La mobilitazione in sostegno alla prof di Palermo sospesa

La mobilitazione in sostegno alla prof di Palermo sospesa

Presidio degli studenti e dei sindacati davanti alla scuola in solidarietà all'insegnante. Trentamila firme raccolte. Salvini: «Mi auguro possa tornare presto al lavoro».

17 Maggio 2019 09.41

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La prof sospesa a Palermo per aver paragonato in alcune slide il decreto sicurezza di Salvini alle leggi razziali non è sola. Anzi. Centinaia di persone stanno partecipando alla manifestazione di solidarietà organizzata dai sindacati davanti alla scuola della docente, l'istituto industriale Vittorio Emanuele III.

«Sono nella mia veste istituzionale. Nel nostro Paese sta passando l'idea che è eversivo difendere i diritti costituzionali», ha detto il sindaco di Palermo Leoluca Orlando che partecipa all'iniziativa. La professoressa è stata sospesa per due settimane dall'ufficio scolastico provinciale perché non avrebbe vigilato sul lavoro dei suoi studenti che nella giornata della memoria avevano presentato una videoproiezione nella quale si accostava la promulgazione delle leggi razziali del 1938 al decreto sicurezza del ministro dell'Interno Matteo Salvini.

LA PROF: «MI SENTO CONFORTATA»

«Mi sento confortata perché nonostante il dispiacere e l'amarezza che rimangono, ho sentito vicino l'affetto di amici, colleghi, studenti, i quali mi hanno manifestato la loro solidarietà come tante persone che nemmeno conosco», ha detto la docente Rosa Maria Dell'Aria. Intanto i legali della professoressa hanno annunciato un ricorso al giudice del Lavoro. «Stiamo valutando attentamente tutta la documentazione in nostro possesso», hanno aggiunto, «e già entro 10 giorni depositeremo il ricorso con cui chiederemo l'illegittimità del provvedimento disciplinare. I motivi a supporto del ricorso, al quale allegheremo una corposa documentazione, verteranno sulla tutela dei diritti costituzionalmente garantiti della professoressa Dell'Aria».

LA REAZIONE DI SALVINI

«Rispetto le idee di tutti», aveva commentato in mattinata Salvini. «Ma mi sembra strano che in una scuola il decreto sicurezza venga posto agli studenti come novella legge razziale di mussoliniana memoria. Non penso sia opportuno che ci siano questi accostamenti irrispettosi. Mi sembra una forzatura sciocca, fuori dal tempo. La politica dovrebbe stare lontana dalla scuola, dovrebbe educare al confronto di idee diverse». In serata, però, il ministro dell'Interno ha cambiato i toni. Annunciando una sua prossima visita a Palermo ha aggiunto: «Sono sicuro, e ne sarei felice, che ci sarà anche modo di incontrare la professoressa Rosa Maria Dell'Aria, che mi auguro possa tornare quanto prima al suo lavoro a scuola, e gli studenti di quella scuola per spiegare cosa sto facendo per la sicurezza del mio Paese e la distanza abissale tra le mie idee e progetti e le leggi razziali del periodo fascista»

LA SOLIDARIETÀ DI STUDENTI E SINDACATI

Il comitato studentesco e i sindacati hanno duramente denunciato la sospensione della professoressa. «Ciò che è avvenuto a Palermo è sintomatico della situazione politica del Paese», hanno sottolineato gli studenti invitando a partecipare al sit di solidarietà, «è un campanello d'allarme da non sottovalutare». Dal canto suo l'Unione sindacale di Base ha sottolineato che «in nessuna parte del contratto scuola, in particolare quando si definisce la funzione docente e la responsabilità disciplinare, troviamo tra i motivi di sanzione la mancata censura dei propri studenti, ma solo una vaga formulazione che parla di "vigilare sul corretto espletamento dell'attività del personale sottordinato ove tale compito rientri nelle proprie responsabilità", che in nessun modo si può applicare alla scuola, in quanto gli studenti non sono sottoposti, a meno che il governo non voglia farli diventare dei piccoli Balilla, al servizio dello Stato, del governo o del docente di turno». Ha fatto sentire la sua voce anche il segretario della Cgil Maurizio Landini. «Quello che ti è successo, cioè essere sospesa mentre stavi facendo il tuo lavoro con libertà e dignità, non è accettabile», ha detto in un video postato sui social rivolgendosi a Dell'Aria. «Chiediamo che quel provvedimento sia ritirato immediatamente e che tu possa tornare a insegnare con la passione e l'impegno che ti sono da tutti riconosciuti».

UNA PETIZIONE HA RACCOLTO 30 MILA FIRME IN MENO DI 24 ORE

Usb ha lanciato una petizione che ha raccolto in meno di 24 ore oltre 30 mila firme «che consegneremo simbolicamente al prefetto di Palermo durante il presidio di solidarietà e successivamente direttamente al provveditore di Palermo, per ottenere la revoca della sanzione e restituire dignità ai 40 anni di professione della docente Dell'Aria».

ZINGARETTI: «DEVE TORNARE SUBITO AL SUO LAVORO»

Numerose anche le reazioni della politica. A partire dal segretario pd Nicola Zingaretti. «Fatemi capire. In Italia CasaPound deve essere libera di dire e fare quello che vuole. Mentre un'insegnante deve essere sospesa per le opinioni di un suo studente che critica Salvini e le leggi varate dal governo Lega-M5s. Ma siamo pazzi? Questa insegnante deve tornare subito al suo lavoro».

NON SI PUÒ CRITICARE SALVINI?

Fatemi capire. In Italia Casa Pound deve essere libera di dire e fare quello che vuole….

Geplaatst door Nicola Zingaretti op Donderdag 16 mei 2019

IL M5S ALL'ATTACCO: «LA LEGA CENSURA? INTERROGAZIONE»

E anche il Movimento 5 stelle ha attaccato – tanto per cambiare – l'alleato di governo. Luigi Gallo, presidente grillino della Commissione Cultura, ha scritto su Facebook: «Piacciono solo i cittadini indottrinati? Obbedienti e quindi incapaci di costruire un mondo migliore di quello che ereditano, di spingerci oltre i diritti già conquistati? Noi lavoriamo affinché gli studenti abbiano un pensiero critico, sviluppino ragionamenti indipendenti e imparino a pensare con la propria testa. E il ministero della Lega cosa fa? Li censura. Un atto veramente grave e per questo il M5s ha depositato un'interrogazione a prima firma Vittoria Casa».

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