Musica italiana: quali sono i nomi nuovi su cui puntare nel 2024

Michele Monina
05/01/2024

Per scoprire chi e cosa ascolteremo nel nuovo anno basterà guardare Sanremo, via obbligata per il successo. Ma se volessimo uscire dal mainstream? Segnatevi questi nomi: Marta Tenaglia, Irene Buselli, Daniela Pes, Cance. E Lorenzo Lepore, la nuova generazione del cantautorato romano. Ascoltare per credere.

Musica italiana: quali sono i nomi nuovi su cui puntare nel 2024

Quest’anno, anche per chi segue solo distrattamente i fatti di cronaca, il classico e amletico e natalizio interrogativo se sia meglio il panettone o il pandoro sembra non essere stato speso più di tanto su quotidiani e magazine. Anche solo citare la parola pandoro, infatti, porta strascichi di polemiche che sono assai poco festive. Non sono invece mancati le tipiche classifiche di fine anno, dalle quali anche chi scrive non si è sottratto, e i pezzi sul Whammageddon. E ora non può che arrivare il piatto tipico di fine anno, puntuale come le lenticchie col cotechino al cenone del 31: cosa ci attende nel 2024. A dire il vero ciò che ci aspetta è in buona parte prevedibile: lo vedremo sul palco dell’Ariston. Amadeus, giunto alla quinta edizione, ha pescato nomi nuovi sui quali concentrare lo sguardo. Un esercizio di stile queneuano che presta sin da subito il fianco a un certo scetticismo, perché se veramente chi scrive sapesse con certezza su chi puntare presumibilmente lo si vedrebbe aprire una propria agenzia di management o etichetta discografica. Ma è fine anno: se si passano le giornate a giocare a tombola e a 7 e mezzo con parenti che si evitano tutto il resto dell’anno, si potrà pur scherzare un po’ su un mondo del resto effimero come quello musicale, no?

Marta Tenaglia si conferma un talento puro con After Verecondia 

Allora, partiamo da un nome che, per qualità e talento, dovrebbe stare nelle playlist di tutti (ormai nel 2024, col mercato totalmente in mano allo streaming tocca dire così: non abboccate al trucchetto ordito da FIMI di scorporare le classifiche di streaming da quelle dei supporti fisici, i numeri, in questo caso davvero, parlano chiarissimo): Marta Tenaglia. Cantautrice milanese assolutamente contemporanea nella scrittura e nei suoni, con un esordio folgorante come Guarda dove vai, è tornata sul volgere del 2023 con un secondo lavoro che, se possibile, alza ulteriormente il tiro. Se infatti il primo disco era una sorta di potpourri di situazioni quotidiane, intime, sentimentali, metropolitane, il tutto raccontato con una originalità e un acume difficilmente riscontrabili anche in penne assai più d’esperienza – ascoltatevi brani come Vantilatore, Ikea, Alda Merini Centravanti, Osmanto o Invisibile per credere –  stavolta Marta decide di indossare i panni della femminista 3.0 e di scendere in piazza metaforicamente a far sentire la propria voce. Così After Verecondia, questo il titolo del suo secondo album, è una sorta di trattato assolutamente lucido e a fuoco dello stato dell’arte in Italia di quel che è l’essere donna oggi. Il tutto però raccontato con una poesia e una poetica assolutamente originali, una capacità di scrivere canzoni che dovrebbe spingere chiunque sia ai vertici di una qualsiasi major a correre da Costello Records, la sua valente etichetta indipendente, con la classica valigetta piena di soldi, implorando di poterla avere nel proprio roster. I sei primi brani – Circe, Allodole, Finestra, Marmo, Peccato, Anima infinita – credo di poter dire con l’arroganza di chi scrive da una vita di musica, non hanno corrispettivi nella discografia italiana del nuovo millennio per potenza e sentimento. Ecco, quindi lei è un nome sicuro su cui puntare, non fosse altro per ascoltare musica di alta qualità che fa anche pensare.

