Mobilità sanitaria, in aumento le persone in fuga dal Sud verso il Nord per curarsi

Redazione
16/01/2024

Lo rileva il report della Fondazione Gimbe, che ha evidenziato una crescita del fenomeno del 27 per centro tra il 2020 e il 2021, aggravata dalla pandemia di Covid. Una diseguaglianza che il presidente Cartabellotta avverte possa peggiorare con l'autonomia differenziata.

Mobilità sanitaria, in aumento le persone in fuga dal Sud verso il Nord per curarsi

Sempre più persone si spostano dal Sud al Nord dell’Italia per curarsi, e il fenomeno si è aggravato a causa della pandemia di Covid. Nel 2021, la mobilità sanitaria interregionale in Italia ha raggiunto un valore di 4,25 miliardi di euro, ben il 27 per cento in più di quella del 2020 (3,3 miliardi), «anno in cui l’emergenza pandemica Covid-19 ha determinato una netta riduzione degli spostamenti delle persone e dell’offerta di prestazioni ospedaliere e ambulatoriali». A spiegarlo è il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, commentando il report sulla mobilità sanitaria del 2021.

Cartabellotta: «Inaccettabile diseguaglianza nell’esigibilità del diritto della tutela della salute»

Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto raccolgono il 93,3 per cent0 del saldo attivo, cioè l’attrazione di pazienti provenienti da altre Regioni, mentre il 76,9 per cento del saldo passivo (la migrazione dei pazienti dalla regione di residenza) si concentra in Calabria, Campania, Sicilia, Lazio, Puglia e Abruzzo. «La mobilità sanitaria è un fenomeno dalle enormi implicazioni sanitarie, sociali, etiche ed economiche, che riflette le grandi diseguaglianze nell’offerta di servizi sanitari tra le varie Regioni e, soprattutto, tra il Nord e il Sud del Paese. Un gap diventato una ‘frattura strutturale’ destinata a essere aggravata dall’autonomia differenziata, che in sanità legittimerà normativamente il divario Nord-Sud, amplificando le inaccettabili diseguaglianze nell’esigibilità del diritto costituzionale alla tutela della salute». Ecco perchè in occasione dell’avvio della discussione in aula al Senato del ddl Calderoli, continua Cartabellotta, «la Fondazione Gimbe ribadisce quanto già riferito nell’audizione in 1a commissione Affari costituzionali del Senato: la tutela della salute deve essere espunta dalle materie su cui le Regioni possono richiedere maggiori autonomie».