Mirafiori, è accordo

Redazione
24/12/2010

Come da copione, dopo Pomigliano è arrivato un  nuovo accordo separato, senza la firma della Fiom, per la Fiat di...

Mirafiori, è accordo

Come da copione, dopo Pomigliano è arrivato un  nuovo accordo separato, senza la firma della Fiom, per la Fiat di Mirafiori. Per lo stabilimento torinese, «inizia una nuova fase della vita. E adesso faremo partire gli investimenti previsti nel minor tempo possibile».
Per Sergio Marchionne, amministratore delegato del Lingotto, l’accordo firmato il 23 dicembre dai sindacati, esclusa la Fiom, e dall’azienda, «é il miglior regalo di Natale che potessimo fare alle nostre persone». «Ora» ha aggiunto «bisogna lavorare per realizzare il contratto collettivo specifico per la joint venture che consentirà il passaggio dei lavoratori alla nuova società Fiat-Chrysler».
L’intesa dovrebbe essere votata in un referendum tra i lavoratori dello stabilimento a gennaio.
LA FIOM CONTRO L’INTESA La firma arriva dopo quasi sette ore di confronto all’Unione industriale di Torino e riannoda il filo interrotto il 3 dicembre, quando la trattativa si ruppe. Nel rush finale sono state messe a punto le modifiche, dopo le osservazioni fatte dai sindacati, per quanto riguarda le pause, l’assenteismo, i turni di lavoro.
La Fiom, come aveva già annunciato, non ha sottoscritto l’intesa: il segretario nazionale Maurizio Landini ha definito l’accordo «vergognoso», perché «per la prima volta si cancella di fatto l’esistenza del contratto nazionale e si ledono i diritti dei lavoratori, impedendo a un’organizzazione, tra l’altro la più rappresentativa del comparto e non solo della Fiat, di avere uomini e rappresentanze».
Il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Scudiere, ha condannato l’«ennesimo accordo separato». «Si consuma oggi» ha commentato «una vicenda che determina una maggiore preoccupazione da parte nostra perché avremmo preferito il prevalere del dialogo alla scelta pregiudiziale di escludere la Fiom dal futuro delle relazioni sindacali in Fiat».
LE REAZIONI FAVOREVOLI. Opposto il giudizio di Roberto Di Maulo, segretario generale del Federazione italiana sindacati metalmeccanici e industrie collegate (Fismic): «L’accordo ha una portata storica perché dimostra la capacità di mantenere un’industria manifatturiera in grado di attrarre investimenti esteri».
La Cisl considera l’accordo «importante, perché garantisce un investimento fondamentale per Torino e l’Italia.Nessun diritto è tato toccato o tagliato ma ci sono anzi soldi in più in busta paga per i lavoratori e la riqualificazione del sito di Mirafiori».
La leader di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha parlato di un accordo «di innovazione per le relazioni industriali e che va a vantaggio dell’intero sistema economico e produttivo del Paese».
Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha sottolineato il duplice valore dell’intesa: «Da un lato esprime la volontà di Fiat-Chrysler di realizzare un importante investimento a Mirafiori e, dall’altro, la volontà dei sindacati riformisti di accompagnare quest’intesa con la piena utilizzazione degli impianti e una migliore remunerazione del lavoro attraverso un contratto più vantaggioso».
L’ACCORDO. Il progetto presentato da Fiat, subordinato all’accordo sindacale, prevede la costituzione di una joint- venture con Chrysler per la realizzazione di vetture di fascia alta e Suv a marchio Alfa Romeo e Jeep. Si prevede di produrre fino a più di 1.000 al giorno per un totale di 250 mila-280 mila vetture l’anno.
La newco dello stabilimento di Mirafiori, che assumerà gli attuali dipendenti, non aderirà a Confindustria e avrà quindi un contratto ad hoc senza i vincoli del contratto nazionale dei metalmeccanici e degli accordi confederali, secondo quanto riferiscono fonti sindacali.
Il contratto della newco modifica le attuali norme sulle rappresentanze sindacali aziendali, consentendo la partecipazione soltanto alle organizzazioni firmatarie e quindi escludendo di fatto la Fiom.