Mps: suicida Rossi, capo della comunicazione

Mps: suicida Rossi, capo della comunicazione

06 Marzo 2013 21.00
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David Rossi, responsabile dell’area comunicazione di Banca Monte dei Paschi di Siena, si è ucciso nella sera del 6 marzo, gettandosi dal suo ufficio al terzo piano della sede dell’istituto a Rocca Salimbeni. Rossi era stato perquisito il 19 febbraio nell’ambito dell’inchiesta su Mps, ma non era indagato. Era solo una persona informata sui fatti e in quanto tale era stato ascoltato dai magistrati.
Il responsabile della comunicazione dell’istituto toscano si è gettato dalla finestra ed è caduto nel cortile interno. I soccorsi, intervenuti tempestivamente, sono però stati inutili.
IL BIGLIETTO NEL CESTINO. Nell’ufficio del 52enne, che giovedì 7 avrebbe dovuto incontrare l’amministratore delegato del gruppo Fabrizio Viola a Firenze, è stato ritrovato nel cestino un biglietto accartocciato destinato alla moglie. «Ho fatto una cavolata», aveva scritto Rossi.
Alcune fonti inoltre hanno rivelato che il dirigente era apparso molto preoccupato. Forse perché spaventato per alcune nuove intercettazioni emerse sul caso Mps. E aveva svelato il suo stato d’animo ad alcuni amici. Anche se ai colleghi che lo avevano contattato negli ultimi giorni per le ultime notizie sull’istituto di credito aveva risposto con la stessa cordialità e professionalità di sempre.
LA SCOPERTA DEL SEGRETARIO. A lanciare l’allarme e ad accorgesi del suicidio di Rossi è stato il suo segretario. Entrato nell’ufficio verso le 21, l’uomo ha visto la finestra aperta, si è affacciato ed ha scorto a terra, una decina di metri sotto, il corpo del capo della comunicazione della banca. Rossi, infatti, si è lasciato cadere in una stradina adiacente Rocca Salimbeni, dove difficilmente passa qualcuno.
Gli accertamenti della morte del dirigente sono stati affidati al sostituto procuratore Nicola Marini, l’unico dei quattro magistrati della procura di Siena che non si occupa dell’inchiesta sulla banca. Con lui sono però arrivati sul posto anche i sostituti Antonino Nastasi e Aldo Natalini, due dei tre magistrati titolari dell’inchiesta su Mps.

Il guru della comunicazione di Mps

Rossi era stato coinvolto nelle indagini coordinate dalla procura di Siena sul caso Mps. Sia il suo ufficio sia la sua abitazione erano stati perquisiti dagli uomini della guardia di finanza che conducono le indagini sul caso. Gli inquirenti erano a caccia di prove, e-mail, documenti e riscontri che però non erano stati trovati.
INCARICO DELLA VECCHIA DIREZIONE. Il 52enne, che ricopriva anche il ruolo di vicepresidente del Centro internazionale di arte e cultura di Palazzo Te con delega al marketing ed era membro del consiglio di amministrazione di Vernice per i progetti culturali, era un elemento di vertice della banca e da anni gestiva il prestigioso incarico che gli era stato affidato dalla vecchia direzione. Rossi aveva infatti rapporti molto stretti, anche personali, con il presidente Giuseppe Mussari.
UN SODALIZIO INIZIATO NEL 2001. Il sodalizio tra i due era cominciato nel 2001, quando l’ex presidente di Mps e Abi era a capo della Fondazione, azionista di riferimento con il 34,9% del capitale della banca, e Rossi era il responsabile della comunicazione dell’ente.
Da sempre vicino a Mussari, Rossi se era rimasto al suo posto pure dopo l’arrivo del nuovo presidente Alessandro Profumo e dell’amministratore delegato Fabrizio Viola. Nel 2006 lo seguì a Rocca Salimbeni, quando Mussari assunse la presidenza della banca. Non andò con lui, invece, quando l’ex presidente del Monte passò all’Abi.
L’IMPEGNO CON PALAZZO TE. Dopo le perquisizioni a Rossi, il presidente del Centro internazionale di arte e Cultura di Palazzo Te, Angelo Crespi aveva espresso solidarietà al responsabile comunicazione di Mps. «Spero che tutto possa risolversi al meglio, posto che la situazione della banca è molto grave e sotto gli occhi di tutti», erano state le sue parole. E su Rossi disse: «Ha dato un contributo importante all’organizzazione della mostra sul 900 e per il convegno cui parteciparono i musei più importanti del mondo».
EX PORTAVOCE DEL SINDACO. Nato a Siena nel 1961 – era della contrada della Lupa – Rossi era molto conosciuto in città. Prima di arrivare a Mps, era stato portavoce del sindaco di Siena Pier Luigi Piccini.
Il 52enne era considerato il guru indiscusso della comunicazione della banca toscana. È al suo apporto creativo che si deve il rilancio del brand della banca e dal 2006 al 2011 l’istituto di credito avrebbe speso circa 355 milioni di euro di pubblicità per diverse campagne pubblicitarie di grande rilievo per il gruppo, come quelle che avevano visto la partecipazione di personaggi come Luciano Pavarotti e il regista Giuseppe Tornatore.
SANTANCHÈ: «SCONVOLTA». Tra i primi a commentare l’estremo gesto del responsabile dell’area comunicazione dell’istituto di Rocca Salimbeni, Daniela Santanchè. «Quando le persone perbene finiscono nel tritacarne della magistratura succedono queste disgrazie», ha detto la deputata del Popolo della libertà, «sono sconvolta. Spero che se esiste una giustizia qualcuno ne debba rispondere».

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