È morto Jacques Delors, architetto dell’Unione europea e tra i padri dell’euro

Redazione
27/12/2023

L'ex ministro delle Finanze francese e tre volte presidente della Commissione Ue (dal 1985 al 1995) si è spento nel sonno a Parigi. Aveva 98 anni. A darne notizia la figlia maggiore Martine Aubry.

È morto Jacques Delors, architetto dell’Unione europea e tra i padri dell’euro

L’Unione europea perde uno dei suoi più importanti architetti. Jacques Delors, 98 anni, presidente della Commissione europea per tre mandati consecutivi e tra i padri dell’euro si è spento nel sonno il 27 dicembre nella sua casa di Parigi. A dare la notizia è stata la figlia Martine Aubry, sindaca di Lille.

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Quel no all’Eliseo che mise fine alla sua carriera politica

Delors, esponente di spicco della sinistra francese ed ex ministro dell’Economia e delle Finanze sotto François Mitterrand (1981-1984) è ricordato anche come colui che non colse l’occasione di salire all’Eliseo nel 1995. «C’è ovviamente un po’ di rammarico», ammise in un documentario del 2022 diretto da Cécile Amar. «Forse come presidente, avrei potuto portare avanti alcune cose che mi stavano a cuore». La sua scelta di non candidarsi alla Presidenza, nonostante il buon piazzamento nei sondaggi, annunciata l’11 dicembre 1994 in diretta durante la popolare trasmissione 7sur7 di TF1 condotta da Anne Sinclaire sorprese l’intera classe politica e la Francia. Per giustificare il suo passo indietro avanzò motivi personali ma anche la situazione politica. «Pensavo che una parte del Partito socialista non mi avrebbe sostenuto nella misura necessaria», raccontò nel 2021 in una intervista a Le Point. Una rinuncia che mise fine, per sua stessa ammissione, anche alla sua carriera politica, e spense le speranze della gauche. Decidendo di non correre, lasciò infatti campo libero a Lionel Jospin che venne sconfitto da Jacques Chirac.

Morto Jacques Delors, architetto dell'Unione europea e tra i padri dell'euro
Jacques Delors con Anne Sinclaire al programma 7 sur 7 del 1994 (Getty Images).

L’esperienza alla Banca di Francia e la collaborazione con Chaban-Delmas

Nato a Parigi nel 1925, seguì le orme del padre ed entrò a lavorare alla Banca di Francia dove rimase dal 1945 al 1962. Tra il 1959 e il 1961 fece anche parte della sezione della pianificazione e degli investimenti del Consiglio economico e sociale della repubblica francese, mentre l’anno successivo venne nominato capo servizio per gli affari sociali e culturali all’interno del Commissariato generale per la pianificazione. Dal giugno 1969 al luglio 1972 Delors fu consigliere economico di Jacques Chaban-Delmas, nominato primo ministro da Georges Pompidou, e segretario generale presso il primo ministro per la formazione professionale e la promozione sociale. Delors fu tra i principali ispiratori del progetto politico riformista della Nouvelle Société portato avanti dal governo di Chaban-Delmas ed elaborò tra le altre cose delle riforme al diritto del lavoro e una legge sulla formazione permanente. Progetti che rimasero in gran parte solo sulla carta.

È morto Jacques Delors, architetto dell'Unione europea e tra i padri dell'euro
Delors con Margaret Thatcher (Getty Images).

Dai democratici cristiani ai socialisti di Mitterand fino alla presidenza della Commissione Ue

Delors si avvicinò alla politica con i democratici cristiani di orientamento sociale e prendendo parte al movimento cattolico La vie nouvelle. Nel 1959 fondò il gruppo di discussione e la rivista Citoyens 60 che diresse fino al 1965. Collaborò anche con riviste di estrema sinistra, scrivendo articoli di ispirazione marxista con lo pseudonimo di Roger Jacques. Iscritto al Partito socialista unificato, nel 1974 aderì ai socialisti guidati da Mitterand collaborando alla stesura del programma elettorale per le Presidenziali di quell’anno e del 1981. Dal 1976 al 1981 fu responsabile nazionale del partito per le relazioni economiche internazionali. Alle prime elezioni europee del 1979 venne eletto dimettendosi due anni dopo quando venne nominato ministro dell’Economia e delle Finanze dal primo ministro Pierre Mauroy. In quel periodo propose una serie di nazionalizzazioni, decise la svalutazione del franco e mise in atto politiche per il rilancio economico del Paese. Quando venne nominato primo ministro Laurent Fabius, Delors fu indicato come commissario europeo della Francia, assieme a Claude Cheysson. Un accordo franco-tedesco prevedeva di nominare quest’ultimo presidente della Commissione europea, ma il veto posto dalla prima ministra britannica Margaret Thatcher portò a nominare Delors alla presidenza della Commissione dove restò dal 1985 al 1995 per tre mandati consecutivi. Sotto la sua guida venne istituito il mercato unico, venne riformata la politica agricola comune e furono firmati l’Atto unico europeo, gli accordi di Schengen e soprattutto il Trattato di Maastricht, che istituì l’Ue e l’euro.