Caso Cucchi, la video denuncia del carabiniere Casamassima

Caso Cucchi, la video denuncia del carabiniere Casamassima

19 Giugno 2018 16.36
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Con quasi due milioni di visualizzazioni in poche ore, la sua è già una mezza vittoria. O comunque un appello che difficilmente potrà essere ignorato. Riccardo Casamassima, l'appuntato dei carabinieri che con la sua testimonianza ha fatto riaprire l'inchiesta sulla morte di Stefano Cucchi, è apparso in divisa in un video postato su Facebook, per denunciare ciò che gli è accaduto dopo aver confermato al processo le accuse nei confronti dei suoi colleghi dell'Arma.

«Per aver fatto il mio dovere come uomo e come carabiniere, per aver testimoniato al processo sulla morte di Stefano Cucchi, morto perché pestato dai miei colleghi, mi ritrovo a subire un sacco di conseguenze. E sono tutte conseguenze negative», scandisce Casamassima.

IL TRASFERIMENTO DOPO 20 ANNI DI LAVORO. L'appuntato spiega: «Prima di andare al processo a testimoniare, avevo manifestato le mie paure. Paure che si sono concretizzate, perché mi è stato notificato un trasferimento presso la Scuola allievi ufficiali. Sarò allontanato da casa, sarò demansionato e andrò a lavorare a scuola dopo essere stato per 20 anni in strada. Tutto questo è scandaloso. Abbiamo subito di tutto, ancor prima di andare a testimoniare. Ci sono state fatte minacce e nessuno dei nostri sindacati ci ha aiutato».

GIUDICATO «POCO ESEMPLARE» E NON DISCIPLINATO. Casamassima prosegue così: «Mi appello alle cariche dello Stato, al presidente del Consiglio e ai ministri Salvini e Di Maio. È giusto che una persona onesta debba subire questo trattamento? Domani mattina mi recherò al Comando generale per incontrare il nuovo comandante, perché mi stanno distruggendo. Se non mi verranno date delle spiegazioni sarò costretto ad andare direttamente in procura e a denunciare ai magistrati quello che sta succedendo, perché il processo Cucchi è ancora aperto e quindi una qualsiasi azione fatta nei miei confronti lo va a compromettere. Ci sono altri carabinieri che devono essere ascoltati. Per giustificare il trasferimento, lo motivano giudicandomi "poco esemplare e inadeguato al senso della disciplina"».

LA PROSSIMA UDIENZA È FISSATA PER L'11 LUGLIO. Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, ha ricordato che l'11 luglio ci sarà la prossima udienza del processo. «Casamassima e la sua compagna, anche lei carabiniere, avevano ammesso davanti ai giudici di essere stati convocati dai superiori dopo la morte di mio fratello, per modificare le loro annotazioni. Casamassima oggi è stato trasferito alla Scuola allievi ufficiali con un demansionamento umiliante e consistente nella decurtazione dello stipendio. L'ho sentito in lacrime, disperato. Cari generali Nistri e Maruccia (si tratta rispettivamente del comandante generale e del vice comandante generale dei carabinieri, ndr) era proprio necessario tutto questo? La Scuola aveva proprio bisogno, oggi, di Riccardo Casamassima? Proprio oggi? Da più parti, dopo quanto sta emergendo al processo, ci viene raccomandata cautela e prudenza. Ci viene letteralmente detto di stare attenti. Lei, generale Nistri, ci ha detto che "tutti hanno scheletri nell'armadio". Noi non li abbiamo, a meno che qualcuno non ce li metta».

LA MINISTRA TRENTA DISPONIBILE A UN INCONTRO. Nella vicenda è intervenuta la ministra della Difesa, Elisabetta Trenta: «Ho ascoltato il carabiniere Casamassima su Facebook, ne ho già discusso con il comandante generale dell'Arma e sono disponibile a parlare con lui. Sono io il ministro di riferimento e quindi lo farò volentieri. Sicuramente ci sono dei fraintendimenti e quello che dice nel video va approfondito». Mentre il comando generale dei carabinieri, nel ribadire la solidarietà alla famiglia Cucchi, spiega che il trasferimento dell'appuntato «fa fronte a una situazione di disagio psicologico che Casamassima ha più volte rappresentato anche pubblicamente». Un disagio, prosegue il comando generale, «avvertito per la presenza nella stessa caserma di uno dei militari da lui chiamati in causa per il caso Cucchi e di un altro che avrebbe usato parole offensive nei suoi riguardi».

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