Con questo spread la Bce non crede agli obiettivi di Mps

Con questo spread la Bce non crede agli obiettivi di Mps

11 Gennaio 2019 18.34
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Monte dei Paschi di Siena comunica di aver ricevuto dalla Bce la bozza di decisione Srep che, pur riducendo i requisiti patrimoniali richiesti alla banca, ha evidenziato alcuni punti di «debolezza e attenzione» in particolare per quanto riguarda la «capacità di conseguire gli obiettivi del piano di ristrutturazione». Per questo secondo Francoforte occorre «migliorare la redditività, inferiore agli obiettivi» così come «la posizione patrimoniale». Una posizione patrimoniale, si legge nella nota, «indebolita dall'impossibilità di emettere la seconda tranche di obbligazioni T2 entro la fine del 2018 e dagli impatti diretti e indiretti della dinamica dello spread Btp-Bund, soprattutto considerando la significativa esposizione di Mps al debito sovrano italiano». Inoltre la bozza evidenzia «le significative sfide poste dal piano di ristrutturazione sul lato del funding e sulla capacità di Mps di attuare con successo la propria strategia di raccolta, viste le turbolenze che si stanno verificando nei mercati italiani». Monte dei Paschi spiega di aver fornito le informazioni finanziarie in vista dell'integrazione nel prospetto per le emissione internazionali, e ricorda che trattandosi di una bozza, tutte le indicazioni dovranno essere confermate dopo il processo di completamento Srep (Supervisory Review and evaluation process) e incluse nella decisione finale, che dovrebbe arrivare entro il primo trimestre dell'anno. Quanto ai requisiti patrimoniali, la bozza conferma appunto un requisito complessivo dell'11% a livello consolidato (total Srep capital requirement) che include quello aggiuntivo di Pillar 2 del 3%, invariato sul 2018. Per quanto riguarda la guidance la Bce si aspetta che Mps si adegui su base consolidata ad un P2G dell'1,3%, rispetto all'1,5% del 2018. Infine, la Bce raccomanda a Mps di implementare, nei prossimi anni (fino a fine 2026) un graduale aumento dei livelli di copertura sullo stock di crediti deteriorati in essere al marzo 2018, «secondo una logica complementare alle indicazioni fornite nell'Addendum alle Linee guida della Bce per le banche sui «crediti deteriorati».

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