Il consigliere Morlini ha dato le dimissioni dal Csm

Era uno dei quattro autosospesi sull'onda dello scandalo nomine. Per tutti si profila un'azione disciplinare. E potrebbero esserci anche altri membri coinvolti nella vicenda.

12 Giugno 2019 20.19
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È ancora tempesta sul Csm. Gianluigi Morlini, uno dei quattro consiglieri togati che si erano autosospesi, si è infatti dimesso. La decisione è arrivata dopo che il procuratore generale della Cassazione, Riccardo Fuzio, ha promosso nei confronti di tutti loro un’azione disciplinare. E ci sarebbero anche altri consiglieri di Palazzo dei Marescialli coinvolti nella vicenda degli incontri tra politici e magistrati sui futuri assetti delle procure. Le loro voci sarebbero finite nelle intercettazioni captate grazie al trojan inserito nel cellulare di Luca Palamara, l’ex presidente dell’Anm indagato dalla procura di Perugia per corruzione.

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Il Quirinale, intanto, ha precisato che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella non ha mai parlato con nessuno di nomine di magistrati, né è mai intervenuto nel merito della questione. Gli unici suoi interventi sono stati di carattere generale, per richiamare il rispetto rigoroso dei criteri e delle regole preposte alle funzioni del Csm. Una risposta a quanto riportato dalla stampa sul contenuto dei colloqui intercettati tra Palamara e il deputato del Pd Luca Lotti: l’ex ministro renziano, favorevole alla nomina del pg di Firenze Marcello Viola a procuratore di Roma, avrebbe millantato rapporti e contatti con il Quirinale, raccontando di esserci stato per illustrare la propria vicenda giudiziaria (il caso Consip per cui la procura di Roma ha chiesto il suo rinvio a giudizio).

L’ULTIMO INCONTRO TRA MATTARELLA E LOTTI

L’ultimo incontro di Mattarella con Luca Lotti da quando è cessato dalla carica di ministro, ha ricordato in proposito il Quirinale, è avvenuto il 6 agosto del 2018 attraverso una visita di congedo, come avvenuto anche per altri ministri. Dal Colle è arrivata anche un’altra sottolineatura: la presidenza della Repubblica non dispone di notizie su indagini giudiziarie, dunque nessuna fuga di notizie. Il riferimento è alla circostanza riportata ancora dalla stampa, secondo cui Palamara davanti ai pm di Perugia avrebbe sostenuto di essere stato informato delle intercettazioni a suo carico in via indiretta da ambienti vicino al Colle.

MORLINI LASCIA MA SI DIFENDE

Tornando a Morlini, il consigliere ha lasciato il Csm rivendicando però la correttezza del proprio operato: «Sono del tutto estraneo alle diverse questioni delle quali si è parlato sui media. So però di aver compiuto un errore dovuto a leggerezza. Faccio un passo indietro per senso di responsabilità istituzionale». Un altro dei togati autosospesi, Paolo Criscuoli, che con i colleghi di Magistratura Indipendente Antonio Lepre e Corrado Cartoni resiste al pressing per le dimissioni, ha lasciato invece solo la sezione disciplinare del Csm. Il 13 giugno ci sarà il plenum straordinario per sostituire lui e Morlini nel “tribunale delle toghe”. E nello stesso giorno la prima commissione del Csm potrebbe aprire la procedura di trasferimento d’ufficio per incompatibilità per Palamara e Stefano Rocco Fava, l’altro pm romano indagato dalla procura di Perugia. Al vaglio anche la posizione di Luigi Spina, il primo consigliere del Csm a dimettersi nei giorni scorsi.

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