Fdi contro il direttore del museo egizio: se al governo lo cacciamo

Fdi contro il direttore del museo egizio: se al governo lo cacciamo

12 Febbraio 2018 07.07
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«Stiano tranquilli il direttore Greco e gli estensori dell'anacronistico appello: una volta al governo Fratelli d'Italia realizzerà uno dei punti qualificanti del proprio programma culturale che prevede uno spoil system automatico al cambio del Ministro della Cultura per tutti i ruoli di nomina, in modo da garantire la trasparenza e il merito, non l'appartenenza ideologica». Assume toni minacciosi la polemica che da giorni vede esponenti Lega Nord e Fratelli d'Italia contro il blasonato Museo Egizio di Torino, reo di aver lanciato, tra le sue tante iniziative promozionali, un'offerta per le giovani coppie arabe alle quali si offrono due entrate con un solo biglietto.

SOLIDARIETA' DAL MIBACT. E se i toni sembravano essersi placati il 9 febbraio con l'incontro tra la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni e il direttore dell'Egizio Christian Greco (che aveva offerto alla candidata un libro sul museo e spiegato a lei e ai militanti che la accompagnavano che «il museo è aperto a tutti» e che l'iniziativa per le coppie arabe è solo una delle tante) l'11 è scoppiata di nuovo bufera dopo che al museo è arrivata una nota di solidarietà dei comitati tecnici scientifici del Mibact, ovvero gli esperti che affiancano il Consiglio superiore dei beni culturali.

Nella lettera, firmata da Mariarosaria Barbera, Letizia Gualandi, Eugenio La Rocca (comitato per l'archeologia), Fabio Donato, Paola Dubini, Pierluigi Sacco, Maria Utili (comitato per i musei e l'economia della cultura) i tecnici del ministero guidato da Dario Franceschini si schierano accanto al museo torinese (che tra l'altro è gestito da una fondazione) e al suo direttore esprimendo «solidarietà e condivisione per le sue scelte culturali aperte e intelligenti». Ma nello stesso tempo stigmatizzano le critiche avanzate da Meloni spiegando che a loro avviso «nessuna scelta culturale debba essere oggetto di strumentalizzazioni e attacchi politici: la medesima formula oggi contestata, forse perché in periodo pre-elettorale», hanno fatto notare, «è stata ideata e applicata dallo stesso Museo e senza alcuna contestazione già un anno fa».

FDI: «PROCLAMA DA ANNI DI PIOMBO». Immediata la reazione di Fratelli d'Italia, prima con Bruno Murgia, deputato della commissione cultura , che parla di «spiacevole intromissione del Mibact», poi con il responsabile nazionale comunicazione di Fratelli d'Italia Federico Mollicone, che è intervenuto a gamba tesa definendo la lettera dei Comitati Mibact «un appello in stile anni di piombo». «Criticare la politica di gestione di una Istituzione culturale pubblica, come ha fatto Giorgia Meloni in modo civile davanti al Museo Egizio, è e deve essere assolutamente possibile in una Nazione libera. La campagna di comunicazione fatta dal Museo in arabo è il sintomo della malattia dell'Occidente. Un pensiero debole che distrugge la propria storia e identità a favore delle altre. Una iniziativa ideologica e anti italiana».

«SE AL GOVERNO CACCEREMO GREGO». Poi l'affondo contro il direttore Greco, ma anche contro gli esperti nominati in supporto dei Consiglio superiore dei beni culturali che lo hanno voluto difendere. La politica culturale di Fratelli d'Italia, avverte Mollicone, «prevede uno spoil system automatico al cambio del Ministro della Cultura per tutti i ruoli di nomina, in modo da garantire la trasparenza e il merito, non l'appartenenza ideologica"». Sorridente e amichevole, Greco ha sempre risposto alle proteste spiegando: «Lo sconto agli arabi è un gesto di dialogo. Noi siamo aperti a tutti e vogliamo favorire l'inclusione e la diffusione della cultura. Quella per le persone in lingua araba è solo una delle tante iniziative, che tra l'altro dura tre mesi. Stiamo per lanciarne una per gli studenti, forse direte che discriminiamo i quarantenni?».

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