Mosca, la morte agli arrivi

Redazione
24/01/2011

Il terrorismo è tornato a colpire Mosca a soli dieci mesi di distanza dall’ultimo grande attentato alla metro della capitale....

Mosca, la morte agli arrivi

Il terrorismo è tornato a colpire Mosca a soli dieci mesi di distanza dall’ultimo grande attentato alla metro della capitale. Stavolta, nel mirino è finito l’aeroporto internazionale Domodedovo, dove un kamikaze il 24 gennaio ha fatto almeno 35 morti e 110 feriti (guarda la photogallery e il video). Tra questi, l’italiano Romano Rosario: il 61enne in viaggio di lavoro a Mosca per una compagnia farmaceutica che, ha riferito dai medici, sta bene e potrebbe essere dimesso già il 26 gennaio.
LA RICOSTRUZIONE DELL’ATTACCO. Stando alle ultime ricostruzioni, a causare la deflagrazione potrebbe essere stato un terrorista di età compresa tra i 30 e 40 anni, con l’aiuto di un complice, con addosso almeno 7 chili di esplosivo Tnt, entrato in azione al terminal degli arrivi, alle 14,37 ore italiane (16,37 moscovite). L’esplosione è avvenuta quando la presunta kamikaze, con a fianco un uomo, ha aperto una borsa.
L’uomo sarebbe poi stato decapitato dall’esplosione. Tuttavia secondo gli investigatori, non è da escludere che i terroristi intendessero lasciare la borsa con l’ordigno nella sala degli arrivi dello scalo e che l’esplosione sia stata accidentale, oppure che l’ordigno sia stato azionato con un telecomando a distanza. Secondo alcune indiscrezioni, i due presunti terroristi sono stati condotti in aeroporto da un complice che poi ha aspettato in un’auto parcheggiata davanti allo scalo.
DUBBI SULL’IDENTITÀ DEL KAMIKAZE. Sull’identità del kamikaze le informazioni sono appunto ancora discordanti. Stando alle ultime notizie diffuse dall’agenzia Itar-Tass, che ha citato come fonte il portavoce degli investigatori, a causare la deflagrazione sarebbe stato un kamikaze uomo, di età compresa tra i 30 e i 40 anni e di aspetto europeo.
In precedenza si era invece diffusa l’indiscrezione che il terrorista fosse una donna, e che avesse agito con l’aiuto di un complice. In precedenza, si era parlato anche di un individuo di aspetto arabo.
LA TESI DELLA MATRICE CAUCASICA. La polizia di Mosca è orientata sulla matrice caucasica: «Le modalità sono quelle tradizionali dei terroristi provenienti dal Caucaso del Nord», ha rivelato una fonte interna, ossia da repubbliche ribelli musulmane come Cecenia, Daghestan e Inguscezia.
È la prima volta che un terrorista attacca un aeroporto della capitale. Domodedovo è l’aeroporto civile più grande della città per il traffico nazionale e il secondo aeroporto per il traffico internazionale. È anche uno dei maggiori hub di tutta la Federazione. Lo scalo ha continuato a svolgere normalmente la sua attività, secondo quanto riferito da alcune compagnie aeree. Anche se la zona arrivi interessata dall’attentato e mostrata dalle tv russe, resta al momento chiusa.
LUTTO NAZIONALE PER LE VITTIME. Il bilancio delle vittime, pare però destinato a salire: 43 dei feriti versano in gravi condizioni, secondo fonti del ministero della Sanità, mentre su Twitter si stanno diffondendo voci per cui il numero dei morti sarebbe 70. Secondo l’ultimo comunicato diffuso dalla protezione civile, i morti stranieri sono almeno otto: due britannici, un tedesco, un bulgaro e una giovane scrittrice ucraina. Gli altri tre sono originari dell’Asia centrale: un uzbeko, un tagiko e un kirghizo.
Giornata di lutto, il 25 gennaio, nel parlamento della Duma e, il 26 gennaio, per tutta la città e regione di Mosca: il sindaco di Mosca Serghiei Sobianin e il governatore della regione di Mosca Boris Gromov hanno disposto le bandiere delle autorità a mezz’asta e lo stop a tutti i programmi di intrattenimento delle tv locali.

