Moavero stronca Di Maio: «Un dovere pagare i contributi all’Ue»

24 Agosto 2018 15.39
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Botta e risposta a distanza tra Luigi Di Maio e il ministro degli Esteri Enzo Moavero in merito al possibile taglio dei 20 miliardi di contributi l'anno nel caso di un mancato intervento europeo sul caso Diciotti (leggi anche: Quanto versa e riceve l'Italia nel bilancio europeo). A meno di 24 ore dall'uscita di Di Maio Moavero ha stroncato le minacce del vicepremier. «Versare i contributi è un dovere legale. Ci confronteremo su questo e altre questioni». Ma il leader pentastellato ha ribadito nuovamente il concetto con un post pubblicato su Facebook: «Lo dico da capo politico del M5s, visto che la Ue non rispetta i patti e non adempie ai suoi doveri, noi come forza politica non siamo più disposti a dargli i 20 miliardi all'anno che pretendono». E ancora. «ll M5s si è presentato agli italiani con una missione ben precisa e non abbiamo alcuna intenzione di fare passi indietro. L'Ue non vuole ottemperare ai principi concordarti nell'ultimo consiglio europeo? Noi siamo pronti a tagliare i fondi. Agli italiani non chiederemo un centesimo di più».

SALVINI: «SE L'UE FINGE DI NON CAPIRE PAGHEREMO MENO»

E a quelle di Di Maio si sono aggiunte anche le parole di Salvini: «Gli italiani penso si aspettino buon senso, rigore e tranquillità: se in Europa fanno finta di non capire, come hanno detto giustamente Conte e Di Maio vedremo di pagare l'Europa un pò di meno». «Il contributo», ha detto il leader leghista su Zapping a RadioUno Rai, «possiamo diminuirlo in quota parte con quello che l'Ue non fa danneggiando l'Italia, non solo sull'immigrazione».

MOAVERO: «QUESTIONE MIGRATORIA DI PRIMARIA IMPORTANZA PER L'UE»

Prima dell'intervento social di Di Maio il ministro degli Esteri lo aveva bacchettato dal meeting di Cl a Rimini, «sto lavorando in questi giorni soprattutto per trovare una sintonia sulla gestione dei flussi migratori che è tra le questioni più importanti per l'Ue, a nostro parere la più importante in assoluto. È fondamentale che riusciamo a comprenderci a livello di Unione per stabilire un clima di condivisione nei confronti di flussi migratori epocali che richiedono un'azione corale europea. Non trovare un accordo su questo per l'Europa è molto triste».

OETTINGER: «INTERESSI E SANZIONI SE L'ITALIA NON PAGA»

A ricordare all'Italia i suoi doveri ci ha pensato poi anche il commissario europeo al Bilancio, Gunther Oettinger: «Se l'Italia si rifiutasse di pagare i suoi contributi all'EUbudget», ha scritto su Twitter il commissario europeo al Bilancio, «sarebbe la prima volta nella storia della Ue. Questo comporterebbe interessi per ritardi nei pagamenti. E una violazione delle obbligazioni dei trattati che condurrebbe a possibili ulteriori pesanti sanzioni». Oettinger ha concluso il suo post con l'hashtag #cooperazione-non-minacce.

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