Marcello Pirovano

Le carte della guerra in Confcommercio tra Sangalli e Rivolta

Le carte della guerra in Confcommercio tra Sangalli e Rivolta

07 Novembre 2018 11.55
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Una vicenda di presunte molestie che si intreccia con un licenziamento in tronco, ipotetici ricatti e scambi di accuse al vetriolo. È il caso che ha travolto Confcommercio, l'organismo di rappresentanza delle imprese che operano nel settore terziario (commercio, turismo e servizi) e ha coinvolto in particolare il suo presidente Carlo Sangalli e il direttore generale (ormai definibile ex) Francesco Rivolta. La storia è culminata in uno scontro tra i due finito per vie legali: Lettera43.it è in grado di pubblicare le carte del botta e risposta.

GLI SMS DELLA DONNA PARLANO DI «ATROCE ATTENZIONE SESSUALE»

Ma da cosa nasce tutto? Da una donazione di 216 mila euro fatta da Sangalli a favore di una sua ex segretaria che lo ha accusato di averla molestata tra il 2011 e il 2012. Sangalli ha presentato una denuncia per diffamazione ed estorsione puntando il dito contro «una precisa regia» e si è proclamato innocente: «Ma era impossibile difendermi, per questo ho ceduto alle richieste di soldi». La donna in alcuni sms pubblicati dal Corriere della sera scriveva di essere arrivata a «vomitare spesso nel bagno dell’ufficio, ad avere uno stress tale da dover ricorrere per due volte al pronto soccorso per tachicardia e pressione altissima». Tutta colpa di una presunta «atroce attenzione sessuale», secondo la versione della segretaria, «diventata giorno dopo giorno una vera e propria ossessione».

IL DIRETTORE GENERALE CONTESTA IL SUO SILURAMENTO

La donna sarebbe stata trasferita poi nell’ufficio del direttore generale Rivolta, tra l'altro testimone dell'atto di donazione di fronte al notaio. E ora è stato licenziato. Nella lettera al Consiglio Confederale con cui contesta la decisione, Rivolta parla di «stampo padronale» delle azioni della presidenza, ricordando un «attacco volgare e immeritato» e parlando di «provocazione che ha toccato il fondo». La sua cacciata viene definita una «gravissima violazione del nostro Statuto», «con abuso del proprio ruolo e responsabilità» da parte di Sangalli, che avrebbe avuto un chiaro «intento ritorsivo» e non aveva «il potere di sopprimere la figura statutaria della direzione generale». Non solo infatti Rivolta è stato silurato: proprio il ruolo di dg è stata del tutto cancellata con «redistribuzione delle funzioni nelle posizioni di lavoro già esistenti». Il benservito è arrivato senza preavviso, impedendo quindi a Rivolta di «porre in essere alcun passaggio di consegna». Per il 14 novembre 2018 è stato fissato un Consiglio direttivo che sa di resa dei conti. Ecco i documenti completi.

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