Monte in discesa

Redazione
18/10/2010

di Mario Perla «La quota  in Mediobanca è strategica», così Gabriello Mancini, presidente della Fondazione Mps, azionista di maggioranza del...

Monte in discesa

di Mario Perla

«La quota  in Mediobanca è strategica», così Gabriello Mancini, presidente della Fondazione Mps, azionista di maggioranza del Monte dei Paschi (54%) ha risposto alle critiche del sindaco di Siena, Maurizio Cenni (Pd), grande elettore della Fondazione, visto che il primo cittadino di Siena nomina otto dei 16 membri della Deputazione della Fondazione.
Giunto al suo secondo e ultimo mandato, dieci giorni fa Cenni ha esternato il suo disappunto per le scelte di Mancini. «La Fondazione non deve fare la banca, perciò l’investimento in Mediobanca non è strategico», ha tuonato il sindaco. Insomma, meglio vendere un asset che ormai a suo dire non ha nulla a che fare con gli obiettivi di sviluppo di Mps.
La Fondazione, l’unica che in Italia possiede ancora la maggioranza assoluta di un istituto di credito, entrò nell’istituto milanese di Piazzetta Cuccia nel 2007,  quando il Monte dei Paschi guidato da Giuseppe Mussari aveva appena comprato l’Antonveneta. Un investimento da “capitalismo relazionale”, poiché Mediobanca nel ruolo di investment bank rappresentava comunque una liaison utile  in vista del maxiaumento di capitale del Monte (5 miliardi di euro) al servizio dell’acquisizione dell’Antonveneta.
Poi è arrivata la poltrona nel consiglio d’amministrazione di Piazzetta Cuccia dove si è seduto, come consigliere di minoranza, il direttore generale della Fondazione Marco Parlangeli il quale, si dice a Siena, non ci sente a rinunciare al pingue gettone da 150 mila euro che la poltrona di piazzetta Cuccia gli assicura.
Dal punto di vista finanziario, non si può dire però che l’investimento sia stato dei più azzeccati. La Fondazione ha puntato su Mediobanca acquistrandone l’1,9% quando il titolo valeva circa 13 euro,  con un valore di mercato di oltre 200 milioni. Oggi si viaggia a quota 7 e le perdite potenziali in caso di cessione sono milionarie.
Nel frattempo, a Siena,  i grassi dividendi del Monte che piovevano sulla città attrraverso Fondazione e municipio sono solo uno struggente amarcord. Insomma, il piatto piange e il nervosismo aumenta. Trovare un po’ di  cash  non guasterebbe, anche vendendo.
Il prossimo anno ci sono infatti le elezioni comunali ed è difficile che, dovendo rimborsare 1,9 miliardi di Tremonti Bond entro la fine del 2013, Mps possa distribuire ricche cedole agli azionisti.
Ma in palio c’è anche un posto di rilievo in banca.
Il sindaco Cenni, infatti, che da libero cittadino è funzionario del Montepaschi, chiede di tornare a Rocca Salimbeni con un incarico di prestigio. Emulando, in questo, il suo predecessore Pierluigi Piccini, che una volta uscito dal comune è tornato al Monte come responsabile della importante filiale parigina dell’istituto.