Mozione anti-aborto: la censura del Pd e la difesa della Lega

06 Ottobre 2018 13.55
Like me!

La mozione anti-aborto approvata dal consiglio comunale di Verona – e votata anche dalla capogruppo dem al comune Carla Padovani – suscita ancora polemiche. E se per la Lega di Matteo Salvini si tratta addirittura di un modello da diffondere in tutte le città il provvedimento ha spaccato il Pd coi per i consiglieri comunali dem che hanno sfiduciato e chiesto le dimissioni di Padovani. Secondo Elisa La Paglia, Stefano Vallani, Federico Benini «la posizione di adesione alla mozione espressa dalla capogruppo è inaccettabile. Crediamo che la consigliera Padovani non sia più compatibile con il ruolo di capogruppo, pertanto ne chiediamo formalmente le dimissioni»

I LEGHISTI: «ABORTO DELITTO ABOMINEVOLE»

Dai leghisti invece è arrivata la difesa d'ufficio di una mozione che riporta il paese indietro di 40 anni. «L'aborto non è un diritto, è un abominevole delitto. Il mio esempio è la Russia di Putin, dove gli aborti sono scesi da quattro milioni l'anno a due con sussidi alla maternità», ha detto a La Zanzara, su Radio 24, Alberto Zelger, consigliere comunale della Lega Nord a Verona, promotore della mozione anti-abortista approvata anche con il voto favorevole della capogruppo del Pd. «Dopo aver letto la delibera posso dire che non capisco davvero perchè indignarsi se il comune scaligero, nel pieno rispetto della legge, decide di aiutare le donne in difficoltà a proseguire la gravidanza». Così il senatore leghista, Simone Pillon. «A norma di legge dovrebbero farlo tutti i Comuni. Sbaglio? A me pare chiaro l'articolo 1 della 194/1978 in cui si sancisce che 'lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternita' tutela la vita umana dal suo iniziò».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *