Concerti, artisti, tendenze, dischi da ricordare: il 2023 in musica

Michele Monina
31/12/2023

È stato l'anno delle donne, da Taylor Swift alle nostre Elodie, Annalisa, Madame e Angelina Mango. Quello dei grandi live con i Pinguini Tattici Nucleari sul podio seguiti da vecchie glorie come Ferro, Cremonini e Pezzali. E anche l'anno dei ritorni dei Baustelle, I Cani e Calcutta.

Concerti, artisti, tendenze, dischi da ricordare: il 2023 in musica

Il 2023 sta arrivando alla fine, e come sempre arriva il momento di ricordare i momenti, le canzoni, gli artisti salienti. È stato un anno assolutamente in linea con l’epoca che lo ospita, fatto di picchi, di fiammate che presto si spengono, o vengono dimenticate per altre fiammate su altre colline. La sensazione è che nulla, o quasi, di quel che ne è uscito resterà nella storia. E anche questo è perfettamente in linea col periodo più frammentario e distratto di sempre.

Le polemiche da ricordare: dai calci di Blanco alle rose di Sanremo alle offese di Paoli a Elodie

Dovendo quindi partire dagli eventi, si potrebbe iscrivere d’ufficio il 2023 tra Blanco che prende a calci le rose sul palco dell’Ariston durante la 73esima edizione del Festival della Canzone Italiana – vinto da Marco Mengoni con Due mondi – ed Elodie, anche lei in gara a Sanremo, che si dimena sexy al Forum, in una delle cinque date che l’ha vista calcare quel palco, il tutto stigmatizzato da un Gino Paoli quantomai poco lucido e particolarmente sgradevole, seduto di fronte al microfono di Aldo Cazzullo del Corriere. Certo, si sarebbe pure potuto spostare l’attenzione su altre situazioni non troppo distanti da queste, che so?, Rosa Chemical che bacia in bocca Fedez, sempre sopra le medesime assi dell’Ariston, e le polemiche a uso social di chi vorrebbe i La Sad fuori dal prossimo Sanremo, a causa di atteggiamenti e testi che hanno in realtà fatto sì che i tre crestuti artisti finissero forse troppo velocemente nella categoria Big dei cantanti italiani.

Cosa manca a Elodie per diventare una vera pop star internazionale
Elodie (da Youtube).

Sanremo si conferma ancora e l’unica via per il successo

Uno dirà, ma sempre e soltanto il Festival? Ecco, questo è un tratto distintivo della musica, almeno quella italiana, oggi. Amadeus, giunto alla sua quinta e, per ora, ultima edizione da conduttore, direttore artistico, presidente di giuria di Sanremo Giovani e di Area Sanremo – forse ho dimenticato qualcosa – è riuscito nell’impresa di far diventare Sanremo Festivalbar, ma anche il Concertone del Primo Maggio, il Club Tenco, tutto. La musica che gira intorno, per dirla con Fossati, ma anche quella che gira dentro, passa quasi tutta di lì. Basta guardare le classifiche degli ultimi tempi: Rkomi nel 2021, Lazza nel 2022 e Geolier, in buona compagnia di chi le classifiche le ha sbancate in radio e nei singoli, quindi Annalisa e The Kolors, rispettivamente con Bellissima (da non confondersi con Bellissimissima di Alfa, altra hit estiva), Mon Amour e Disco Paradise, lei, e ItaloDisco loro. Quindi parlare di musica italiana, oggi, almeno di mercato e parlare di Sanremo è tutt’uno. Così come parlare di social, perché sembra che nulla sia realmente accaduto se non diventa in qualche modo virale, memabile, direbbe chi coi social è nato. Certo, un filone a parte meriterebbero coloro che sono in classifica e al contempo anche in carcere, o agli arresti domiciliari, penso a quel Baby Gang che sta veleggiando verso i due miliardi di stream dei suoi pezzi su Spotify, o a Shiva che è nella top 10 degli artisti più ascoltati dell’anno, entrambi fermi un giro come a Monopoli, fatto che per altro mi spinge almeno a citare il ritorno dei Club Dogo, “spoilerato” dal sindaco di Milano Beppe Sala in un video con Claudio Santamaria dove il capoluogo lombardo è “trattato” come Gotham City. Del resto il rapporto tra rap e violenza è stato ampiamente cavalcato: le polemiche intorno all’esclusione di Emis Killa dal capodanno di Ladispoli e quelle su certi testi di Sfera Ebbasta, altro campione di vendite di questo 2023, son sotto gli occhi di tutti.

