Morte di Daphne Caruana Galizia: cosa sappiamo

Morte di Daphne Caruana Galizia: cosa sappiamo

16 Ottobre 2017 15.15
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C'è una svolta nell'indagine della morte della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia. Il 5 dicembre la polizia dell'isola ha fermato 10 sospettati tutti di nazionalità maltese. Di questi tre sono stati incriminati. I tre, ha riportato il Times of Malta, si sono dichiarati non colpevoli. Si tratta dei fratelli Alfred e George Degiorgio e di Vince Muscat, tutti molto conosciuti negli ambienti della criminalità e noti alla polizia. Non è chiaro ancora, ha scritto il giornale, se c'è anche un mandante dell'omicidio della giornalista. Galizia è stata uccisa da una bomba piazzata sulla sua auto il 16 ottobre scorso.

1. La dinamica dell'attentato: una bomba nell'auto a noleggio

La cronista, 53 anni, è salita a bordo della Peugeot 108 che aveva preso in affitto intorno alle tre del pomeriggio del 16 ottobre, a due passi da casa, a Bidnija: mezz'ora prima aveva pubblicato l'ultimo articolo sul suo blog, 'Running Commentary', che si concludeva con la frase «ci sono criminali ovunque si guardi, la situazione è disperata». Poi il boato, un'esplosione violenta che ha incendiato il mezzo. Il cadavere «era irriconoscibile», hanno riferito gli agenti di polizia arrivati sul posto.

2. Il punto sulle indagini: tre incriminati e 10 persone

La polizia di Malta che indaga sull'omicidio di Galizia lo scorso ottobre ha arrestato 10 persone sospette. Tre di loro sono state poi incriminate per l'attentato. I tre sono i fratelli Alfred e George Degiorgio e di Vince Muscat, tre personalità note negli ambienti della criminalità e già schedati dalla polizia. Al momento però le autorità non si sono sbilanciate su un eventuale mandante.

BOMBA AZIONATA DA UNA BARCA. Nel corso delle indagini la polizia maltese ha sequestrato una barca da cui gli assassini di Galizia avrebbero inviato l'sms che ha fatto esplodere la bomba piazzata sull'auto della cronista. A riferirlo il quotidiano Malta Today. Gli investigatori – riporta il giornale – sono convinti che l'sms sia stato inviato da George Degiorgio (noto come Ic-Ciniz) dopo aver avuto il via libera dal fratello Alfred (il-Fulu) che si trovava davanti all'abitazione di Galizia.

3. Chi era Galizia: dall'esordio al Sunday Times of Malta al titolo di "una donna Wikileaks"

Galizia aveva iniziato la professione scrivendo per il Sunday Times of Malta e successivamente per il The Malta Independent. Qualche anno fa l'idea di lanciare un blog dal quale sono partite bordate contro il governo e «l'altra economia dell'isola», divenuta un vero e proprio paradiso fiscale, tanto da meritarsi l'appellativo di "Panama del Mediterraneo". Mentre Politico la definì «una donna Wikileaks» inserendola tra nelle 28 personalità che «stanno agitando l'Europa».

4. Lo scandalo dei Malta files: l'inchiesta contro il premier Muscat

Le luci della ribalta per la giornalista sono arrivato nel corso del 2016 con i Panama Papers. Spulciando tra le carte, Galizia scoprì che due compagnie off-shore erano intestate al ministro dell'Energia maltese Konrad Mizzi e al capo dello staff del premier, Keith Schembri. Ma il vero salto è arrivato nel corso di quest'anno. Lo scorso aprile, sul blog, ha accusato la moglie di Muscat, Michelle, di essere la proprietaria di 'Egrant', la terza compagnia panamense citata nei Panama Papers. Nelle settimane successive sono spuntati finanziamenti per milioni di euro e legami sospetti con il regime azero di Ilham Aliyev. La vicenda ha quindi portato alle dimissioni del premier e a elezioni anticipate. Muscat nega tutto e viene rieletto. Galizia allora sposta la propria attenzione su Adrian Delia, il leader del partito nazionalista maltese, accusandolo di aver fatto l'avvocato per una compagnia maltese basata a Londra che era finita nelle maglie di un'inchiesta per corruzione.

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