Morbillo, si ammala un’ostetrica non vaccinata

Redazione
28/08/2017

Un'ostetrica dell'ospedale di Senigallia, che non si era mai vaccinata, si è ammalata di morbillo. La donna era assente dal...

Morbillo, si ammala un’ostetrica non vaccinata

Un'ostetrica dell'ospedale di Senigallia, che non si era mai vaccinata, si è ammalata di morbillo. La donna era assente dal lavoro per malattia dal 20 agosto scorso. Cinque giorni più tardi il suo caso è stato segnalato dalla direzione dell'ospedale al servizio Malattie infettive del dipartimento di Prevenzione. Sono state rintracciate tutte le persone con cui l'ostetrica ha avuto dei contatti: vaccinati due suoi familiari, due genitori di neonati e un operatore sanitario (leggi anche: Vaccini, via libera definitivo: cosa prevede la legge).

L'IMPORTANZA DELLA VACCINAZIONE. «Siamo di fronte purtroppo a una situazione preoccupante. Per questo sono sempre più convinto che l'obbligo vaccinale sia la strada giusta», ha commentato Fabrizio Volpini, presidente della commissione Sanità delle Marche, «a livello nazionale circa il 30% dei casi di morbillo che si sono riscontrati riguarda personale sanitario non vaccinato. Per questo si sta studiando un provvedimento che permetta anche al personale sanitario non vaccinato di accedere alla vaccinazione».

AVVIATA L'INDAGINE EPIDEMIOLOGICA. Il servizio Isp Malattie infettive, ha fatto sapere una nota della Regione Marche, ha subito avviato l'indagine epidemiologica con l'ausilio della Direzione medica dell'ospedale. Vista la necessità di ricostruire rapidamente i contatti avuti dall'ostetrica malata nei probabili giorni di incubazione della malattia, è stato costituito un primo gruppo di lavoro con i medici del Dipartimento di prevenzione, la Direzione infermieristica per turni operatori, Pronto soccorso, Direzione medica ospedaliera, divisione ostetricia e pediatria. Come dettano le procedure previste dalle circolari del ministero della Salute, sono state contattate telefonicamente le donne che risultavano aver avuto potenzialmente contatti con l'ostetrica per informazione, disponibilità telefonica per eventuali perplessità o dubbi, verifica anamnestica dello stato immunitario e invito a vaccinazione per i soggetti suscettibili, precauzioni da adottare e invito a presentarsi il giorno successivo in pediatria. Sono stati predisposti anche un percorso ed ambienti dedicati per un'eventuale terapia con Immunoglobuline, nei casi previsti dalle indicazioni ministeriali. Sono stati avvisati anche 19 contatti di 56 pazienti del pronto soccorso dei quali era registrato il numero telefonico, oppure avvisato il medico di medicina generale.