Morto a Napoli l’avvocato Siniscalchi: chi era lo storico legale di Maradona

Redazione
13/02/2024

Il legale 92enne è stato stroncato da un malore poco prima di intervenire a un convegno dell'Anpi. Già deputato dei Ds e l'Ulivo, rappresentò tra gli altri anche Califano e Antonioni. Il sindaco Manfredi: «Ci mancherà il suo impegno per il Paese e per la città».

Morto a Napoli l’avvocato Siniscalchi: chi era lo storico legale di Maradona

L’avvocato Vincenzo Maria Siniscalchi, storico legale di Maradona, è morto stroncato da un malore poco prima di intervenire come relatore a un convegno organizzato dall’Anpi a Napoli al quale partecipava anche il vicepresidente della Camera, il pentastellato Sergio Costa, il primo ad accorrere in suo aiuto.

Chi era Vincenzo Maria Siniscalchi

Nato nel 1931 in una famiglia di avvocati, Vincenzo Maria Siniscalchi era noto soprattutto per essere stato il legale di Diego Armando Maradona ma anche di altri importanti personaggi anche dello spettacolo da Gigi Sabani a Tinto Brass, da Michelangelo Antonioni a Franco Califano. Difese anche Salvatore Ferraro nel processo per l’omicidio di Marta Russo e, negli Anni 70, diversi imputati per le vicende dei Nap (Nuclei armati proletari) e di Autonomia operaia. Durante Tangentopoli rappresentò politici come Ciriaco De Mita e Vincenzo Scotti. Nel 1995 entrò alla Camera con una coalizione Rc-Pds e venne rieletto con l’Ulivo-Ds nel 1996 e poi nel 2001. Sempre in quota Ds fu eletto componente laico del Csm per il quadriennio 2006-2010.

Il ricordo della politica

Molte le manifestazioni di cordoglio per la sua morte. «Ci mancherà il suo impegno per il Paese e per la città di Napoli», ha dichiarato il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. «È morto mentre parlava ad una manifestazione dell’Anpi, come Enrico Berlinguer ad un comizio a Padova», ha ricordato Antonio Bassolino. Per Enzo Amendola del Partito Democratico Siniscalchi era «un riferimento nazionale dell’avvocatura, sempre dalla parte dei deboli, la sua scomparsa rattrista tutti. Mancheranno la sua passione e il suo impegno». Per il pentastellato Sergio Costa «con lui Napoli perde un riferimento culturale importante. Stava intervenendo pubblicamente parlando di Costituzione e di partecipazione, temi che lo appassionavano». Piero Fassino, invece, lo ricorda come «un insigne penalista, protagonista di tutti i più importanti processi del foro di Napoli. Uomo colto e raffinato, ha collaborato alle sceneggiature di importanti film e fiction televisive, nonché critico culturale. Davvero una una grande perdita».