I reporter della Reuters incarcerati in Myanmar sono stati rilasciati

Wa Lone e Kyaw Soe Oo erano stati condannati a sette anni di reclusione per aver diffuso documenti di Stato sui crimini delle forze armate contro i Rohingya.

07 Maggio 2019 06.13
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I due giornalisti dell'agenzia di stampa Reuters, Wa Lone e Kyaw Soe Oo, condannati in Myanmar a sette anni di reclusione per aver diffuso documenti di Stato sui crimini delle forze armate contro i Rohingya sono stati rilasciati. Lo ha reso noto martedì 7 maggio il direttore del carcere in cui erano rinchiusi.

IL GOVERNO HA CONCESSO LA GRAZIA A 6 MILA DETENUTI

I due giornalisti, entrambi birmani, sono stati rilasciati nell'ambito di una grazia concessa a 6 mila detenuti dal governo del Paese. Wa Lone e Kyaw Soe Oo erano stati arrestati nel dicembre 2017 per la loro copertura dell'offensiva delle forze armate contro la minoranza musulmana nello stato Rakhine, da dove 700 persone mila sono fuggite in Bangladesh.

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I due giornalisti erano stati prelevati subito dopo aver incontrato in un ristorante un ufficiale che gli aveva consegnato un documento. L'uomo aveva poi testimoniato durante il processo, raccontando che il tutto era stato pianificato come una trappola i due giornalisti scomodi.

PERSONE DELL'ANNO SECONDO LA RIVISTA TIME

La condanna dei due giornalisti era stata fortemente criticata da associazioni per la difesa dei diritti umani come Amnesty International e Human Rights Watch (Hrw), con quest'ultima che aveva etichettato la sentenza come «politicamente motivata» e, nella persona di Brad Adams, direttore dell'organizzazione per l'Asia, aveva parlato della «volontà della giustizia birmana di mettere il bavaglio a coloro che riferiscono sulle atrocità dei militari». Lo scorso dicembre, la rivista Time aveva inserito i due reporter nella lista di "Persone dell'anno", assieme al saudita-americano Jamal Khashoggi – ucciso a Istanbul – e alla filippina Maria Ressa, come rappresentanti della categoria dei giornalisti perseguitati per la loro attività di ricerca della verità.

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