Annotarsi i nomi di Irene Buselli, Daniela Pes e Cance

Nel caso leggendo quanto scritto fin qui abbiate gridato «Ancora con ‘sto femminismo, che palle!», per fugare ogni dubbio a riguardo chi scrive pensa a ragione che il futuro della musica sia in effetti al femminile, per almeno un paio di ragioni solide. Le donne sono state talmente lasciate fuori dal sistema musica, da aver metabolizzato una forma di scrittura assai più originale di quella degli uomini. Ovviamente generalizzo, ma stavolta sono supportato dai numeri. Come dire, sei fuori dal sistema, quindi non devi stare alle regole e ai canoni, puoi permetterti sperimentazioni che chi è sempre stato dentro il sistema non può neanche immaginare. E poi perché, diciamolo, pensare ancora oggi a una società esclusivamente maschile ci dovrebbe indurre verso un inaridimento che con l’arte non ha proprio nulla a che vedere. Quindi, andando a pescare in due delle manifestazioni dedicate agli emergenti più interessanti in Italia, il Premio Bianca D’Aponte e Music For Change/Musica contro le mafie, mi sento di tirare fuori due nomi che, però, in questa classifica vanno a occupare un unico posto(le regole stavolta le detto io). Il primo nome è quello di Irene Buselli, che con Così sottile ha fatto incetta di premi all’ultima edizione del primo contest dedicato alle cantautrici in Italia, quello di Aversa. Il suo album d’esordio Io Io Io è un concentrato di classe e, ancora una volta, originalità, con una scrittura che entra sotto la pelle di chi ascolta, pur su suoni mai particolarmente sperimentali. Buselli è una delle cantautrici più interessanti del momento, Così sottile, per intendersi, doveva e poteva portarsi a casa la Targa Tenco come Miglior canzone dell’anno.

Per altro, visto che si parla di Targhe Tenco, Spira di Daniela Pes, geniale opera prima della cantautrice sarda inventrice di una lingua nuova che appoggia con maestria su musiche degne di una rediviva Björk, merita assolutamente più di un ascolto. Guardando invece al contest di Cosenza, pur riscontrando negli otto finalisti nomi assolutamente interessanti (penso alla Calliope di Terra, al Montenegro di Occhi stanchi, al Zarat di Lady o alla Lula di Il figlio che non ho), credo che sia ancora presto per focalizzare l’attenzione su uno di loro, mentre mi sembra assolutamente matura una ex partecipante, poi entrata nello staff del premio ideato da Gennaro De Rosa, Cance. Recentemente è uscito il suo primo album, Sublunare, che ci presenta una cantautrice assolutamente in stato di grazia. Ascoltate tutto il lavoro, ma se siete di fretta concentratevi su tracce quali Dolce Venere, Mesopotamia, Boom Boom. Una scrittura certamente più classica, minimalista nei suoni, ma assolutamente essenziale, sostanza che si fa forma.

Lorenzo Lepore, la nuova generazione del cantautorato romano 

Siccome però non ci piace, uso un plurale giusto per provare a non prendermi tutte le responsabilità del caso, passare per chi è schierato solo e esclusivamente da una parte, direi che il nome di un maschietto, a questo punto, è necessario e quel nome è Lorenzo Lepore, cantautore romano che già ha avuto modo di mettersi in mostra a Musicultura, oltre che dentro quel gioiello ora in sbaraccamento di Officina Pasolini. Il suo album d’esordio Fuori onda, in odor di cantautorato romano stile Il Locale, per intendersi i vari Daniele Silvestri, Tiromancino, Niccolò Fabi e Max Gazzè, ce lo mostra con una penna affilata, ironica e malinconica e perfettamente iscritto nel Dna della sua generazione. Le le sue canzoni – ascoltate Vent’anni, Malinconia, Vietnam o Ci avete rotto per farvi un’idea – calzino a pennello alla Gen Z, come un abito attillato che ne evidenzia le forme, senza lasciare che i difetti – chi non ne ha? – ne sminuiscano il fascino. Un cantautore che farà sicuramente strada. Anche per questo provare a fermare lo scempio dello sfratto dell’hub culturale Officina Pasolini dovrebbe essere un punto fermo nell’agenda di chiunque abbia a cuore l’arte e la cultura: sia messo agli atti.

Il 2024 sarà ovviamente l’anno dei trapper-rapper da milioni di stream e della conferma di Angelina Mango

Ok, abbiamo fatto alcuni nomi: Marta Tenaglia, Irene Buselli/Cance, Lorenzo Lepore. Qualcuno penserà: ma come, neanche un artista che pratichi la musica del momento, la trap o il rap? O magari un artista urban? Ora, star qui a citare uno dei tanti artisti che fanno miliardi di streaming, converrete, non è certo operazione che richiede grande riflessione o sforzo. Ovvio che questo sarà l’anno del ritorno dei Club Dogo, un album nuovo in uscita, 10 Forum di Assago già sold out. E ovvio che sarà anche l’anno di Baby Gang, quasi due miliardi di streaming da parte, un Forum previsto nonostante si sia beccato oltre cinque anni per fatti legati alla cronaca nera, ma in questo caso non c’è nulla da “scoprire”. Quindi no, non farò nomi di trapper, rapper o artisti già presenti nel mainstream. A occhio posso dire che il 2024 vedrà la conferma di Angelina Mango, talento cristallino di razza, ma anche questo è facilmente prevedibile da chiunque abbia un paio di orecchie.