Missione italiana sulla stazione spaziale

Redazione
15/12/2010

  Ha chiuso sorridendo il portello della Soyuz, nella base russa di Baikonur, e adesso l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa)...

Missione italiana sulla stazione spaziale

 

Ha chiuso sorridendo il portello della Soyuz, nella base russa di Baikonur, e adesso l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) Paolo Nespoli è partito per lo spazio. Il lancio alle 20,09 italiane del 15 dicembre, per lavorare sei mesi a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. A Baikonur il lancio è avvenuto in piena notte, alle 1,09. Dalle 16,00 alle 18,00 i controlli medici di routine, poi sarà la tradizione a prendere il sopravvento. É la prima volta che un italiano parte per restare sei mesi sulla Stazione spaziale.
Nespoli affronterà la missione MagIsstra (dal nome latino che significa “maestra” fuso con l’acronimo della Stazione Spaziale). Con lui sono partiti il russo Dmitri Kondratyev e l’americana Catherine Coleman, rispettivamente comandante e ingegnere di bordo della Expeditions 26 e 27, ossia dell’equipaggio della stazione orbitale.
Insieme hanno affrontato un addestramento di due anni nel quale hanno imparato ad affrontare i numerosi compiti che li aspettano a bordo e ad essere pronti a qualsiasi imprevisto. Nei sei mesi che lo aspettano sulla Stazione Spaziale, Nespoli ha davvero molto lavoro da fare: lo aspettano ben 30 esperimenti, su alcuni dei quali ha già cominciato a lavorare da Terra e che riguardano le discipline più diverse, dalla fisiologia alla scienza dei materiali, alla fisica. «MissIl nostro tempo è pianificato minuto per minuto: sveglia, colazione, poi qualche ora di lavoro per gli ultimi controlli, pranzo alle 14,00 e dalle 14,30 alle 16,00 un po’ di riposo, indispensabile per ricaricare le batterie perché poi andremo avanti senza sosta fino a domani mattina”.