Moni Ovadia si dimette dall’Abbado di Ferrara dopo le polemiche per le frasi su Israele

Alberto Muraro
16/10/2023

L'intellettuale, che denuncia di essere stato vittima di «censura», aveva ricevuto feroci critiche anche da parte del senatore di Fdi Alberto Balboni. Sull'attacco di Hamas allo Stato ebraico aveva dichiarato: «È la conseguenza di una politica di totale cecità, occupazione e colonizzazione».

Moni Ovadia si dimette dall’Abbado di Ferrara dopo le polemiche per le frasi su Israele

Dopo le polemiche scatenate dalle sue dichiarazioni sullo stato di Israele, Moni Ovadia ha annunciato le sue dimissioni dal teatro comunale Abbado di Ferrara. L’intellettuale rinuncia dunque al suo incarico di direttore dell’istituzione emiliana sull’onda delle lamentele da parte dei rappresentanti dell’associazione Ferrara Oltre, supportati nella loro linea dura dal senatore di Fratelli d’Italia Alberto Balboni.

Moni Ovadia rassegna le sue dimissioni dal teatro comunale di Ferrara

Proprio a quest’ultimo Ovadia ha dedicato parole al vetriolo al Resto del Carlino, subito prima di lasciare l’incarico: «È la terza volta che, per via delle mie opinioni, Balboni chiede le mie dimissioni. Evidentemente, il senatore ha individuato una persona vicina alle sue sensibilità da inserire al mio posto al teatro. Ma è evidente che questa censura rappresenta una coercizione del pensiero sul modello di un regime». Ovadia ha poi proseguito aggiungendo: «Si è determinata una situazione che non mi permette più di svolgere il mio lavoro alla direzione del teatro in autonomia. Per cui, ho deciso di rassegnare le mie dimissioni entro la fine di questa settimana».

Le dichiarazioni su Israele: «L’attacco di Hamas conseguenza di una politica cieca»

Sulla scia del sanguinoso attacco perpetrato da Hamas ai danni di Israele il 7 ottobre, Ovadia si era così espresso: «Questa è la conseguenza di una politica di totale cecità, di occupazione e colonizzazione. La Striscia di Gaza non è un territorio libero, è una gabbia: è vero che dentro non ci sono gli israeliani, ma loro controllano comunque i confini marittimi e aerei, l’accesso delle merci, l’energia, l’acqua. Non a caso l’Onu aveva già dichiarato Gaza zona non abitabile. La situazione è vessatoria, dirò di più: è infernale. Israele lascia marcire le cose, fingendo che il problema palestinese non esista, per cancellare la stessa idea che i palestinesi esistano».