Mps, faro della Consob sul titolo

Redazione
22/08/2012

La Commissione analizza l’operatività in borsa sulla banca senese, da tre sedute in tensione dopo che il presidente Alessandro Profumo...

La Commissione analizza l’operatività in borsa sulla banca senese, da tre sedute in tensione dopo che il presidente Alessandro Profumo ha ipotizzato una riduzione della quota della Fondazione per evitare un’eccessiva concentrazione sulla banca. Da venerdì 17 agosto 2012 gli scambi sulla banca sono esplosi, con il 10,7% del capitale passato di mano, mentre il titolo è balzato da 0,18 a 0,24 euro (+33%).
IN TRE SEDUTE PASSATO IL 10,7% DEL CAPITALE. La Commissione, come avviene in circostanze analoghe, sta analizzando i dati richiesti agli intermediari autorizzati allo scopo di capire chi sta operando sul titolo e in particolare se gli scambi siano diffusi oppure se ci siano operatori particolarmente attivi.
Al momento, secondo fonti vicine alla commissione, è prematuro ipotizzare quale possa essere l’esito degli accertamenti. Possibile che, qualora emergano soggetti particolarmente attivi, la commissione voglia capire i motivi di questa operatività.
LE PAROLE DI PROFUMO INCIDONO SUL TITOLO. Gli acquisti sono scattati venerdì 17 agosto 2012, quando la banca è balzata del 17,5%, e sono stati motivati dalle sale operative principalmente con i ragionamenti fatti da Francesco Profumo sulla Fondazione, destinata secondo il banchiere a ridurre la sua quota verso Mps per motivi di eccessiva concentrazione. In Borsa, anche se con un giorno di ritardo (Profumo aveva parlato a mercati aperti giovedì), si è dunque iniziato a speculare sull’ingresso di nuovi soci. Alle parole di Profumo si sono poi aggiunte indiscrezioni, che non hanno trovato conferma, su un interesse di Hsbc per una quota del Monte. Il rally di Mps, agevolato anche dal recupero dei mercati e dal miglioramento dello spread, avviene a ridosso della pubblicazione dei conti semestrali, in agenda il prossimo 28 agosto, e anche su questo punto è alta l’attenzione della Consob. Alcuni analisti hanno ipotizzato perdite superiori al miliardo per via di una nuova svalutazione dell’avviamento di Antonveneta: l’eventualità manderebbe in rosso il bilancio della banca ma consentirebbe all’istituto di non pagare la cedola sui prestiti governativi. Ma tra i trader c’é anche chi giustifica il balzo della banca e gli scambi elevati solo con fatturi tecnici, come le ricoperture rispetto a scoperti aperti prima del divieto della Consob, il rialzo dei Btp e la volontà di prendere posizione su un titolo troppo penalizzato.