Il piano di Mustier per Unicredit prevede uscite tramite prepensionamenti

Messaggio dell'amministratore delegato ai dipendenti dopo le voci sui 10 mila posti da tagliare: «Saremo socialmente responsabili». Ma il sindacato lo attacca: «Pifferaio magico recordman di esuberi».

23 Luglio 2019 19.05
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Una sforbiciata da 10 mila posti di lavoro per Unicredit. Già, ma con quale criterio? L’amministratore delegato Jean Pierre Mustier ha dato qualche indicazione sulle intenzioni dell’azienda, provando a rassicurare i dipendenti con un messaggio. Anche se il sindacato non l’ha presa bene. «Siamo nelle prime fasi di sviluppo del nostro nuovo piano quadriennale di gruppo. Il piano sarà finalizzato a novembre 2019 e sarà presentato a voi e ai nostri investitori il 3 dicembre», ha scritto il Ceo, chiarendo che «ogni evoluzione del gruppo e di tutte le nostre banche sarà gestita attraverso il prepensionamento e, come sempre, in modo socialmente responsabile e in linea con le rappresentanze dei lavoratori del gruppo».

RASSICURAZIONI DOPO LE «SPECULAZIONI MEDIATICHE»

Mustier nel rivolgersi ai colleghi in relazione a quelle che ha definito «qualche speculazione mediatica» ha detto di voler dare «alcune informazioni di contesto in modo che non andiate in vacanza con queste voci in mente». A tal proposito, l’ad ha ricordato come in una recente intervista abbia evidenziato che «nel nuovo piano lavoreremo ancor di più sulla trasformazione di Unicredit» e che l’efficienza deriverà principalmente dall’ottimizzazione delle attività, «semplificando i nostri processi e la nostra gamma di prodotti attraverso l’automazione e la digitalizzazione. Questa sarà una leva fondamentale in un contesto di debole crescita economica e di tassi negativi che ci aspettiamo per i prossimi anni in Europa».

IL RINGRAZIAMENTO PER I RISULTATI OTTENUTI

Il manager nel concludere il messaggio ha affermato di sapere che «negli ultimi tre anni vi abbiamo chiesto molto. Il vostro inesauribile impegno verso Unicredit e il sostegno a Transform 2019 è stato prezioso per renderci una banca migliore e più forte: una banca paneuropea vincente. Ora siamo all’ultimo tratto del piano, con i nostri obiettivi in vista. Permettetemi di ringraziarvi ancora una volta e di congratularmi con tutti voi per tutti i risultati finora ottenuti».

IL SINDACATO: «TAGLI PARI AL 29% DELLA FORZA LAVORO, COMPLIMENTI»

La Federazione autonoma bancari italiani (Fabi) ha però risposto tramite le parole del segretario Lando Maria Sileoni, che ha definito Mustier «pifferaio magico». «Caro Jean Pierre, nella lettera indirizzata ai dipendenti confermi quello che non smentisci: i tagli al personale. Se saranno 10 mila gli esuberi, sotto la tua preziosa gestione, i tagli arriverebbero a 24.700, pari al 29% dell’attuale forza lavoro. Complimenti, un vero record». E ancora: «Unicredit a livello globale nel 2013, prima del tuo arrivo, aveva oltre 140 mila dipendenti. Oggi sono circa 86 mila».

«UNICREDIT ITALIA È L’AREA PIÙ REDDITIZIA»

Quindi l’affondo: «Dal pifferaio magico, però, non escono i seguenti numeri. Il cost income di Unicredit oggi è al 52,8%, tra i migliori in Europa. Il costo del lavoro degli 86 mila dipendenti attuali è di 6 miliardi di euro, pari a solo il 30% dei ricavi, attesi poco sotto i 20 miliardi nel 2019. Unicredit Italia è oggi l’area di business più redditizia dopo l’Ungheria e produce, nel primo trimestre 2019, 395 milioni di utili netti su 1,3 miliardi del gruppo».

Mustier, a te interessa solo avere una banca forte patrimonialmente per creare le condizioni per una fusione in Europa in cui tu sia predatore e non preda

Lando Maria Sileoni (Fabi)

Sileoni ha attaccato: «I ricavi sono fermi, ma a te, pifferaio magico, i ricavi non interessano». Mustier è accusato di aver venduto i gioielli di famiglia e di preoccuparsi solo di «avere una banca forte patrimonialmente, pulita dalle sofferenze per creare le condizioni per una fusione in Europa in cui sia predatore e non preda».

«QUANTO GUADAGNA MUSTIER TRA STIPENDIO E STOCK OPTION?»

E poi un dubbio: «Non vorrai mica lasciare l’Italia e trasferirti in Europa? Perché, se così fosse, tutti i lavoratori bancari che hanno fatto la tua fortuna non la prenderebbero bene». Sileoni ha chiuso la lettera rivolgendo a Mustier «un’ultima domanda: uno che ha in mente di tagliare 24.700 posti di lavoro può dire pubblicamente quanto guadagna tra stipendio e stock option?».

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