Monti, «crisi quasi finita»

Redazione
19/08/2012

È stato accolto da un lungo applauso, nell’Auditorium della Fiera di Rimini, il presidente del Consiglio Mario Monti, che ha...

Monti, «crisi quasi finita»

È stato accolto da un lungo applauso, nell’Auditorium della Fiera di Rimini, il presidente del Consiglio Mario Monti, che ha tenuto l’incontro inaugurale del Meeting di Comunione e liberazione. Ma alcuni giovani hanno gridato: «Lavoro, lavoro!». Eppure, il premier si è mostrato ottimista: «Un anno fa pensavamo meno di oggi di essere in crisi ma credo che lo fossimo di più».
«CONTO SALATISSIMO PER I GIOVANI». Il governo sta «cercando di orientare le politiche soprattutto nell’interesse dei giovani», ha sottolineato, spiegando che sta agendo «non solo nel campo della scuola, dell’università e della ricerca, ma anche nel campo del lavoro e nello scrostare il potere corporativo che spesso rende rigidi i mercati. È quasi impossibile l’ingresso per i più giovani», ha detto al Meeting. «Ho parlato di generazione perduta», ha aggiunto, «non so se pentirmi ma credo di non aver fatto altro che constatare con crudezza la realtà che è davanti agli occhi di tutti: lo sperpero di un’intera generazione, conseguenza della gravissima scarsa lungimiranza, e non parlo di nessun governo in particolare, di chi nel passato non ha onorato gli impegni con i giovani. Un’intera generazione sta pagando conto salatissimo».
E ha aggiunto: «In un istante imprevedibile della mia vita mi trovo, per un istante, a guidare un governo chiamato a svolgere un’attività non semplice in un momento tra i non più facili», ha detto il presidente, «piuttosto che far tremare le vene ai polsi, bisogna trovare un moderato understatement e trovare coraggio».

«Non sono le risorse a fare l’università migliore»

«Sull’università dico: non concentriamoci solo sulle risorse. Spesso mancano, ma non sono più quelle che fanno davvero un’università migliore», ha spiegato. «Ci sono molte cose che il mondo universitario può fare anche senza disporre di maggiori risorse: le sta facendo, per esempio, attraverso le riforme, con concorsi più aperti alla concorrenza e meno alle influenze. Perché molti cervelli non tornano dall’estero per evitare l’incertezza nel non sapere se nelle nostre università prevalgano logiche concorrenziali oppure baronali».
ONORATO DEL RUOLO AL MEETING. «Questo non è un momento di grande popolarità per le forze politiche in Italia ed altrove. Ma noi abbiamo il miracolo quotidiano di forze politiche, soprattutto tre: negli ultimi anni hanno dedicato grande attenzione, tempo e risorse a combattersi, e non era facile prevedere che quelle stesse forze avrebbero avuto un soprassalto di responsabilità», ha detto ancora.
Il premier si è detto onorato di «avere lo stesso ruolo nel programma del Meeting che l’anno scorso ebbe il presidente Napolitano».

Il premier: «La crescita è il cuore dell’attività del governo»

Monti ha quindi spiegato che «la crescita è il cuore della attività del governo: mai abbiamo pensato che le riforme fatte in questi mesi con intensità fossero sufficienti a far salire la crescita e l’occupazione. Per questo ci vuole più tempo, ma l’insieme di queste azioni osservato dai mercati ha dato luogo alla diminuzione dei tassi consentendo al processo di crescita di ripartire».
La crescita «è il risultato non del pompaggio di denaro pubblico nell’economia, come nel passato tante volte ci si è illusi, ma è soprattutto la rimozione di ostacoli strutturali».
Rispondendo a una a una domanda di un giovane di Cl, su possibili incentivi alla crescita e al lavoro, il premier ha spiegato: «Dobbiamo stare attenti sulla questione degli alleggerimenti fiscali perché poi ad essere gravato sarebbe l’intero paese».
«CAMBIAMENTI IN CAMPO DI GIUSTIZIA». In tema di giustizia il Governo sta facendo cambiamenti, ha detto il presidente del Consiglio. «Sono in corso molti cambiamenti. Il ministro Severino, nell’ambito del Governo e in strettissima collaborazione col Parlamento, al quale toccano le decisioni finali, sta molto facendo per rendere la giustizia meglio funzionante, fattore di spinta per l’Italia e non di pesantezza anti competitiva. Poi ci sono temi molto delicati che il Governo tuttavia deve affrontare e li stiamo affrontando serenamente».
Mario Monti è convinto che la crisi abbia fatto «cambiare condotte» a diversi Paesi europei. Tuttavia «c’é un peso che grava sulle lumachine che, pur essendo nella loro parte motoria ridiventate agili e disciplinate, si portano appresso il peso il debito pubblico».
L’EURO NON DEVE DIVIDERE. Secondo il premier, «l’euro è il pinnacolo della costruzione europea, è come la Madonnina sul Duomo di Milano, sarebbe una tragedia se diventasse, per incapacità nostra, un fattore di disgregazione che rianima i pregiudizi del Nord contro il Sud e viceversa». Anche per questo «governare l’Italia non è scindibile dal co-governare l’Europa. Il dna dell’Europa è in ciascun ministro, ci stiamo fabbricando con altri nella casa europea».

La lotta all’evasione per recuperare la fiducia dei cittadini

In un inciso dedicato alla Rai, Monti ha spiegato: «Abbiamo fatto molto di concreto per invitare la politica ad accomodarsi fuori da luoghi forse da essa un po’ troppo invasivamente occupati dal passato». La tivù di stato «è indipendente dal presidente del Consiglio, ma darò ai suoi vertici l’amichevole suggerimento di non fare usare più l’aggettivo ‘furbi’ nei servizi dei tg che descrivono la lotta contro l’evasione fiscale». Lotta necessaria, ma anche sgradevole per recuperare la «fiducia dei cittadini verso lo Stato e dei cittadini fra loro».
UNA SOCIETÀ PIÙ NORMALE. Il presidente del Consiglio ha detto di sperare che quando fra un po’ di tempo si guarderà al lavoro che il governo, con il Parlamento e la società italiana, ha fatto, si possano vedere non solo il fatto che il nostro Paese non sia scivolato a sud-est, per avvicinarsi a un altro grandissimo paese d’Europa oggi in difficoltà, ma anche perché si stanno mettendo semi per rendere la società italiana più normale, più guardabile in faccia e più ispiratrice di fiducia».
Per chiudere il suo intervento Monti ha scelto un lunga citazione di Alcide De Gasperi. In particolare ha letto le parole del suo predecessore e leader Dc in cui invitava i politici a non essere prudenti. «E questo lo diceva un democristiano…», ha ironizzato il premier.
IL NUOVO FRECCIAROSSA. Monti ha quindi dato il via allo svelamento del modello del nuovo ‘Freccia Rossa 1000’ di Trenitalia. La breve cerimonia, ha avuto inizio simbolicamente con il classico fischio da capostazione, eseguito dal premier Mario Monti con il fischietto d’ordinanza. Dopo aver fischiato, il presidente del Consiglio si è rivolto all’amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti: «Nelle mie attuali funzioni potevo attendermi di essere fischiato e non già di fischiare».