Morte Claps, Cassazione: «Delitto di straordinaria gravità»

Redazione
12/02/2015

Un omicidio, quello di Elisa Clasps, di «straordinaria gravità» compiuto da una persona pienamente capace «di intendere e volere», come...

Morte Claps, Cassazione: «Delitto di straordinaria gravità»

Un omicidio, quello di Elisa Clasps, di «straordinaria gravità» compiuto da una persona pienamente capace «di intendere e volere», come provano anche «la lucida strategia difensiva posta in essere» e «l’autocontrollo mostrato in giudizio».
Così la Corte di Cassazione si è espessa sul delitto della studentessa scomparsa a Potenza il 12 settembre 1993 e trovata uccisa 17 anni dopo nel sottotetto di una chiesa del capoluogo. I giudizi si sono espressi nelle motivazione della sentenza definitiva, depositata il 12 febbraio, di condanna di Danilo Restivo a 30 anni di reclusione quale responsabile dell’omicidio.
ESCLUSA L’AGGRAVANTE DELLA CRUDELTÀ. I supremi giudici hanno respinto tutte le censure della difesa alla sentenza di secondo grado, con una sola eccezione: è stata, infatti, esclusa l’aggravante della crudeltà. Il riconoscimento di tale aggravante in primo e secondo grado era stato fondato sul fatto che il medico legale incaricato dell’esame necroscopico sui resti del cadavere della ragazza, oltre ai segni di 13 coltellate inferte dall’assassino, aveva ipotizzato «ulteriori colpi alle parti non molli non riscontrabili al momento
AUTOPSIA 17 ANNI DOPO IL DELITTO. La Cassazione, proprio in ragione dei limiti che hanno oggettivamente caratterizzato l’autopsia (eseguita 17 anni dopo il delitto), limitata alle sole parti scheletriche, ha invece sostenuto che «non era possibile dimostrare che fossero stati inferti ulteriori colpi alle parti molli», sicché tale ipotesi non può superare «il livello della mera congettura».
NESSUNA RIDUZIONE DI PENA PER RESTIVO. L’esclusione di tale aggravante, peraltro, non ha determinato una riduzione della pena per Restivo (detenuto in Inghilterra per una condanna a 40 anni di reclusione per un altro delitto), dal momento che altre aggravanti hanno determinato comunque l’ergastolo per l’imputato, pena ridotta a 30 anni di reclusione per effetto della definizione del processo con rito abbreviato.