maggioranza.

Alla Camera ci sono ancora deputati indecisi

A poche ore dal voto della Camera restano ancora molte le incognite sul voto dei sette deputati indecisi.
Al termine della riunione di lunedì notte, Gianfranco Fini avrebbe detto: «Ci giochiamo tutto, la nostra storia, la mia e la vostra, il percorso che abbiamo condiviso in questi mesi». Il presidente della Camera è sicuro: «Nessuno di noi farà un passo indietro». 
Maria Grazia Siliquini, deputata di Fli molto indecisa, ha detto in un’intervista a Repubblica: «Come faccio a votare la sfiducia? Andrò in bagno dieci minuti prima della chiama in aula mi guarderò allo specchio e deciderò». Anche il collega Silvano Moffa (Fli) si è auspicato che «ci sia spazio per trattare», mentre Catia Polidori è decisa a votare insieme al gruppo finiano, dopo qualche tentennamento.
Il deputato di Fli, Gianfranco Paglia,  ha scelto di «confermare la fedeltà e l’amicizia a Fini», ma «nel cuore ho la speranza che il governo ottenga ugualmente la fiducia», come ha detto in un’intervista a Repubblica.
Negativo l’esito della direzione nazionale del Partito liberale italiano che ha «dato indicazione al proprio parlamentare, Paolo Guzzanti, di votare a favore della mozione di sfiducia, che reca la sua firma», nonostante le aperture fatte dal premier il 13 dicembre.
Si asterrà, invece Antonio Gaglione, deputato di Noi Sud eletto con il Pd.
Sull’ipotesi della presenza in aula della deputata del Pd, Federica Mogherini, al nono mese di gravidanza, Giuseppe Palumbo, ginecologo e presidente della commissione Affari sociali della Camera, in un’intervista al Corriere della Sera ha rassicurato la collega: «Montecitorio è attrezzata oer una prima assistenza ma non credo per un parto. Tra noi ci sono diversi ginecologi pronti a intervenire in caso di necessità».