Moratti e Benitez, fine di un amore mai nato

Alberto Schiavone
23/12/2010

Rafa lascia i neroazzurri, arriva l'ex milanista Leonardo.

«F.C. Internazionale e Rafael Benitez comunicano che, consensualmente e con reciproca soddisfazione, hanno raggiunto un accordo per la risoluzione anticipata del rapporto di lavoro».
Sono soddisfazioni, davvero. Il burocratese ha sempre il margine per il ridicolo, e spesso lo supera. Il matrimonio tra lo spagnolo sovrappeso di Madrid e la società di Moratti Massimo si interrompe sotto le feste natalizie, e così a Rafael non sarà concesso il panettone. Grazie alla buonuscita morattiana immagino possa consolarsi.
INTER: CORSI E RICORSI. La tradizione continua. Anzi, la tradizione riprende, dopo cinque anni in cui l’Inter ci aveva proposto un’immagine tutto sommato seria di condotta. Vero è che Roberto Mancini aveva rilasciato quelle dichiarazioni a caldo dopo una partita di Champions League (contro chi giocava l’Inter?). Roba da telenovela. Vero è che Mourinho dopo mezz’ora nemmeno dalla conquista della coppa con le orecchie aveva salutato, dopo il pianto, e si era fatto portare via dall’automobile del suo futuro datore di lavoro (in fondo si era a Madrid, era comodo). Roba che lo sceneggiatore più esperto di telenovele nemmeno si proponeva di scrivere. La tradizione, forse, non si era mai interrotta.
Una società, l’Inter, che non ha mai lesinato materiale per i media. Sempre il titolo pronto, sempre qualcosa da dare in pasto, anche nei momenti di stanca. Cosa ci sarebbe da scrivere in questo Natale di crisi se non ci avessero pensato i nerazzurri? Forse che a Miroslav Klose, trentatrenne attaccante tedesco, piace Roma, in particolare la Lazio? Oppure che Adriano dichiara di volere rimanere in Italia? Forse qualche brasiliano promettente dall’agente vispo che vuole la serie A? Ecco che prima del cenone invece l’Inter ci tiene svegli, e impegnati, rincorrendo riunioni tra procuratori e avvocati e dirigenti e responsabili dell’area tecnica.
NON ERA AMORE. Massimo Moratti e Benitez non si sono mai piaciuti. Non si potevano piacere due che battibeccavano a mezzo stampa con così tanto livore. Non poteva essere amore l’aver regalato come benvenuto al nuovo tecnico un Biabiany. Non poteva essere amore l’aver dichiarato più volte da parte del tecnico di avere una rosa stanca e senza stimoli, oltretutto senza adeguati ricambi.
La vittoria della coppa del mondo contro i folcloristici e devoti africani del Mazembe ha avuto lo stesso effetto di una miccetta esplosa da un ragazzino. Qualche sorriso, qualche intervista soddisfatta, ma soprattutto tante facce buie. Materazzi che reclama i minuti per le statistiche, Stankovic che si lamenta, il popolo interista che si chiede come mai. L’unico a recitare con gusto è sempre stato il capitano Zanetti, forse l’unico a rendersi conto di cotanto spreco, lui abituato a tempi davvero di magre.
LEONARDO, EX NEMICO. Arriverà il milanista Leonardo? Persona per bene, il cui unico merito però agli occhi dei tifosi interisti è quello di avere risposto come si deve al padrone d’Italia Silvio Berlusconi.
Non c’è grande gioia nel quasi annuncio del nuovo allenatore. Guardiola si diverte e diverte a Barcelona. I più melodrammatici agognano il ritorno di Mou. Qualche curvaiolo vorrebbe Zenga. O l’indimenticato Simeone.
Il dato di fatto è che negli ultimi dieci anni al Milan sono arrivati Seedorf, un discreto Simic, Pirlo e soprattutto Ibrahimovic. All’Inter Coco e ora Leonardo. Riuscirà a invertire la rotta di una squadra brancaleone? Compito arduo. All’Inter ci sono tanti scontenti, tra i giocatori. Maicon voleva andarsene, così pure Milito. Altri si sentono appagati dal triplete, e ritengono di dover essere trattati di conseguenza. I vecchi pretendono una pensione dorata e senza tribolazioni. I nuovi, semplicemente, non ci sono. Nell’attesa di rivedere il principe, l’Inter dovrà emozionarsi (forse) per un Ranocchia. E per un milanista. Ex, pardòn. Auguri allora.