Con Ragazza sola Annalisa chiude in bellezza una fortunata trilogia
Annalisa (dal profilo Fb).

Il boom dei live: Pinguini Tattici Nucleari sul podio

Ma visto che si parla di eventi forse è il caso di sottolineare come il 2023 non abbia fatto che confermare il boom dei live, specie quelli nelle grandi arene, cominciato lo scorso anno. Campioni di biglietti strappati, sorpresa solo per chi non segue attentamente il sistema musica, sono i Pinguini Tattici Nucleari, che con 11 stadi sold out, un Campovolo e con la prevendita dei biglietti per il tour indoor del 2024 superano quota un milione, andando da soli a occupare quasi il 5 per cento di tutto il sistema live italiano. Un fenomeno inarrestabile, quello di Riccardo Zanotti e soci, che attesta come la musica pop, in questo mare montante di trap e rap, possa ancora resistere, nonostante l’evidente naufragio discografico di chi il pop lo faceva nei decenni precedenti. Che il primo disco di Laura Pausini dopo quasi sei anni non sia finito primo in classifica, e dopo tre settimane sia uscito dalla Top 20 dice tutto quel che c’è da dire a riguardo. Segue, questo sì a indicare una controtendenza rispetto al mercato, Vasco Rossi, uno che tutt’ora è in grado di macinare record e che, nonostante non faccia numeri folli su Spotify, è capace come nessuno di portare gente dentro gli stadi. Il discorso si potrebbe allargare ad altri fenomeni più o meno del passato, penso a Tiziano Ferro, Cesare Cremonini, Max Pezzali tanto per fare qualche nome. Con qualche eccezione come il già citato Blanco costretto a svendere i biglietti per evitare un flop clamoroso. Mettiamola così: i grandi eventi funzionano, nonostante prezzi dei biglietti a volte improponibili, ma bisogna arrivarci con calma onde evitare di bruciarsi sul nascere. Una nota a margine, neanche troppo a margine, la merita Marracash, campione di ascolti sul fronte rap di vecchia generazione che col suo Marragheddon, a Milano e Napoli, ha messo insieme per la prima volta la Woodstock del genere, portando quasi 150 mila persone a ascoltare lui stesso e il meglio della scena, davvero una visione lungimirante.

Marracash attacca Morgan «Mentre gratti gli ultimi soldi non mi nominare più»
Marracash (Instagram).

L’anno delle donne e la sorpresa Angelina Mango

Parliamo ora di canzoni, con tutta la difficoltà del caso. Cosa è stato il 2023 dal punto di vista musicale? Indubbiamente l’anno della trap, in Italia, questo ci dice la classifica dello streaming che ormai è la sola che abbia un senso guardare, con nomi ormai consolidati, Geolier, appunto, Tedua, Sfera Ebbasta, Shiva, thasup, a fianco dei soliti vecchi come Guè o il già citato Marracash. Ma anche l’anno delle donne, come non succedeva da una vita, diciamo dagli Anni 80: Elodie, con  Due  e  Pazza musica,  tormentone estivo piuttosto anomalo tirato fuori in coppia con Marco Mengoni; Annalisa, nostra signora del Pop, lì a sfornare un singolo bomba dopo l’altro; Madame, il cui passaggio sanremese e il successivo album  L’amore  ha confermato quanto di ottimo già ci aveva fatto intuire; la nuova entrata Angelina Mango, figlia d’arte, che con  Ci pensiamo domaniChe t’o dico a fa  e  Fila indiana  dimostra la stoffa del talento vero. Non ultimo il ritorno di Paola e Chiara, che di tutte queste artiste sono state in qualche modo sorelle maggiori, di nuovo insieme a proporre un pop di sapore internazionale. Un 2023 al femminile, dunque. Fatto, questo, che per un attimo porta l’Italia in linea con quanto succede Oltreoceano, da tempo in mano a artiste donne. Taylor Swift non a caso indicata come personaggio dell’anno da Time e donna dei record con oltre due miliardi di dollari portati a casa col suo Eras Tour, ma anche SZA, Miley Cyrus, Catherine Polachek, Megan Thee Stallion, Nicki Minaj, Cardi B, insomma, una bella ondata femminile sulla quale la bionda interprete di  Anti-hero  surfa con successo e personalità invidiabili.