Il presidente chiede un regime speciale

La sala degli arrivi è stata invasa dal fumo e la polizia è giunta in forze all’aeroporto, secondo la radio Echo di Mosca. Un testimone ha visto portare via due feriti dalla sala dei nastri dei bagagli. I voli in arrivo sono stati deviati su altri scali.
Sul posto sono accorse 20 autoambulanze e altre 10 sono in arrivo. Le vittime verranno ricoverate in cinque ospedali moscoviti tra cui il principale pronto soccorso nel centro della capitale russa.
La polizia è in massima allerta e sta controllando le stazioni della metropolitana, dove lo scorso marzo due donne kamikaze si fecero saltare in aria provocando 40 morti e 130 feriti, e gli altri aeroporti della capitale, Vnukovo e Sheremetyevo, in particolare i bagagli.
La Farnesina ha attivato tutti i canali per accertare l’eventuale presenza di italiani all’aeroporto. Secondo fonti aeroportuali, potrebbero esserci vittime straniere. Alcuni dei voli che stavano ritirando i bagagli al momento dell’esplosione arrivavano da Egitto, Grecia, Bruxelles e Londra. A Domodedovo, dall’Italia atterrano i voli di almeno due compagnie: Meridiana e di Windjet.
MEDVEDEV: «LIQUIDARE I TERRORISTI». Intanto, il presidente russo Dmitri Medvedev, parlando durante una riunione di emergenza al Cremlino, ha confermato che l’esplosione all’aeroporto Domodedovo è un atto terroristico e ha dato ordine di rafforzare i sistemi di sicurezza in tutti gli scali e nelle stazioni ferroviarie.
I responsabili dell’attacco terroristico all’aeroporto di Mosca, ha dichiarato il capo del Cremlino l’indomani in della strage in occasione della riunione annuale dei servizi segreti (Fsb), saranno «liquidati»: «L’attentato all’aeroporto di Mosca é l’ennesima sfida lanciata dai banditi alle istituzioni. Il terrorismo rimane la minaccia principale per la sicurezza dello Stato e di tutti i cittadini russi», ha detto il presidente.
«Il livello della minaccia terroristica in Russia è più alto che negli Stati Uniti», ha proseguito Medvedev, sottolineando come «nel 2010 il numero degli attentati in Russia sia aumentato».
«Faremo tutto il possibile perché i banditi che hanno commesso questo mostruoso delitto vengano giudicati. Coloro che cercheranno di opporre resistenza vanno eliminati sul posto», ha avvertito il capo del Cremlino, costretto anche a rinviare la sua partenza per il forum economico internazionale di Davos, cui avrebbe dovuto arrivare la sera del 25 gennaio.
ACCUSE AL SISTEMA DI SICUREZZA DELL’HUB. In tivù Medvedev ha anche annunciato lo stato di massima allerta in tutti gli hub di trasporto: «Occorre instaurare un regime speciale per garantire la sicurezza», ha detto, precisando che la direzione dell’aeroporto dovrà rispondere dell’attentato, perché «quello che è accaduto dimostra chiaramente che ci sono state violazioni delle regole di sicurezza».
«Far entrare il kamikaze con l’esplosivo è stato un fallimento: tutti coloro che hanno delle responsabilità e che prendono delle decisioni sull’aeroporto dovranno risponderne», ha aggiunto il presidente.
Per ora, il comitato investigativo sulla vicenda ha aperto un fascicolo per ‘atti terroristici’ e tre persone sono ricercate dalle autorità russe in relazione alla pianificazione dell’attentato suicida. La pista seguita è quella del Nord Caucaso, la regione sotto il controllo di Mosca in continuo fermento per la convivenza di separatismo e terrorismo islamico, tenuto a freno dalle forze armate con metodi controversi che arrivano fino alla tortura e violazione dei diritti umani sui civili.
I TESTIMONI DELLA STRAGE. Alla radio Kommersant fm sono state trasmesse le prime testimonianze dei superstiti alla strage. Il taxista Leon Grigorian era nell’area arrivi internazionali al momento dell’esplosione. «Ho sentito un boato, le urla, un rumore assordante di soffitti crollati. C’erano persone a terra in un lago di sangue. In15 minuti al massimo sono arrivati tutti i soccorsi, pare che tutto stia funzionando bene da questo punto di vista».

Guarda il servizio dell’emittente in inglese Russia Today con le immagini dei primi momenti dopo l’attentato:

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La condanna internazionale

Unanime è arrivata la condanna della comunità internazionale. Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha definito l’attentato un atto «barbaro e ingiustificabile». Sull’accaduto si è espresso in una nota anche il premier Silvo Berlusconi: «A nome mio personale e dell’intero governo esprimo la ferma condanna del vile attentato terroristico all’aeroporto di Mosca. Alle famiglie delle vittime, all’amico popolo russo e ai suoi leader vanno il nostro cordoglio e la nostra vicinanza».
CORDOGLIO EUROPEO. Il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, si è detto «scioccato» alla notizia dell’attentato. Rasmussen ha anche assicurato che l’Alleanza Atlantica è «al fianco della Russia» nella lotta al terrorismo.
Dura condanna dell’attentato è arrivato anche dal Consiglio d’Europa. Durante il suo discorso all’Assemblea parlamentare, riunita in sessione plenaria, il segretario generale dell’organizzazione paneuropea di cui la Russia è uno Stato membro, ha condannato l’attentato e inviato le sue condoglianze alle famiglie delle vittime. Il presidente dell’Assemblea ha chiesto un minuto di silenzio e ha ricordato come ogni atto terroristico rappresenti un attacco a tutto quello che il Consiglio d’Europa rappresenta.
LO SDEGNO DEGLI USA. Anche il presidente americano Barack Obama si è unito allo sdegno internazionale. «Condanno con forza questo grave atto di terrorismo contro il popolo russo» ha affermato il capo della Casa Bianca. Il portavoce Robert Gibbs ha detto che gli Stati Uniti sono pronti a fornire alla Russia qualunque tipo di assistenza in relazione all’attacco subito.
Nel corso della notte sono arrivati anche altri cordogli ufficiali. A cominciare dal premier giapponese Naoto Kan che ha inviato un messaggio diretto al Presidente condannando ogni atto terroristico. Kan ha espresso, secondo quanto riferito dal capo di gabinetto Yukio Edano in conferenza stampa, il proprio cordoglio alle vittime e alle loro famiglie, assicurando che il Giappone lavorerà con la Russia per la creazione di un mondo libero da ogni forma di terrorismo.
Condanna all’attentato è arrivata anche dal segretario di stato americano Hillary Clinton e dal premier canadese Stephen Harper. La responsabile del Dipartimento di stato, che si trova in visita in Messico, ha ricordato che gli Usa sono al «fianco del popolo della Russia in questo momento di dolore e di lutto e porgono cordoglio e solidarietà mentre prosegue la lotta in cui molti di noi sono impegnati a far fronte alla minaccia del terrorismo internazionale». In un comunicato dffuso dal gabinetto canadese, Harper ha esortato la comunità internazionale a restare vigile di fronte alla minaccia terroristica.