Vaccini obbligatori a New York per emergenza morbillo

Vaccini obbligatori a New York per emergenza morbillo

09 Aprile 2019 15.50
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Emergenza sanitaria per morbillo. È quella dichiarata in tutta la città dal sindaco di New York, Bill de Blasio, dopo l'epidemia che ha colpito Brooklyn. De Blasio ha ordinato la vaccinazione obbligatoria in quattro aree più a rischio.

Dal mese di settembre sono state oltre 250 le persone che a New York hanno contratto il virus, generando allarme soprattutto tra la comunità ebraico-ortodossa di Williamsburg. Secondo quanto stabilito dal sindaco, tutte le persone non vaccinate di quattro aree di Brooklyn dovranno al più presto farlo, compresi i bambini oltre i sei mesi di età.

Chi non si sottoporrà al vaccino rischia una multa di mille dollari. De Blasio ha anche ordinato a tutte le scuole religiose e agli asili nido della comunità ebraico-ortodossa di non accettare alunni e studenti non vaccinati, pena la chiusura degli istituti.

BATTAGLIA LEGALE SUI VACCINI CONTRO LE MALATTIE INFETTIVE

Sulla questione dei vaccini contro le malattie infettive negli Stati Uniti stava imperversando una battaglia legale. Tra sentenze, ricorsi, nuovi verdetti e ancora appelli che avevano travolto la contea di Rockland a New York. Non più tardi dell'8 aprile era stato deciso che potessero infatti tornare a scuola una cinquantina di bambini non vaccinati della contea, che erano stati messi al bando quasi tre settimane prima da un giudice federale. L'ordinanza era stata decisa proprio per tentare di bloccare il focolaio di morbillo in corso nella zona.

Ma un diverso giudice, Rolf Thorsen, aveva poi sospeso «temporaneamente» il bando, accogliendo il ricorso dei genitori, che hanno accusato la contea di aver agito oltre i limiti della propria autorità. Eppure nella contea si sono già registrati 170 casi di morbillo, un focolaio partito circa sette mesi da una comunità ebreo-ortodossa ed a New York i casi sono arrivati a 260. Thorsen ha ordinato una audizione sulla questione delle vaccinazioni per il 19 aprile, scrivendo nel verdetto: «I bambini dei richiedenti hanno il permesso di tornare alle rispettive scuole e di stare in luoghi pubblici».

Stare ad aspettare una catastrofe sanitaria in arrivo è una cattiva idea

Il legale della contea Thomas E. Humbach ha risposto: «La contea è profondamente delusa che il tribunale non riconosca la presenza della più vasta epidemia di morbillo degli ultimi 30 anni e non consideri questa crisi tale da dichiarare lo stato di emergenza». Secondo il manager della contea di Rockland, Ed Day, «stare ad aspettare una catastrofe sanitaria in arrivo è una cattiva idea».

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