Il flop di Tommaso Paradiso e il ritorno di Calcutta, I Cani e i Baustelle

Un fenomeno più internazionale che italiano sembrano essere ormai i Maneskin.  Da poco si è concluso il loro tour mondiale praticamente sold out ovunque (Italia compresa, qui si parlava di dischi), e mentre rientrano le inutili chiacchiere su una ipotetica fuoriuscita dal gruppo di Damiano David, si registra come il fuoriuscito Tommaso Paradiso sia riuscito nell’impresa impossibile di mandare all’aria il tesoretto di pubblico che aveva raccolto con i TheGiornalisti, il tutto mentre tornano gli altri campioni dell’indie, Calcutta, fuori dopo anni con il nuovo album Relax  e ora in tour, e I Cani, insieme ai Baustelle titolari di un doppio singolo molto originale e difficile da reperire (si trova solo in vinile e su SoundCloud, per ora).

Concerti, artisti, tendenze, dischi da ricordare: il 2023 in musica
I Baustelle (dal profilo Fb).

Da Tina Turner a Bacharach fino a Sinead O’Connor e McGowan: chi ci ha lasciato nel 2023

L’elenco dei morti lasciati sul campo anche quest’anno dal mondo della musica è troppo lungo, e non sto certo parlando del reggaeton, finalmente uscito dai nostri radar, ma qualcuno non possiamo non citarlo: da Jeff Beck a David Crosby, da Tom Verlaine dei Television a Burt Bacharach, da Alberto Radius a Keith Reid dei Procol Harum, da Ryuichi Sakamoto a Federico Salvatore, da Harry Bellafonte e Tina Turner ad Atrud Gilberto, da Jane Birkin a Tony Bennett, da Sinead O’Connor a Sixto Rodriguez, da Robbie Robertson a Toto Cutugno, fino a Shane McGowan dei Pogues, e tanti i nomi non finiti in questa mesta carrellata.

Nel cast del film anche Saoirse Ronan e Niamh Algar per rappresentare tre fasi della sua vita. Sinead O'Connor preparava anche un album.
Sinead O’Connor durante un suo concerto nel 2013 (Getty Images).

E poi alla fine torna sempre Morgan…

Non sarebbe un anno in musica se non facessimo un veloce riscontro di come ormai lo streaming abbia mandato in soffitta i supporti fisici in discografia, di come le radio continuino con l’emorragia di ascoltatori che certo non è destinata a fermarsi e di come i talent siano sempre meno capaci di esprimere talenti sul breve, i successi di Maneksin, Annalisa e The Kolors arrivano ben dopo il loro passaggi a  X Factor  e  Amici, e forse la storia a lieto fine di Angelina Mango va catalogata come eccezione che conferma la regola. Resta che unica costante di tutti questi ambiti rimane Morgan, prima tornato in tv con lo  Stramorgan  da Mamma Rai e poi passato, una vera toccata e fuga, da  X Factor,  prima del noto allontanamento che per qualche ora ha ridato una defibrillata al corpo morente del talent targato Sky. Il futuro è tutto da scrivere, e chissà che a farlo non sia una intelligenza artificiale, spauracchio che proprio quest’anno si è affacciato sulla scena, come ci ricorda la vicenda di GhostWriter e della finta hit americana con Drake e TheWeeknd.