Morto Rudolph Isley, fondatore e cantante degli Isley Brothers

Redazione
13/10/2023

L'artista, co-autore di numerosi brani di successo del gruppo, si è spento mercoledì 11 ottobre all'età di 84 anni nella sua casa di Chicago. La notizia è stata confermata dal fratello Ernie.

Morto Rudolph Isley, fondatore e cantante degli Isley Brothers

Rudolph Isley, cantante e fondatore degli Isley Brothers, è morto mercoledì 11 ottobre all’età di 84 anni nella sua casa di Chicago. La notizia è stata confermata dal fratello Ernie. L’artista è stato co-autore di numerosi brani di successo del gruppo, a partire dalla metà degli anni 50. Suoi i testi di canzoni come This Old Heart of Mine (Is Weak for You), Footsteps in the Dark e That Lady. Tra i succesi della band anche I’ve Got to Get Myself Together, It’s a Disco Night (Rock Don’t Stop), Harvest For The World.

La nascita degli Isley Brothers

Il gruppo degli Isley Brothers venne fondato da Rudolph nel 1954 a Cincinnati, nello stato dell’Ohio, insieme ai fratelli Ronald, O’Kelly e Vernon scomparso nel 1955. Con il trasferimento a New York, arrivò l’ispirazione per la loro canzone più famosa Shout, datata 1959. Qualche anno dopo, la band si ampliò con l’ingresso dei fratelli minori Ernie alla chitarra e Marvin al basso, e di Chris Jasper, un cognato, alle tastiere. Dopo la morte di O’Kelly per infarto nel 1986, Rudolph Isley decise di diventare un pastore cristiano protestante, continuando a cantare principalmente in chiesa, e lasciando la guida della band al fratello Ronald.

I successi musicali

Nei primi anni 60 conquistarono il pubblico con Twist and Shout. Si trattava di una cover, originariamente registrata dai Top Notes, ma riarrangiata dal gruppo. I Beatles amarono la nuova versione al punto da utilizzarla nei loro spettacoli dal vivo e registrarla come traccia di chiusura del loro album di debutto. Nel 1964, l’incontro tra gli Isley Brothers e un giovane Jimi Hendrix che restò nella formazione prima di intraprendere la carriera da solista. Ancora un successo nel 1969 con It’s Your Thing e poi la scelta ampiamente premiata di dedicarsi alle cover di inni rock come Love The One You’re With di Stephen Stills e Lay Lady Lay di Bob Dylan, scelta che valse loro diversi album d’oro e di platino.