Molotov contro il consolato Usa a Firenze: 22enne in carcere con l’accusa di terrorismo

Redazione
03/02/2024

È un italiano nato da genitori palestinesi. Per gli inquirenti è lui l'autore del gesto e del video di rivendicazione inviato alla stampa toscana con la scritta «Tutto il mondo è Hamas».

Molotov contro il consolato Usa a Firenze: 22enne in carcere con l’accusa di terrorismo

Le forze dell’ordine hanno arrestato un ragazzo di 22 anni, nato in Italia da genitori palestinesi, sospettato di essere l’autore del lancio di due molotov contro il consolato Usa di Firenze nella notte tra mercoledì 31 e giovedì 1 febbraio 2024. Il giovane è accusato di atto di terrorismo con ordigni esplosivi e possesso di arma da guerra. Il decreto di fermo è stato disposto dal procuratore aggiunto Luca Tescaroli e dal sostituto Lorenzo Gestri della Dda fiorentina, ed è stato eseguito dai carabinieri del Reparto operativo e dai militari del Ros che hanno lavorato assieme all’Antiterrorismo della Digos.

Sarebbe stato lui a inviare il video di rivendicazioni alla stampa

A incastrarlo, secondo le prime informazioni, il giubbotto nero che le autorità hanno trovato nella sua casa, lo stesso che avrebbe indossato durante il blitz ripreso dalle telecamere di sorveglianza. Ma, soprattutto, l’invio di un video di rivendicazione che per gli inquirenti sarebbe partito dal suo cellulare. Venerdì 2 febbraio, la sede Rai del Tg della Toscana, il programma Report e il quotidiano online Firenzetoday avevano infatti ricevuto un filmato con cui un uomo rivendicava l’azione alla sede diplomatica, criticava gli Usa, Israele e i governi filosionisti della Ue e annunciava nuove azioni. In alto la scritta «Tutto il mondo è Hamas». Per chi indaga, sarebbe stato girato e inviato proprio dal 22enne, che avrebbe agito da solo e non ha alcun precedente di Polizia.

Il suo legale: «Si è avvalso della facoltà di non rispondere»

L’avvocato Chiara Bandini, che lo difende, ha spiegato: «Posso solo dire che il mio cliente non ha rilasciato alcuna dichiarazione e si avvalso della facoltà di non rispondere. La procura ha deciso di operare nei sui confronti un decreto di fermo e di portarlo a Sollicciano».