A Napoli il cantiere dell'Unesco ha chiuso per racket

A Napoli il cantiere dell’Unesco ha chiuso per racket

La ditta appaltatrice del restauro internazionale ha denunciato minacce e sospeso i lavori. I residenti: «Segno di resa da parte dello Stato che alza bandiera bianca».

09 Maggio 2019 12.12

Like me!

Il cantiere per i lavori di restyling di Porta Capuana, nel cuore di Napoli, finanziati nell'ambito del Grande Progetto Unesco, è rimasto vuoto perché l'impresa appaltatrice dei lavori, come riferisce Il Mattino, ha ritirato uomini e mezzi dopo aver denunciato in questura due giorni consecutivi di minacce e pressioni da parte del racket delle estorsioni. Il presidente della municipalità chiede la riapertura immediata «anche con un presidio della polizia»

«LO STATO SI ARRENDE E ALZA BANDIERA BIANCA»

«Se una ditta impegnata in un lavoro così importante è costretta a fuggire, vuol dire che lo Stato si arrende e alza bandiera bianca». C'è ira e amarezza tra i residenti e i commercianti di Porta Capuana, un'area poco distante dal Duomo e dalla stazione centrale di piazza Garibaldi. . Un negoziante che chiede l'anonimato è ancora più amaro: «Loro sono tornati in Molise, noi siamo costretti a restare qui. Ricevendo ogni giorno pressioni e richieste di ogni tipo. Il cantiere dove fino a due giorni fa lavoravano operai e mezzi della Spinosa Costruzioni di Isernia è deserto. Un'area grande quasi come due campi di calcio, dove l'impresa lavorava al restyling di una delle zone storiche più importanti di Napoli. Un'area che sperava nei lavori per diventare attrattore turistico,«visto che il boom di presenze registrato in altre zone della città qui non è mai arrivato», dicono gli esercenti. I tavolini dei bar sono vuoti, così come i negozi. «Le autorità e le istituzioni invitano sempre a denunciare il racket. Bene, questa ditta lo ha fatto e non è cambiato nulla, anzi è stata costretta a fuggire. Se dobbiamo arrenderci, lo si dica chiaramente». Oggi il quartiere vede allontanarsi la speranza del cambiamento mentre restano i disagi legati al cantiere, così ampio che in un tratto il marciapiede è stato ristretto e consente il passaggio di un solo pedone alla volta. «Problemi che affrontavamo serenamente nella prospettiva di un miglioramento, e che ora testimoniano solo la desolazione». La Spinosa Costruzioni di Isernia è una società per azioni che opera in vari settori a livello nazionale, dalle infrastrutture all'edilizia pubblica e ospedaliera. Dal suo sito web si apprende che è impegnata, tra l'altro, nella realizzazione di un nuovo ponte sul fiume Arno con carreggiata a quattro corsie e pista ciclabile. Il suo presidente è l'architetto Cosmo Galasso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *