Peppino Caldarola

Salvini è il ministro della guerra civile

Salvini è il ministro della guerra civile

Alle minacce del capo della Lega non bisogna rispondere rinculando, cercando di sminuire il pericolo, classificandolo come folklore. Va preso sul serio. E anche il M5s deve fare la sua parte.

23 Aprile 2019 08.22

Like me!

L’ultima polemica che ha riguardato Matteo Salvini e quel facinoroso del suo portavoce Luca Morisi rende chiaro che per battere questa destra ultra-estremista non bastano le definizioni antiche.

LEGGI ANCHE: La guida completa alle elezioni comunali 2019 in Sicilia

Dire a questi che sono «fascisti» significa far loro raggiungere l’obiettivo a cui tendono, cioè galvanizzare una base di destra nostalgica o semplicemente antidemocratica. Il tema che l’immagine del vicepremier armato di mitra – non è la prima volta che si fa ritrarre così fra una pizza e una birra – richiama invece il pericolo vero rappresentato dalla svolta leghista. Questa volta la Lega fa sul serio e vuole provocare la guerra civile. Umberto Bossi la evocò in nome del nordismo, anche lui parlò di gente pronta a tutto, e insultò i nemici meridionali con parole orribili. Salvini è di quella scuola. La vera differenza è che molti meridionali sono servili, come spesso accade, verso il potere e qui sarebbe necessario fare un lungo discorso.

NON SI DEVE INDIETREGGIARE DAVANTI ALLE MINACCE FASCISTE

Stiamo all’oggi. Il ministro dell'Interno vuole dare per ineluttabile la propria ascesa evocando, con il suo portavoce un po’ scemo, l’ipotesi di uno scontro armato nel caso in cui non si realizzasse o, come loro dicono, fosse impedito da forze contrarie questa presa del potere. Fra queste forze contrarie, oggi Salvini colloca anche il M5s che aveva pensato di dominare la Bestia e ne è stato divoratoquasi per intero. Il pericolo rappresentato dalla minaccia armata che il leader leghista fa pendere sull’Italia non si contrasterà solo con belle manifestazioni antifasciste. Si contrasterà solo dimostrando agli italiani che la guerra civile è un pericolo per tutti i combattenti e porterà dolore in ogni casa.

Salvini e il suo popolo devono sapere che la minaccia violenta provocherebbe altra violenza

È per questo che alle parole e alle minacce del capo del Viminale non bisogna rispondere rinculando, cercando di sminuire il pericolo, classificandolo come folklore. Va preso sul serio. L’antifascismo storico commise un solo grave errore quando lasciò il campo al fascismo dilagante. Non si unì e non dimostrò di avere la forza, sì, la forza, di combattere sullo steso terreno l’avversario. Salvini e il suo popolo devono sapere che la minaccia violenta provocherebbe altra violenza e non è detto che se i leghisti «sono pronti» l’altra parte sia disarmata. L’Italia di Salvini deve cominciare ad aver paura del suo leader, del terreno su cui vuole portare la lotta politica, deve temere la reazione popolare che dovrà essere visibile, forte e in ogni luogo.

ANCHHE IL M5S DEVE PRENDERE POSIZIONE NETTA CONTRO L'ALLEATO LEGHISTA

Il leghismo non è fascista perché è fatto di chiacchieroni vili. Se solo le istituzioni alzassero la voce, se il capi delle Forze dell’ordine impedissero le scorribande neo-fasciste, se il presidente della Repubblica Sergio Mattarella rivelasse che sarebbe pronto a esercitare le prerogative di capo delle Forze armate in caso di pericolo democratico, se le forze avverse al leghismo, oggi gli stessi grillini, dimostrassero di essere pronti a combattere su ogni terreno di lotta, Salvini avrebbe perso. È un cambio netto di visione che deve prendere il sopravvento soprattutto nella sinistra. Non più “chiacchere e distintivo” ma i “100 uomini di ferro”, e anche più, di Guido Dorso pronti a combattere i facinorosi che voglio portare il Paese nel baratro della guerra civile dopo averlo sprofondato nel baratro della crisi economica finale.

LEGGI ANCHE: I sovranisti ci stanno consegnando a Putin ma forse non l'hanno capito

È una sfida da lanciare anche ai cinque stelle. Non ho fiducia in loro, li considero responsabili di questa fase terribile della vita nazionale, penso che i loro ideologhi abbiano disossato la democrazia con i loro giornali giustizialisti e le tesi complottistiche più idiote. Tuttavia si può scommettere sulla utilità di questo mondo nella difesa della serenità del Paese e della democrazia. La loro credibilità non si fonderà su singole autocritihe, su revisioni di modi di pensare non condivisibili, ma su un atto preciso: provocare la crisi di governo e dichiarare che Salvini non può essere alleato. Lo voglio vedere dove se lo metterebbe, a quel punto, il mitra, il ministro dell’Interno.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *