Mps, confermate accuse di Rizzo a banda del 5%

Mps, confermate accuse di Rizzo a banda del 5%

04 Febbraio 2013 19.06
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Antonio Rizzo, funzionario della Dresdner Bank e testimone dell’inchiesta della procura di Siena su Mps, ha confermato tutte le sue accuse agli ex vertici dell’istituto.
C’era una «banda del 5%» che prendeva una percentuale illecita su ogni operazione e c’erano «pagamenti riservati» ai vertici di Mps.
Sentito a Roma dalla guardia di finanza, Rizzo ha dunque ribadito le sue accuse nei confronti degli ex vertici della banca e ha fatto anche i nomi dei funzionari di Dresdner che hanno partecipato alle riunioni in cui si affrontava la questione delle percentuali per i funzionari di Rocca Salimbeni.
Persone che ora devono essere sentite dalla procura di Siena che indaga sull’acquisizione di Antonveneta e sulla vicenda del derivato Alexandria.
CONVERSAZIONI REGISTRATE. Rizzo ha anche confermato l’esistenza dei nastri – depositati a Milano già nel 2008 – sui quali avrebbe registrato le conversazioni tra lui e gli altri funzionari della Dresdner nelle occasioni in cui si parlava di Mps.
Si tratterebbe, secondo quanto si apprende, di due-tre nastri relativi a riunioni interne alla banca d’affari alle quali ha partecipato lo stesso Rizzo. Registrazioni effettuate su suggerimento dei legali nel timore che, una volta denunciate l’anomalia relativa a Mps, nei suoi confronti potesse essere aperta una procedura di licenziamento.
PERCENTUALE SU OGNI OPERAZIONE. Nel verbale del marzo del 2008, in particolare, Rizzo citava una cena con il funzionario della Dresdner, Michele Cortese, nella quale quest’ultimo affermava che «Baldassarri e Pontone (capo area finanza e responsabile ufficio di Londra Mps, ndr) avevano percepito una commissione indebita dell’operazione per il tramite di Lutifin. Mi disse che i due erano conosciuti come la banda del 5% perché su ogni operazione prendevano una percentuale».
SPARITE LE MAIL DAL PC DI MUSSARI. Il 4 febbraio doveva essere sentito in procura a Siena l’ex presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari. Il suo legale, Fabio Pisillo, ha detto che Mussari è pronto a rispondere a tutte le domande dei sostituti procuratori «ma non in data odierna» vista l’assenza dell’altro difensore Tullio Padovani.
Nel frattempo è emerso che tutte le mail dell’ex presidente del Monte dei Paschi relative al periodo fine giugno-ottobre 2007 presenti sul suo pc e sul server di posta dell’istituto sarebbero state «rimosse volontariamente». Gli inquirenti stanno valutando se tra i messaggi cancellati vi fossero anche documenti relativi alla trattativa che ha portato Mps ad acquisire Antonveneta.

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