Mps, cda approva il nuovo piano: il titolo vola

24 Ottobre 2016 17.10
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Dopo mesi in discesa libera, il titolo Mps vola in Borsa, sostenuto per tutta la giornata dalle aspettative sull’approvazione del nuovo piano industriale della banca.
Aspettative rispettate in pieno: a mercati chiusi il Cda di Rocca Salimbeni ha dato il via libera all’unanimità alle linee guida per il rilancio dell’istituto.
«È un bellissimo piano», ha commentato un consigliere lasciando la riunione, confermando che l’assemblea sarà convocata entro le fine di novembre.
TITOLO CHIUDE A +28,28%. Le azioni hanno guadagnato a fine seduta il 28,28% a 0,34 euro sui livelli di inizio luglio dopo una serie di stop in asta di volatilità e un massimo di seduta a 0,35 euro (+31%).
Da lunedì scorso, quando il titolo aveva chiuso a 0,17 euro il valore è raddoppiato: l’aumento è del 100%.
Boom anche di scambi: è passato di mano il 14,7% del capitale portando i volumi movimentati in cinque sedute al 50,7%.
L’ok al piano arriva dopo un fine settimana al lavoro per Mps, con un vertice in Piazzetta Cuccia tra l’Ad dell’istituto Marco Morelli e le banche advisor Mediobanca, Jp Morgan e Lazard.
TRABALLA L’OPZIONE PASSERA. L’incontro principale si è svolto nel tardo pomeriggio, una ventina in tutto i partecipanti, e sarebbe servito per «vedere documenti», hanno spiegato fonti finanziarie. Già da metà mattina, comunque, nell’istituto di Piazzetta Cuccia erano partite riunioni tecniche.
Sembra intanto tutto in salita il piano di Corrado Passera, sul quale era atteso partissero valutazioni a valle del business plan: ci sarebbero infatti tensioni crescenti sulla richiesta dell’ex ministro di far svolgere una ‘due diligence’ su Mps ai fondi anglo-americani che ha coinvolto.
I TAGLI DI MORELLI. Anche nel weekend il confronto sul tema sarebbe stato serrato in una triangolazione tra Passera, i vertici della banca e Jp Morgan, ma le condizioni poste rendono ormai probabile un nuovo stop alla trattativa.
Nei giorni scorsi erano filtrati dei numeri sull’impatto occupazionale del piano di Morelli con la possibile chiusura di filiali, che porterebbe a 3.000 gli esuberi, contando anche i 1.500 residui del precedente piano.
Il Sole 24 Ore ha avanzato i nomi dei fondi di Soros e Paulson, mentre tra i fondi sovrani si attende un ruolo di Qatar, e forse anche di Kuwait, Abu Dhabi e Cina (già nel capitale), tenendo conto comunque che sono stati contattati tutti i grandi ‘sovrani’.

 

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